Arte astratta e minimal music

9 gennaio 2009

Per restare in tema di nostalgia e di televisione, che dire allora del vecchio monoscopio, autentico fondamento della nostra possibilità di apprezzare l’arte astratta? Credo che poche immagini abbiano avuto la stessa pregnanza simbolica per la nostra generazione: un vero e proprio totem… L’enorme forza d’impatto esercitata dal monoscopio sul nostro inconscio scaturiva essenzialmente dal mistero della sua presenza: essendo bambini, non potevamo comprenderne la funzione di quadro di prova per la taratura delle apparecchiature, per noi non era che una composizione geometrica di linee, forme e numeri su una scala di grigi. Un’icona della modernità, insomma. Anche in questa immagine sacra, come nel segnale orario, si celava un monito: quello dell’imminenza, poiché quando appariva predisponeva a una trepida attesa per l’inizio della ‘TV dei ragazzi’. Ma vi si celava anche un senso di desolazione, quando seguiva la fine delle trasmissioni e consegnava l’immaginario televisivo al freddo della notte.

E la musica, per finire? Accompagnato dal suono fisso e prolungato di un oscillatore, il monoscopio ci ha introdotti anche al minimalismo più estremo, quello dei suoni eterni e infiniti di LaMonte Young. Che si vuole di più?

 

Annunci

4 Risposte to “Arte astratta e minimal music”

  1. Klingo said

    E il Guglielmo Tell lanciato all’apertura delle trasmissioni con le nuvoline sopra le quali scorrevano quelle forme curvoidali assurde?

    Lucciòni!

  2. odid said

    Buonasera Marco!
    Io me ne esco sempre con commenti che ‘un c’entrano ‘na sega (e mi sto toscanizzando con la lettura de Vernacoliere): di’ un po’, che ne pensi tu dei musical? intendo Andrew Lloyd Webber, etc… Ti manca un post sulla musica e il teatro (o me lo sono perso?)

  3. odid said

    ps: meglio ‘un c’azzeccano ‘na sega

  4. marcolenzi said

    caro odid, non amo molto il musical, anzi se devo essere sincero non lo amo affatto. l’ho sempre sentito come qualcosa di molto lontano dalla mia cultura e dal mio gusto. ciò non toglie, ovviamente, che esso abbia una notevole importanza storica nella musica degli ultimi ottant’anni e che allinei nei suoi ranghi compositori di valore come appunto lloyd webber. il post su musica e teatro cercherò di scriverlo comunque, grazie anzi dello spunto.

    PS no, no, è meglio “‘un c’entrano ‘na sega…” 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: