Curiosità

6 marzo 2009

Unknown

C’è un zimpatico castoro che da un po’ di tempo per arrivare su questo blog digita su Google le parole “marco lenzi coglione”. O chi è?

(Ti prego, palesati – non sono curioso, ho solo tantissima voglia di litigare. Sono nervoso in questo periodo, ho i nervi a fior di pelle…)

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16 Risposte to “Curiosità”

  1. marcolenzi said

    ecco, come immaginavo: ora è apparso anche un ‘marco lenzi cazzone’ nei motori di ricerca… manifestati testa di ‘azzo! ti spacco la ghigna! ti sfondo, ti maolo, ti sciagatto! ti brucio la ‘asa! occhio che poi m’incazzo sul serio e son dolori… boia, è una vita che ‘un mi picchio, ciò ‘na voglia… dai, stronzo, dammi un appuntamento, ti becco fori ti sfo! vieni, caàta…

  2. zapruder said

    “Calma, Volutta’, Lusso”
    (H. Matisse)

    – il terzo punto e’ il piu’ difficile da raggiungere ma , tutto sommato, e’ opzionale…
    ;-))

  3. marcolenzi said

    🙂

  4. Marta said

    ahahah… meraviglioso!

  5. marcolenzi said

    ooooh, noooo, oggi addirittura un ‘marco lenzi cacone’… sono disperato, aiutatemi! sigh sigh… ho bisogno di tanta tenerezza, io, non di queste cose cattive e ingiuste; sono un pulcino bagnato, un micione paffuto, una lonza leggiera… ah, povero me! me misero, me tapino! piango tutto il giorno e non so riavermi… che peccato che al mondo ci sia gente tanto cattiva! sob, ciao lo stesso (io sono buono)…
    😦 😦 😦

    (comunque se ti becco ti sbriciolo, hai ‘apito, menelìcche?)

  6. Tiziano said

    Qual era quel film in cui Monica Vitti non riuscendo a trovare un’offesa come si deve, prima si caricava a molla e poi, finalmente folgorata da un’illuminazione, esclamava: “socialdemocratico!”?
    Ecco, se qualcuno digita “Marco Lenzi socialdemocratico” organizzo una ronda web con certi miei ex-alunni. Ti si aiuta noi Lenzi, si sciagatta perbenino, vai!

  7. marcolenzi said

    basta, mi arrendo: oggi si sono aggiunti alla lista ‘marco lenzi pezzo di merda’ e ‘marco lenzi perfido’. accetto e soccombo. grazie comunque, tiziano, per la solidarietà. addio a tutti voi, miei cari amici, è stato bello conoscervi.

    ps dite a mia madre che le ho voluto tanto bene

    ps2 ditele anche che ‘il libro d’oro della donna’ è sotto lo scaffale centrale della libreria di sala. addio, mondo crudele.

  8. gadilu said

    Marco, parlo per esperienza. Internet e l’anonimato tirano fuori il peggio da molte persone. Bisogna farci il callo. Io, per esempio, ho un callo spesso così. A parte il fatto che a me le cosacce non me le venivano a dire “dietro le quinte”, ma le esibivano tranquillamente nei commenti aperti al pubblico, fino al caso di un tizio che fondò un blog apposta per offendermi. 🙂

  9. marcolenzi said

    caro gadilu,
    ti ringrazio per i ragguagli. ormai però mi sono già suicidato e ti parlo dall’aldilà. non ho retto all’umiliazione e stamani mattina presto ho ingerito un intero tubetto di pillole. ti sto parlando dal limbo, nel quale sono stato confinato in attesa di giudizi più perentori sul mio conto. devo confessare però che questa persona che digita le parole di cui in oggetto mi ha definitivamente conquistato per la sua fine intelligenza, per la sua arguzia, per la sua capacità straordinaria di argomentare: è un filosofo, su questo non ci piove, e merita tutta la mia ammirazione. non me la sento proprio di volergli male: anzi, credo davvero sia una persona meravigliosa. pensa che bello: mettersi al computer a digitare ‘marco lenzi coglione’ – è una cosa fantastica, che denota uno spirito di eccezionali doti creative e grande vitalità. un intellettuale di spessore… altro che pasolini… non potevo che soccombere di fronte a tanta intelligenza. dirò di più: mi sarebbe tanto piaciuto essere pestato a sangue da questo genio, ma ormai… un caro saluto da parte mia e da parte di tutti i pargoli non battezzati che mi circondano in questo momento e che fanno un chiasso della malora. baci e abbracci, ricordati del tuo amico
    marco

  10. marcolenzi said

    AL ZIMPATICO CASTORO

    Giupìn canèla, culsciòp in spala,
    de töe coyote refrìda la vülva.
    Ti sberlèng d’un cotéto
    àppo a quìvi de sün fistèlo.
    Par du vestaille, in vesti la giubba,
    te dise un kastoro che nömö devölve.
    Cazza la barba, läva lo stringo,
    giova a la potta d’un pästo fidelo.
    Bring’o lo swùm, diucèste l’ombretto,
    de finte garubbe te sveta l’umbrelo.
    Or su che piagne, la fava de drito,
    bestëm la pelùta de gyro rumeno.
    Ol seno basölu raming’a la sböra,
    te frege la bitta s’un bortolo amèno.
    Al prato de üm te slitta la bröda
    da un càzzot felino che spruza ‘l cynar.

    Spumeggia la skrofa, de grydo piccyno
    t’aumùmba lo sberlo ke styra de zòc.

    *

    (fai caà)

  11. Tiziano said

    La poesia è un capolavoro. Tra i versi permettimi di sottolineare questi:

    Ti sberlèng d’un cotéto
    àppo a quìvi de sün fistèlo.

    e

    Ol seno basölu raming’a la sböra,
    te frege la bitta s’un bortolo amèno.

    E poi la scelta improvvisa e repentinamente abbandonata del decasillabo manzoniano (es. Cazza la barba, läva lo stringo) che appare e scompare di verso in verso quasi a voler nascondere l’obliquo vagabondare del segno, di sapore zanzottiano ma del tutto personale (penso a Microfilm), tra le pieghe di un’indicibile risacca semantica.
    Nella tua poesia la parola si fa misteriosamente vessillo, quasi ineffabile eliofania. Roba esagerata.

  12. marcolenzi said

    grazie 🙂

  13. ‘scolta qua vogliono portarmi Borghezio davanti al teatro e sono già incazzato come una scimmia urlatrice perchè ovviamente non ci permetteranno di beccarlo alle spalle armati di martelli, avvitatori, cantinelle, tironi e buloni del 13. Sicchè tracciamo il tipo, ci vado io a beccarlo e gli faccio ricaà Borghezio, Taradash, quer caaritto di Guastalla che quando viene a fà il pavone non gli posso sputà nel viso perchè sennò perdo il lavoro, e già che ci sono gli fò ricaà anche l’ennesima multa che ho preso in Via Mayer. Un ci dovrebbe rimanè nemmeno i peli dell’orecchi.

  14. marcolenzi said

    noo, borghezio noo… ma poi, mi chiedo, ancora? ma ‘un ni son bastate le legnate che ha preso la volta scorsa? boh… fa caà.

  15. L’idea sarebbe quella di attraversare il comizio sgranocchiando un kebab. In una decina basterebbe.

  16. marcolenzi said

    io ci sono; guarda, mi metto anche il fez in testa. fammi sapere quando.

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