La tristezza di essere ‘fratelli di’

28 marzo 2009

pagliaccio1

Ve li ricordate i quadri che ritraevano pagliacci, presenti in tutte le case delle famiglie non particolarmente colte negli anni Settanta? Erano i classici quadri-patacca che si compravano a poco prezzo ai mercatini rionali e che risolvevano egregiamente il problema di come riempire la parete di sala rimasta vuota, problema insormontabile per il capofamiglia completamente privo del minimo senso estetico. A me mettevano una tristezza infinita e talvolta, quando erano dipinti male o tirati via, facevano anche un po’ paura…

Ecco, una tristezza simile la provo quando penso ai fratelli di gente famosa, specialmente a quei fratelli, minori o maggiori che fossero, che invece di fuggire a gambe levate verso il polo opposto dell’esistenza rispetto a quello presidiato dal fratello famoso – come hanno fatto quelli un po’ più furbi – hanno cercato disperatamente e in tutti i modi di splendere di luce riflessa emulandone lo stile – finendo così inesorabilmente per diventare campioni del kitsch che sguazzano nelle pozzanghere della vita con stampata sulla faccia un’espressione non tanto diversa da quella del nostro pagliaccio dipinto.

Homo tristissimus tra questi, come si può giudicare dalla foto riportata qui sotto, è senz’altro Franco Tozzi, il fratello di Umberto; pur non essendo certo fratello di un genio, tuttavia il suo album Ecco perché (e il titolo è già di per sé un manifesto) non può competere con gli amori e le glorie del focoso e spavaldo brother. Un altro personaggio triste è Andy Gibb – ve lo ricordate? – il fratellino dei Bee Gees, morto a soli trent’anni per problemi legati all’alcol e alla droga dopo aver avuto un effimero successo nei primi anni Ottanta; era un ragazzo molto bello (come tutta la prosapia dei Gibb) e magari anche dotato, ma come poteva competere con chi, anche avesse scritto solo Stayin’ alive, era destinato a occupare, insieme a Bacharach, Abba e pochi altri, un posto di primo piano nella storia della musica pop del secondo Novecento? (E pensate a questi tre fratelli più grandi che magari hanno anche ‘cercato di aiutarlo’, spingendolo sempre più verso il botro della solitudine…). Ma la palma della tristitia maxima spetta senz’ombra di dubbio a Roger Eno, il fratello minore di Brian. Qui siamo veramente al delirio. Esce fuori all’improvviso partecipando, non si sa in qual veste, nientemeno che alle registrazioni di quel capolavoro del fratello che è Apollo del 1983. Esaltato da questa prima esperienza, Roger ci prova; qualcuno (sia in Inghilterra che qui in Italia) ci crede e gli fa incidere una decina (una decina!) di dischi di un’insulsaggine assoluta, uno più brutto e squallido dell’altro: privi della benché minima idea musicale, suonati male, tirati via… brutti, brutti: Arturo Stalteri in confronto è Bach. Io fra l’altro, durante il servizio civile che svolsi presso l’Arci Nova nei primi anni Novanta, ebbi anche la malaugurata idea di invitarlo a suonare a Livorno con un clarinettista e un violoncellista per i concerti di ‘Musica Obliqua’ che allora coordinavo: arrivò verso le cinque del pomeriggio tutto trasandato, coi capelli unti e un ghigno serio, alle sette aveva già bevuto dodici pinte di birra, suonò briào e durante la cena dopo il concerto svenne sul piatto. Uno spettacolo increscioso…

Insomma, datemi retta: se avete un fratello troppo in gamba scappate, fuggite lontano, dove volete ma lontano: alle Maldive, in Siberia o sull’Isola di Pasqua tra i Moai. Perché se gli rimanete accanto potreste fare la fine di Fréderic Rimbaud, il fratello del grande poeta francese che faceva il cenciaio ad Attigny.

 

PS Altri aneddoti, curiosità di quegli anni?

PS2 Grazie np.

 

f-tozzi

 

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63 Risposte to “La tristezza di essere ‘fratelli di’”

  1. np (non pervenuto) said

    Ho riso di brutto per mezz’ora.
    E poi sono andato a vedere il sito personale di Roger Eno, che si conclude con “the best has yet to come!”. Attendiamo con ansia.
    Grazie.

