Donna divina

18 marzo 2009

donna-summer

L’altra sera di ritorno da Firenze mi sono ascoltato nello stereo della macchina per quattro volte di seguito quel capolavoro assoluto che è Love to love you baby di Donna Summer, atto di nascita della disco-music (quella di classe, tipo Chic o Earth Wind and Fire): la seconda versione del 1975, quella che dura quasi diciassette minuti. Che meraviglia, che sound, che atmosfera, che clima! Come e più del Punk, il primo gemito della divina spazzò via in un soffio tutta la muffa progressive che all’epoca andava accumulandosi già da un paio d’anni…

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14 Risposte to “Donna divina”

  1. marcolenzi said

    cioè, ma guardatela!… ma com’è, eh? sublime, inarrivabile, sensualissima venere nera, donna meravigliosa…

  2. da said

    “Che meraviglia, che sound, che atmosfera, che clima!… ” ecche topona!

  3. marcolenzi said

    icona stellare, strafia cosmogonica… una delle donne più belle del mondo, indubbiamente. quando per la prima volta la vidi cantare ‘I feel love’ in televisione, nel 1977, avevo dieci anni. rimasi inchiodato al video e mi feci immediatamente regalare il 45 giri, sentito e risentito fino allo sfinimento.
    una carica sensuale travolgente: anticipò di un anno il mio ingresso nell’adolescenza.

  4. marcolenzi said

    che bellezza de, la guardo e ciò le visioni: una dea che scende sulla terra cantando ‘I feel love’ mentre dietro di lei si forma un enorme vortice, una tromba d’aria che risucchia e si porta via rosy bindi, la russo iervolino, la thatcher, l’annunziata, tutti i preti e le sòre del mondo… visione sublime…

    incarna perfettamente quello che nietzsche chiamava ‘il senso della terra’… altro che il ‘superuomo’! in confronto il superuomo è un macaco. sì, via, bisogna riformulare il celebre paragone nicciano: la scimmia sta all’uomo come l’uomo sta al superuomo e come il superuomo sta a donna summer. ecco.

  5. marcolenzi said

    grazie da per avermelo ricordato, effettivamente mancava un po’ di topa in questo blog… imperdonabile, per un livornese doc. grazie

  6. Mago Afono said

    Io invece, tornando da Fucecchio (ero al concerto dei Noah and the Whale), ho sfinito il Della con “September” degli Earth, Wind & Fire. E’ grave?

  7. marcolenzi said

    chi, il della?
    🙂

  8. Mago Afono said

    Il Della è tanto che grave…

  9. Tiziano said

    Donna Summer! Ricordo quando giocavamo a ‘Radio’ (fu una cosa del ’78 e del ’79, avevo dieci-undici anni)e facevamo le classifiche delle canzoni più belle. Donna Summer dominava (I feel Love, Hot Stuff), ma fu insidiata per qualche tempo da ‘Le Freak’ degli Chic e da ‘Heart of glass'(Blondie).
    Donna Summer e Debbie Harry, cioè Boston e New York, la pancia e la vista, Charlestown e il Village, l’antropologia e la geometria…

  10. zapruder said

    Per restare sull’ icastico-sintetico preferisco
    la vista, il Village (corrente CBGB) e la geometria
    (colpa del mio ‘Heart of glass’…)

    http://www.kataweb.it/multimedia/media/2191921

  11. paolo said

    Non sono mai stato un grande conoscitore di discomusic e quindi potrei sbagliarmi: “I feel love” era interpretata magistralmente ancora da Donna Summer? Che donna, che voce, bravissima.

  12. marcolenzi said

    @ tiziano e zapruder

    sì, grande anche debbie harry, aka blondie, grande gruppo new wave.

    @ paolo

    assolutamente sì! ‘I feel love’, insieme a ‘love to love you baby’ rappresenta il brano che ha avuto più influenza sulla discomusic successiva, uno dei primissimi esempi, se non il primissimo, di techno-disco (leggi: kraftwerk + soul). dietro c’era il grande giorgio moroder (e pete bellotte). il pattern per ottave spezzate è stato clonato e imitato milioni di volte.
    benvenuto nel blog, paolo! grazie per il tuo contributo.

  13. Bella, eh? E neanche rifatta e strafatta come le squinzie al poliuretano siliconato di oggi. Dice ora sia Cristiana Rinata. Debbie Harry invece no.

  14. […] wppa_bgcolor_img = "#eeeeee";wppa_popup_nolink = false;wppa_fadein_after_fadeout = false;wppa_animation_speed = 800;wppa_imgdir = "http://www.tuttaaltramusica.com/wp-content/plugins/wp-photo-album-plus/images/";wppa_auto_colwidth = false;wppa_thumbnail_area_delta = 9;wppa_textframe_delta = 179;wppa_box_delta = 16;wppa_ss_timeout = 2500;wppa_preambule = 3;wppa_thumbnail_pitch = 104;wppa_filmstrip_margin = 2;wppa_filmstrip_area_delta = 60;wppa_film_show_glue = true;wppa_slideshow = "Slideshow";wppa_start = "Start";wppa_stop = "Stop";wppa_photo = "Photo";wppa_of = "of";wppa_prevphoto = "Prev. photo";wppa_nextphoto = "Next photo";wppa_username = "66.135.48.192";wppa_rating_once = false; Share L’altra sera di ritorno da Firenze mi sono ascoltato nello stereo della macchina per quattro volte di seguito quel capolavoro assoluto che è Love to love you baby di Donna Summer, atto di nascita della disco-music (quella di classe, tipo Chic o Earth Wind and Fire): la seconda versione del 1975, quella che dura quasi diciassette minuti. Che meraviglia, che sound, che atmosfera, che clima! Come e più del Punk, il primo gemito della divina spazzò via in un soffio tutta la muffa progressive che all’epoca andava accumulandosi già da un paio d’anni – MARCO LENZI https://marcolenzi.wordpress.com/2009/03/18/divina-donna/ […]

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