Giovanna Marini
21 Settembre 2009

Che lapsus…! Nel mio post dello scorso 29 agosto su donne e musica mi ero dimenticato di aggiungere una delle musiciste che più ammiro in assoluto: Giovanna Marini. Raffinata chitarrista (fu allieva di Segovia alla prestigiosa Accademia Chigiana di Siena), compositrice di notevolissimi lavori (dalla Cantata profana al Requiem), etnomusicologa rigorosa (fu tra i membri fondatori del Nuovo Canzoniere Italiano nei primi anni Sessanta e ricercatrice presso l’Istituto Ernesto De Martino, per il quale ha portato avanti un importante lavoro di trascrizione di canti popolari di varia origine), fondatrice e direttrice del coro della celeberrima Scuola di Musica del Testaccio (presso la quale sono stato fortunato uditore, una quindicina d’anni fa, di alcune sue straordinarie lezioni). Insomma, uno degli orgogli della nostra cultura.
Colpevoli amnesie di Agosto, il più crudele dei mesi (altro che il povero Aprile!)
Io ho visto esibirsi Giovanna Marini, qualche anno fa, sui ruderi di Gibellina, con la cantata Si bemolle o dell’ineffabile incertezza del non temperato, affiancata da tre straordinarie voci femminili. Ricordo che tra un brano e l’altro del suo repertorio intratteneva gli ascoltatori con delle personalissime ‘lezioni’ sulla “bellezza delle terze” e sulla “personalità delle note”. In quell’occasione, grazie a uno di quei monologhi che accompagnava con l’inseparabile chitarra, imparai il significato dell’aggettivo ‘enarmonico’…
sì. io sono stato spettatore estasiato di alcune sue lezioni a roma. una mia cara amica era nel coro del testaccio e mi portò là. non avevo mai visto e non avrei mai più rivisto fare lezioni di canto corale in quel modo. ci saranno stati una cinquantina di allievi di tutte le età, seduti in una grande aula. lei entrò, prese il diapason, intonò un poderoso la con la voce e attraverso dei semplici ma eloquenti gesti cominciò a plasmare questo coro come fosse creta, improvvisando delle sequenze accordali sbalorditive. rimasi davvero basito. una grande.
..saluteremo il signor padrone che..
ciao a tutti
ciao da,
).
grazie per il tuo commento, è il numero 1000 (hai dunque vinto un kit per la cura delle unghie, una racchetta da tennis, una sciarpa e cinque pacchetti di savoiardi. provvederò presto a spedirti il tutto…
che fortunaccia
al # 1000 un saluto ci stava proprio bene
al posto dei savoiardi è possibile avere le ben più raccapriccianti lingue di gatto ?
certo! ti aggiungo, se vuoi, anche un tubetto di pasta d’acciughe che ho vinto alla sagra del baccello e mi è rimasto in frigo (ma non è ancora scaduto…).
una mano santa per i miei diverticoli