  2. np (non pervenuto) said

    Un’altra triste vicenda è il fratello di Paolo Conte, Giorgio Conte. Fratello minore, somiglianza fisica notevole, cantautore bravetto e di discreto successo, ovviamente incomparabilmente minore di Paolo. Anche Giorgio ha abbandonato lo studio di avvocato, però DOPO. Ma la cosa più triste non è che “una giornata al mare” e “topolino amaranto” l’abbiano scritta insieme, ma che Giorgio Conte – insieme a quelli che lo intervistano, quando succede – non si dimentichi mai di ricordarlo.

  3. zapruder said

    Sono andato anch’io sul sito di Roger (che deve aver registrato un impennata violenta di contatti dopo la segnalazione di Marco)e, piu della conclusione mi ha colpito l’acchito:

    http://www.rogereno.co.uk/

    Un quadro di clown cosi’ nel tinello ti devasta l’infanzia. Se mio padre ci provava un paio di rivolverate al ginocchio non gliele levava nessuno
    (erano gli anni ’70…)

    PS
    queste immagini piu vecchie fanno pensare ad una triste parabola esitenziale del povero (?) Roger

    http://www.cinziaricci.it/filmes/musica-rogereno-image01.htm

    😦

  4. 1)Flavio Giurato, discreto cantautore, ha un fratello che si chiama Luca. Hai presente?
    2)I fratelli Filippini avrebbero fatto bene a seguire il tuo consiglio facendo finta di avere già un terzo fratello Pallone d’oro?
    3)Francesco De Gregori ha un fratello che si dilettava nell’arte del canto con chitarra accompagnatrice, solo che si faceva chiamare Luigi Grechi. Per sapere se merita di figuarare tra gli indiziabili del tuo post bisogna sentire il Mago Afono. Secondo me una bella tuta da benzinaio gli avrebbe donato più carisma e sintomatico mistero.
    4)In ambito hardcore locale la coppia di fratelli Piercecchi (Sid cantante dei Cheetah Chrome Motherfuckers e Tetano batterista dei Ravings) invece è stata una manna.
    5) La mì sorella ascolta Baglioni e isati. D’altra parte quando da piccina c’hai un fratello che alle 3 di notte si dimentica di infilassi la cuffia e ti spara i Black flag a palla di fòo si può comprendere.
    6) Lo stesso discorso lo faresti per ir fratello di Berlusconi, suppongo.

  5. zapruder said

    Comunque io ho sempre sperimentato una certa attrazione perversa per i ‘fratelli minori’, quelli che sono finiti risucchiati dal cono d’ombra e d’oblio che la sagoma dei fratelli ‘maggiori’ ha impietosamente proiettato su di loro.

    Tra questi ‘dioscuri oscurati’ ci sono i casi patetici di ‘ricerca affannosa di celebrita” da parte di autentici incapaci che, abbacinati dalla fama del fratello, sfidano penosamente il ridicolo nella speranza di godere i pallidi riverberi della luce riflessa e finiscono -inevitabilmente- con l’attrarre su di se’ l’ira degli Dei, che li precipitano ad infittire le fila dei cialtroni, nonche’ quella del Pubblico che non esita a sommergerli di risa e sputi.

    Poi ci sono gli incolpevoli surclassati. Meritevoli -ma mediocri- costoro si sono trovati superati in agilita’ e talento da un fratello semplicemente piu dotato. Semplicemente.
    E’ il caso, ad esempio, di Evan Lurie
    http://en.wikipedia.org/wiki/Evan_Lurie
    modesto compositore di colonne sonore un po’ anodine, a cui il destino non ha evitato il confronto con il piu’ fertile ed inventivo fratello John.

    Ma chi maggiormente attrae la mia curiosita’ morbosa sono quelli che neanxhe minimamente sfiorati dalla fama di un talentuoso fratello ‘maggiore’, non glie ne fregava niente di quest’ ultimo e del suo talento, ed hanno continuato a fare i lavori piu’ modesti ed anonimi.

