2011 in review

1 gennaio 2012

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.

 

Here’s an excerpt:

The concert hall at the Syndey Opera House holds 2,700 people. This blog was viewed about 24.000 times in 2011. If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 9 sold-out performances for that many people to see it.

Click here to see the complete report.

Capolavoro assoluto

17 dicembre 2011

(Se la dev’esse’ presa a male perché l’ho mandato affanculo. Ma per un livornese manda’ affanculo uno è una dimostrazione d’affetto, d’attaccamento… Mi mancano un po’ le sue acute osservazioni. Via, giù, Sciostacoccio, vedi di torna’ a rallegra’ un po’ ‘sto blog moribondo… Nel ‘bello ‘un ci credo più nemmeno io. Ti aspetto e intanto ti mando un caro saluto).

Bucaneve

26 novembre 2011

Questo è il secondo video di Antonio Marzotto costruito su un mio pezzo, Bucaneve (2007) per pianoforte e glockenspiel.

A new form of beauty

26 novembre 2011

(Oh, yeah…)

Franco Gatti

30 ottobre 2011

 

Uno dei più misteriosi musicisti italiani. Lo amo tanto.

Capolavori (III)

13 ottobre 2011

La mente musicale più libera di un’Italia che non c’è più. Ci manchi, Bruno.

Lo strapotere della musica

13 ottobre 2011

Prendiamo ora la voce di lei. Non è ‘la voce di una cantante’, bella, brutta o anonima che sia. Essa è LA VOCE di una certa Italia giovanile degli anni Settanta (anzi, della seconda metà degli anni Settanta). Una voce totalmente estinta – un tipo di sensualità vocale, anche, completamente estinto. (Provate a cercare, tra quelle di oggi, una voce femminile con le stesse inflessioni, lo stesso timbro e lo stesso stile, o anche solo con caratteristiche simili…). L’ ‘effetto di verità’ che produce sull’ascoltatore che ha vissuto quegli anni è sconvolgente: non è una donna che canta – sono i pantaloni a campana e i vestiti larghi, la 127, i capelli lunghi e le barbe incolte, il vinile graffiato e i primi orribili televisori a colori, le zie e gli zii giovani, i lunghi e infruttuosi pomeriggi piovosi. Non c’è foto, film, monumento, poesia, dipinto capace di restituirci quel mondo con la stessa intensità, con lo stesso ‘effetto di verità’ che produce la voce (quella voce). La musica scava più a fondo. Ecco, ma la musica DA DOVE CAZZO TRAE questo STRAPOTERE che ha?!?!

Laszlo Moholy-Nagy

30 settembre 2011

No, via, non c’è niente da fare. Io con la testa sono lì, in quegli anni lì… gli anni Dieci-Venti (e la loro eco postbellica, gli anni Cinquanta-Sessanta). Non mi ci schioda nessuno. Il resto, per me, non esiste.

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