era il quarto incomodo, il custode della cripta. un personaggio kafkiano. mai voce solista, nascosto nei cori, forse suonava il basso. o forse era la ‘mente’ del gruppo. non si sa. un personaggio kafkiano. simpatico e inquietante ad un tempo. adorabile sempre.
2 anni fa, d’inverno a O Porto, la sera di un sabato umido sono andato a mangiare qualcosa in una churrasqueria, un ristorantino, Pedros dos Frangos si chiavama, Pietro dei Galletti, quando a un certo punto entra quest’uomo coi baffoni neri, gli occhialoni, un maglione di lana di tanti colori a grana grossa, i jeans, e le scarpe della festa, accompagnato da moglie e due figli. Si siedono e ordinano. Mentre aspettano lo vedi che l’uomo è soddisfatto di aver portato la famiglia fuori. E’ come se avesse lavorato tutta la settimana, in ferrovia, chissà, per portare la famiglia fuori a cena. Quanto ho desiderato che fosse il mio papà. Mi sarei accontentato anche di un part-time.
Figurati. Son cose belle. Anche a condividerle non si consumano mica. Mi spiace essere sparito. Spero di riprendere pian piano a commentare. Senza impegno, ti chiedo la cortesia di salutarmi Simone e Antonio se hai l’occasione. Un abbraccio
ma era un ricco o un povero?
era il quarto incomodo, il custode della cripta. un personaggio kafkiano. mai voce solista, nascosto nei cori, forse suonava il basso. o forse era la ‘mente’ del gruppo. non si sa. un personaggio kafkiano. simpatico e inquietante ad un tempo. adorabile sempre.
Ma oggi che fa, il Gatti?
mah, chi lo sa…
ahahahahahah. Franco Gatti. Son 2 ore che fisso l’immagine, m’ipnotizza. M’ipnotizza.
Per me è l’archetipo del papà anni ottanta che il sabato sera porta tutta la famiglia in pizzeria.
vero. verissimo. ciao, pfanner
2 anni fa, d’inverno a O Porto, la sera di un sabato umido sono andato a mangiare qualcosa in una churrasqueria, un ristorantino, Pedros dos Frangos si chiavama, Pietro dei Galletti, quando a un certo punto entra quest’uomo coi baffoni neri, gli occhialoni, un maglione di lana di tanti colori a grana grossa, i jeans, e le scarpe della festa, accompagnato da moglie e due figli. Si siedono e ordinano. Mentre aspettano lo vedi che l’uomo è soddisfatto di aver portato la famiglia fuori. E’ come se avesse lavorato tutta la settimana, in ferrovia, chissà, per portare la famiglia fuori a cena. Quanto ho desiderato che fosse il mio papà. Mi sarei accontentato anche di un part-time.
e tutto ciò mi commuove tanto. grazie pfanner.
Figurati. Son cose belle. Anche a condividerle non si consumano mica. Mi spiace essere sparito. Spero di riprendere pian piano a commentare. Senza impegno, ti chiedo la cortesia di salutarmi Simone e Antonio se hai l’occasione. Un abbraccio
riferirò. comunque anch’io come vedi ci scrivo sempre più di rado qui, purtroppo (non riesco più a trovare il tempo). un abbraccio a te.