    Fra questi i fratelli di Andrew Warhola sono sempre stati per me un’ ossessione: non solo le loro vite restano tuttora avvolte nel piu’ fitto mistero, ma non riesco neanche ad immaginarli; Fréderic Rimbaud cenciaio ad Attigny si ma loro no.

    Sempre per restare nel campo delle arti visive voglio aggiungere che anche in casa mia campeggiavano i notori Osceni Quadretti Economici (OQE) e spesso mi sono chiesto per quale motivo il clown -regolarmente triste- fosse uno dei soggetti priviegiati di questa corrente figurativa.

    Comunque sia, a distanza di anni mi sono accorto che, accanto a gli immutati conati di vomito che la loro vista ancora mi procura, sono lentamente apparsi nuovi sentimenti. Non credo che si tratti di affettuosa umanita’ o di patetica empatia verso tanta ingenua approssimazione, quanto piuttosto una forma di curiosita’ quasi entomologica e non priva di punte di immaginazione voyeuristica.

    Il fatto e’ che di fronte a gli OQE spesso mi sorprendo abbandonto a delle vere e proprie reverie; si parte di solito con il tradizionale ‘ma dove cazzo li comprava i colori questo, all’ aamps?’ e poi ci si trova, dopo alcuni minuti, ad immagniare la vita di queste persone, la loro adolescenza, le fidanzate, gli amici…

    Penso che queste ‘meditazioni’ (particolarmente vivide dopo il consumo di opportune quantita’ di hascisch) siano esperienze estetiche a cui, di tanto in tanto, vale la pena di dedicare un po’ di tempo; quel tanto che basta per immaginarsi auto usate giacche a quadrettoni calcoli renali compagne occasionali lavori saltuari croste invendute creste di gallo scazzottate con i corniciai e via dicendo.

    A testimonianza di quanto il mio quadro clinico vada progressivamente aggravandosi mi sono accorto che ultimamente lo stesso inquietante fenomeno immaginativo si e’ purtroppo esteso anche ai titoli di coda dei film. ‘Ma chi sono queste comparse, questi attori ignoti che recitando poche battute nel corso di una carriera -probabilmente- sono riusciti a vivere tutta una vita ai margini di Hollywood, a pagarsi un affitto, a cercarsi un affetto, e procurarsi affettati da mettere nella pagnotta ? Come passavano il loro tempo libero, cosa facevano la sera?’

    PS:
    Ma i CCM esistono ancora?

  6. Lopo said

    A me ha sempre fatto tristezza Tom Fogerty.
    Fratello maggiore e chitarrista di spalla di uno degli rocker più talentuosi dei ’60 (quel John che non pago di scrivere dei capolavori, li cantava con una voce strepitosa e li suonava – da lead guitar – con una capacità di trascinamento pari quando non superiore a quella di strumentisti più dotati e celebrati), all’apice della fama se ne va, innescando il crollo dei CCR, per una carriera totalmente anonima, senza mai riappacificarsi veramente col secondogenito.
    Alla fine muore della morte più stupida, AIDS contratto da una trasfusione, una di quelle che neppure ti fanno entrare nella leggenda.

  7. gadilu said

    Bellissimo tema.

    (Anch’io ho difficoltà a smettere di ridere)

  8. marcolenzi said

    che contributi! grazie ragazzi…
    😉

  9. gadilu said

    Paolo Berlusconi?

  10. marcolenzi said

    no, lui no, vi prego… qualcosa di più divertente! i berlusconi sono una famiglia orrenda sotto ogni aspetto, non fanno ridere per niente, son proprio brutti brutti… sarebbe interessante sapere qualcosa di più invece sui fratelli di gesù, ai quali si accenna nei vangeli e che pare siano nati da un matrimonio precedente di giuseppe… bisognerebbe chiedere a un fine biblista.

  11. gadilu said

    Davvero a te non ti fanno ridere?

