Chi è?

27 gennaio 2009

un-signore2

Non lo so. L’ho trovato aprendo l’home page di WordPress, il sito gestore di blog che mi ospita, mi è piaciuto e ce l’ho messo.

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11 Risposte to “Chi è?”

  1. gadilu said

    Grande.

  2. Francesco said

    indubbiamente ha dei baffi notevoli.

  3. marcolenzi said

    un po’ tutto è notevole, direi. io queste facce qui starei a guardarle per ore. non mi stancano mai. le fisso e cerco di captare il mistero dell’uomo che le porta. è un gioco che convoca tutta un’orchestrazione di sensazioni, emozioni, sentimenti. questa faccia mi fa innanzitutto piscia’ addosso dalle risate, poi, a tratti, mi ispira un senso di pietà – mi dispiacerebbe moltissimo, p. es., se lo picchiassero – che finisce poi per trasformarsi lentamente in un forte e pieno sentimento di fraternità, di fratellanza umana. io a quest’uomo sento di voler bene, anche se non lo conosco.

  4. gadilu said

    🙂

    Sì, però, Marco, bada bene allo sfondo. Quei grigi fumosi, non si capisce bene, sembra una scenografia costuita apposta per l’occasione, assolutamente non naturale, o un effetto fotografico fortemente voluto (ma voluto da chi? e soprattutto: a quale scopo?). E poi gli occhietti un po’ ravvicinati e quasi febbrili, lucenti di una felicità che non sembra nemmeno più di questo mondo…

    Ecco, quando io vedo una fotografia come questa (postata da te) CAPISCO ESATTAMENTE qualcosa che sento non potrà più sfuggirmi. E allora rido. E subito dopo non so più perché rido. E ho quasi paura. E poi rido ancora di questa paura…

  5. 😀

    Ho riso tantissimo nell’aprire il blog, osservare la foto per poi leggere il testo sottostante… Ci vuole così poso a volte. Grazie.

  6. sim said

    Questa secondo me è proprio una brava persona.
    è un americano. i pochi amici che ha sono i suoi colleghi di lavoro, verso i quali è sempre corretto e cordiale.Ha una moglie, due figli. In generale, anche se è abbastanza soddisfatto di quel che ha fatto della sua vita, a volte ha l’impressione di una nota stonata, come se, rispetto a quel che si immaginava da studente, la vita lo avesse un po’ deluso. Comunque, quello che conta per lui è la coscienza di aver fatto sempre il proprio dovere.
    Se a causa della presente congiuntura economica dovessero licenziarlo, penso proprio che la prenderebbe parecchio male. Speriamo tutti che non accada, non è vero amici?
    Lo vedete, non ha grandi vizi.
    Non si droga. Non è un bevitore. Certo, gradisce un drink di tanto in tanto, nelle occasioni giuste. Anche una birra, ogni tanto, gli fa piacere bersela. Ma chi non ha qualche debolezza? Insomma, gli voglio bene anch’io. Bravo Marco.

  7. riccardo said

    Eh sì Marco, questa moderna sfinge incarna magnificamente l’enigma della fratellanza, ma sarebbe un’errore indulgere nella pietas; perché costui, che così spudoratamente offre in sè l’inattingibile, ride anche della nostra illusione di non potergli mai somigliare, dissimula nell’autocompiacimento una perfida consapevolezza delle nostre meschinità. A ben guardare, direbbe Bernhard, il suo sguardo ebete muta lento e inesorabile nel sagace e meticoloso esercizio d’analisi di un giudice che abbia per noi già deposto l’inappellabile sentenza, profetica e ineffabile: siamo tutti un po’ fratelli di Barry White.

  8. […] un piccolo assaggio del “nuovo corso”: prendendo spunto da un analogo intervento sul blog di Marco Lenzi (vedi), propongo quest’oggi di riflettere sulla fototessera qui pubblicata. Prima però occorre […]

  9. gadilu said

    Chiedo a Sim. Va bene. Ma tu non ci vedi proprio niente di INQUIETANTE? E dai, e su….

  10. np (non pervenuto) said

    Come sempre, io sono antipatico sgradevole e contrario a chitarra e falò:

    ci vedo proprio un demone, sparagnino con la prole spendaccione con le troie, uno di quelli che trovi in quei locali della provincia (statunitense, certo, là dove ogni sogno s’irrealizza) a gonfiarsi il buzzo di birra mentre guarda dubbie entreneuses danzanti. A un certo punto una di queste va in bagno, lui la segue, si infila quei guanti che hanno stampigliato il sorriso di Micky Mouse tra il pollice e l’indice, estrae il suo coltello da cucina, la sgozza e la infila in un armadietto dove le donne delle pulizie tengono le scope. Poi esce da lì, si fa un altra birra anche se è un po’ sudato, e sempre con quel sorriso a completare occhi evidentemente psicotici (guardateli bene) si alza, entra in macchina e va a casa. Dalla sorella.

  11. marcolenzi said

    :D:D:D:D:D
    poker!

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