  12. np (non pervenuto) said

    Ora sta andando molto di moda anche l’onorevole Santo Versace, del PdL, fratello del compianto Gianni. Lo hanno messo lì in parlamento perché di moda si occupa sua sorella…

  13. Mago Afono said

    @ sassicaia
    Al concerto di Luigi Grechi a Rosignano, loro erano in 5 sul palco, noi in 4 in platea. Comunque non mi sembra che sia così superfluo, come d’altronde Giorgio Conte.
    Tutt’altro che imprescindibile, invece, Andy Yorke, fratello di Thom dei Radiohead: prima ci ha provato con gli Unbelievable Truth, autori di un paio di graziose canzoncine e nulla più, adesso con un orribile album solista.
    E nessuno si ricorda di Nello Daniele, fratello di Pino (che già fa stracaà per conto suo)? E’ uguale di aspetto e uguale nelle zotte che incide (ora ha fatto un cd che si chiama “Aspettando ‘o soul”).
    E mettiamoci pure Paola Massari, ex moglie di Baglioni, che qualche tempo ci ha provato con il cd “Il vento Matteo”. Ok, è moglie e non sorella, ma fa ugualm,ente tristezza. E non sarebbe entrata neanche nel prossimo auspicabile post sui figli d’arte.

    Mago

  14. np (non pervenuto) said

    Nello Daniele mi mancava.
    Grazie di cuore, Mago.

  15. @zapruder: i CCM non esistono più da almeno 15 anni, l’unico che non demorde è Dome La Muerte che ha appena fatto un disco con Rudi Protrudi dei Fuzztones come ospite.

  16. E guai dimenticarsi Dave Davies, fratello di Ray. Ha passato il resto dell’esistenza a dire che il riff di “You really got me” è suo.

  17. np (non pervenuto) said

    Firmare autografi:

  18. gadilu said

    Questa è una leggenda metropolitana che girava per i dipartimenti di filosofia, qualche anno fa. Si diceva che molti degli scritti di Martin Heidegger non fossero solo stati trascritti, ma addirittura rifatti e quindi letteralmente scritti dal fratello Fritz.

  19. np (non pervenuto) said

    Da Franco Tozzi a Fritz Heidegger. La mente umana è capace di NESSI meravigliosi, eh?
    Ci vorrebbero le due foto, una accanto all’altra, e il dito che bacchetta di qua e di là…

  20. marcolenzi said

    attenzione: a rovistare tra la robaccia si trova sempre qualcosa di interessante. mago afono, quel titolo… ‘il vento matteo’, pazzesco!!!!! semplicemente pazzesco!!!!!! ecco, questo è uno di quei rarissimi casi in cui non so mai decidermi una volta per tutte. allora, sottopongo anche a voi questo test. pensate bene a questo titolo ‘il vento matteo’; concentratevi, ripetetevelo, sussurratevelo più volte… ‘il vento matteo’, ‘il vento matteo’, il vento matteo’… provate anche ad associarci qualche immagine, etc. etc.
    ecco, a me succede esattamente questo: per un momento mi sembra il titolo più geniale che si possa concepire e mi vien voglia di abbracciare chi l’ha concepito, poi dopo un istante mi fa ribrezzo e mi viene invece voglia di malmenarlo, poi ancora dopo un po’ ci ripenso e mi dispiace e allora vorrei far pace aprendogli le braccia, ma poi se lo stringo a me mi torna in mente il vento matteo e allora magari gli mordo un orecchio. lui piange e si accascia e in quel momento il titolo riluce in tutto il suo splendore, e così via altalenando per l’eternità. non vi succede mai?
    (forse c’è qualcosa in me che non va…)

  21. Mago Afono said

    Marco, io ho provato.
    Mi viene a mente solo questo:

    [scusa, mago, ho dovuto toglierlo… il blog è frequentato anche da miei alunni minorenni – comunque è facile immaginare cosa] 😉

    Mago

  22. Tiziano said

    Il vento Matteo è il vento che, dapprima chiuso in una caverna, è liberato dal colonnello Sebastiano Procolo in “Il segreto del bosco vecchio” di Dino Buzzati. La tipa non avrebbe mai potuto concepire un titolo come quello. La reazione di Marco è assolutamente logica. Quel ‘vento matteo’ era fuori posto, liberato dalla sua caverna aveva perso tutto il suo fascino, la sua bellezza.

  23. Marco, hai aperto un vaso di Pandora.
    Chris Jagger (indovina fratello di chi), mi risultavano due LP all’attivo il primo era “you know the name but not the face” oltretutto era UGUALEUGUALE al fratello. Poi googleggio e scopro questo
    http://www.chrisjaggeronline.com/

  24. Tiziano said

    Daniela Goggi… oimmena…

  25. marcolenzi said

    che bellezza, qui si sta andando a rotoli…

  26. gadilu said

    Marco, se vuoi andare a veramente a rotoli ti suggerisco di dedicare uno dei tuoi prossimi esilaranti post al “Sudtirolo”. Così poi arrivano anche Paddo e Superciuk (o meglio, visto il tema, i loro rispettivi fratelli) e puoi anche morire contento.

  27. marcolenzi said

    😀

  28. gadilu said

    Però, poi vedi le cose a guardarle meglio. Franco Tozzi in realtà ha un po’ spianato la strada a suo fratello minore, Umberto. Quindi la sua esistenza non è stata quella di un’ombra, ma assomiglia piuttosto a quella di un tronco (certo, un tronco poi messo in ombra dal ramo…).

    http://ja-jp.facebook.com/pages/Umberto-Tozzi/42146984916?v=info&ref=mf

  29. marcolenzi said

    sì, messa così la trovo in un certo senso ancora più triste. il problema dei ‘fratelli’ è sia quello di non riuscire a vedere mai la luce sia quello di vedersela togliere. e penso, al di là di tutto, cioè indipendentemente dal valore oggettivo, che sia proprio un problema di ‘incompatibilità ambientale’: questi fratelli, così io immagino, una volta messi in ombra non riescono più a liberarsi di questo fardello parentale. per i figli è un po’ diverso perché lì c’è per così dire il ‘passaggio delle consegne’, per cui anche se c’è un abisso fra vittorio e christian de sica o fra ugo e ricky tognazzi i secondi ‘sostituiscono’ i genitori morti; ma i fratelli, che sono contemporanei, se sono qualitativamente troppo diversi tra loro il peggiore soccombe, ‘un c’è cazzi…

  30. np (non pervenuto) said

    Sì, direi che non c’entra il valore oggettivo, che anzi potrebbe essere anche ribaltato, o quello dell’influenza, come nel caso dei Tozzi…
    è proprio il fatto che la fama e il successo DISTRUGGONO completamente tutto questo, che invece viene retrospettivamente rivendicato: “sapete, sono io che gli ho insegnato…” QUI risiede la infintita tristitia, secondo me.

  31. marcolenzi said

    una prece comunque vada anche agli ahimè tantissimi FIGLI letteralmente DISTRUTTI dal padre geniale.

  32. Mago Afono said

    @marco

    e quando fanno caà tutti e due, tipo Roby Facchinetti e DJ Francesco? Una peta invece di una prece?

  33. marcolenzi said

    DUE pete, direi… 😉

  34. np (non pervenuto) said

    petes?

  35. marcolenzi said

    sì, petes. mi raccomando con l’accento grave e non acuto: pètes… eh, prima o poi verrà fuori anche un post su di lui, aspetto qualche contributo da youtube.

    ps hai visto, np, che vivacità intorno a questo post? merito tuo che lo hai sollecitato… grazie.

  36. GiaT said

    Ho un vago ricordo di una notizia che avevo sentito alla radio molti anni fa, ma non sono sicuro che sia vera o parto della mia mente bacata (anzi, se qualcuno può risolvere il mio dubbio…): un giudice di un tribunale aveva dato ragione a Edoardo Bennato, impedendo al fratello Eugenio (che, tra l’altro, mi sembra anche un po’ meglio di lui) di non usare il cognome per non avvantaggiarsi surrettiziamente della fama del fratello; quindi, sui dischi o nelle apparizioni, avrebbe dovuto presentarsi come “Eugenio Ben”.
    Vi prego, ditemi che me la sono inventata!
    È un po’ come se Henry avesse costretto il fratello a firmarsi William Jam, o Max il suo Alfred Web.
    Se è vero è pazzesco.

  37. np (non pervenuto) said

    Nel caso dei fratelli Jam, però, caro GiaT, è una lotta dura su chi è stato più famoso, influente e anche “geniale”.
    Sui fratelli Ben, invece, in effetti, ci hai dato una notizia sconvolgente.
    Poi ci sono anche i fratelli Serv, uno tony e l’altro peppe, mi pare…

  38. Per i “figli di” ESIGO apposito post aperto da foto di Dweezil Zappa o Diego Armando Sinagra, a piacere.

  39. Oppure da Ylenia Carrisi, ovviamente.

  40. GiaT said

    @ np: sui Jam hai perfettamente ragione, dovevo sceglierne uno e ovviamente la mia è stata una scelta da non-filosofo…
    Sulla notizia dei Ben, ti prego, prendila con le pinze, non ne sono assolutamente sicuro
    ciao

  41. marcolenzi said

    non sapevo di questa disputa tra i bennato (a proposito: edoardo non vale un decimo di eugenio…). comunque c’è pieno di casi come questi, casi cioè in cui uno dei due fratelli, costretto o no, cambia cognome: se ci penso son convinto me ne vengono in mente tanti.

  42. GiaT said

    Tipo Giorgio De Chirico e Alberto Savinio? Ma qual era il cognome “vero”? Misteri…

  43. marcolenzi said

    esatto, bravo! loro sono un classico esempio (il cognome vero era de chirico). vedi, ora mi viene in mente che anche duchamp aveva un fratello che si firmava col cognome della madre, villon..

  44. Mago Afono said

    Nel cinema c’è il caso dei figli di Martin Sheen, uno (Charlie) ha tenuto il cagnomo del padre, l’altro si chiama Emilio Estevez.
    Ah, mi è venuto a mente che c’è il fratello di Julia Roberts, Eric Roberts: un attorucolo fallito, nei film fa sempre il birbaccione e dopo 5 minuti more sempre.
    E BABY POZZI, sorella minore della Moanona nazionale?

  45. Lopo said

    @Mago Afono, e’ il contrario!
    Emilio Estevez ha conservato il suo nome anagrafico, Charlie Sheen ha seguito le orme del padre che in realta’ si chiama Ramón Estévez.

  46. zapruder said

    Pare che gli squali si divorino tra di loro appena nati.
    Sono convinto che si precipitano in gruppo a dilaniare il cucciolo che lascia presagire lo sviluppo di talenti particolari rispetto a gli altri fratelli.
    (tipo saltare nel cerchio come le orche e i delfini)
    Ecco perche’ gli squali, nel mondo dello spettacolo in particolare al cinema, continuano a recitare collettivamente sempre lo stesso ruolo.
    Forse azzannano gli umani come rappresaglia per i diritti d’autore non corrisposti !

    [Mammamia…basta cosi’]

  47. Gaetano45 said

    Spesso è così ma in ogni caso si scopre dopo. A proposito di Renato Zero – che citi altrove – se non sbaglio Loredana Berté e Mia Martini sono le sorelle e non mi pare che la parentela abbia loro nuociuto (semmai sono state altre cose a farlo)
    ….così come Edoardo e Eugenio Bennato, pur fratelli, hanno i loro meriti in ambito musicale (certo…non si sono copiati. Insomma alle regole ci sono le eccezioni ed il guaio sta nel fatto che si scopre sempre dopo e nella perversa mania di voler fare la classifica….1° gigi..14° cecco…Ma non si dovrebbe favorire ed incoraggiare chiunque ci voglia provare? E se poi si scopre che il secondogenito (o quarto…) è più bravo del primo? Si sarebbe persa una bella occasione. E tra genitori e figli come la mettiamo? Pensiamo a Leopold e Amadeus!

  48. np (non pervenuto) said

    e mario e pippo santonastaso?
    in che categoria possiamo inserirli?

  49. Tiziano said

    Mia Martini e Loredana Berté
    I Jackson Five
    Le sorelle Kessler

    Per Zapruder:
    Quando insegnavo all’Elba due fratelli si presero a colpi di pennato per una lite sui confini dei loro campi. La faccenda riguardava un olivo. Entrambi in prognosi riservata.

  50. Il fratello di Roberto Baggio, Edy, giocava ner Pisa.
    In quanto a tristezza dirrei che con questo si può chiudere il cerchio.

  51. zapruder said

    ANSA
    Roger Eno (pron: Rogerino) ha comunicato alla stampa che intende registrare un nuovo disco intitolato ‘sometimes in my ear’.
    La composizione dovrbbe ispirarsi al persistente fischio alle orecchie che durante la scorsa settimana
    ha afflitto il musicista, il quale ha affermato che “senza dubbio si tratta di un messaggio extraterrestre proveniente da Andromeda”.
    Il fratello Brian, durante una cena, ha commentato la notizia dicendo “si, penso che prendero’ la pasta con le vongole”.
    Poco dopo Roger e’ entrato nel ristorante e ha sbattuto con violenza il volto nel piatto del fratello.

  52. marcolenzi said

    @ gaetano45
    mia martini e loredana berté sono sorelle tra loro e amiche, non parenti di renato zero. certo che bisognerebbe dare l’opportunità a tutti di esprimersi ed è vero che ‘si scopre dopo’, ma non quando la differenza è schiacciante a favore dell’un fratello o dell’altro, come ad es. nel caso di brian e roger eno… e poi volevo semplicemente mettere in evidenza la tristezza di dover portare il cognome di un fratello famoso: michael haydn, i fratelli e i figli di bach, lo stesso leopold mozart sarebbero stati considerati molto di più se non avessero avuto quei cognomi così scomodi. non c’è cristo che tenga: quando parli di un bach non è proprio possibile prescindere da johann sebastian, è automatico, li rapporti tutti a lui…

    @ np, tiziano, np, sassicaiamolotov, zapruder
    😀 😀 😀 bellissimi commenti…

  53. Mago Afono said

    In tutto questo marasma mi sono dimenticato di James Belushi… quando mai due fratelli sono stati così lontani fra loro come lui e Jim?

    @ Lopo
    Lo so, mi sono espresso male… chiedo venia.

  54. Mago Afono said

    > come lui e Jim?

    John, ovviamente.

  55. marcolenzi said

    ovvia, giù, riportiamo un po’ d’ordine e di giustizia e citiamo anche quei fratelli che invece si sono influenzati a vicenda e anzi non avrebbero poturo far niente l’uno senza l’altro. chi? dopo i fratelli marx, p. es., guido e maurizio de angelis (gli oliver onions) e carmelo e michelangelo la bionda. qui, lo ammetto, è difficile stabilire chi dei due sia il più bravo.

  56. zapruder said

    Giusto: ad esempio i Carracci.
    I Carracci erano tre: Annibale e Agostino erano fratelli, mentre Ludovico era un loro cugino.

    “A carnevale Annibale si travestiva da Agostino e viceversa, suscitando lo stupore generale; Ludovico invece rimediava regolarmente un gran numero di pedate mentre alle feste si aggirava sotto i tavoli
    fingendosi un cane del Veronese.”

    [da A. Chastel:”1-2-3: Carracci!”

  57. mario r. said

    giorgio zito e i diesel..zito è il vero cognome..bennato è il cognome della mamma..3 fratelli..

  58. marcolenzi said

    benvenuto nel blog, mario. edoardo, eugenio… e il terzo, chi sarebbe? e poi, perché li citi, mario, pensi che ci sia un’enorme differenza tra edoardo e eugenio? (eugenio per me è indubbiamente più bravo, però… boh, non saprei). un caro saluto.

  59. mario.r. said

    Ciao, son capitato per caso seguendo cage..Giorgio Zito è il terzo fratello Bennato, fece sanremo ma col cognome della madre per non sfruttare l’occasione..infatti sparì..ho fatto un poco di casino..
    adoro edoardo e penso che seconda stella a destra, questo è il cammino sia uno dei più formidabili incipit di sempre,,una di quelle cose che da sola valgono l’acquisto..e sono un batterista e rifiuto il metodo bona (ma mi vergognavo a dirlo)..blog favoloso grazie e ciao

  60. marcolenzi said

    grazie a te, mario. ciao.

  61. francesco said

    direi che a occhio sei il classico criticone, giudicone tuttologo della tipica cultura italiana nata dalla tv. sei triste ancor di più!
    ciao

  62. marcolenzi said

    ah ah ah ah ah. grazie.
    ciao, grande.

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