Anthony Reynolds canta Syd Barrett

6 giugno 2009

Ecco sei delle dodici canzoni di Barrett da me arrangiate per voce, pianoforte e quartetto d’archi che sono state eseguite alla Goldonetta di Livorno il 7 maggio scorso, in occasione del primo Cambini Opera Festival. L’ensemble è formato da Anthony Reynolds alla voce, Ornella Cerniglia al pianoforte, Francesco Carmignani e Chiara Morandi ai violini, Andrea Cattani alla viola, Ellie Young al violoncello e me stesso alla direzione (ahimè, scusate, ma un direttore serio era fuori budget…). La qualità dell’audio (preso dalle telecamere) è quella che è (avevo anche portato un minidisc per avere una registrazione più dignitosa ma, nella fretta, ho finito per infilare il microfono nel buco delle cuffie…):

(dimenticavo… un grazie di cuore a Michele Faliani e a Marco Bogi per le riprese e per il montaggio)

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21 Risposte to “Anthony Reynolds canta Syd Barrett”

  1. gadilu said

    Magnifico! Magnifico! Magnifico! Cd! Cd! Cd!

  2. marcolenzi said

    grazie,
    sono felicissimo che ti siano piaciute. spero anch’io di avere l’occasione di farne un cd.

  3. GiaT said

    Che bello! Le ho ascoltate solo una volta, ma finora l’arrangiamento che mi ha più colpito è Rats; Long Gone molto intensa; Astronomy Domine bellissima.
    Complimenti, mi piacerebbe sentirle anche a me o via CD o addirittura dal vivo.
    Ciao.

  4. Gianluca said

    Bravissimi tutti. Fortunato ad esserci stato. Assolutamente cd da realizzare Marco!

  5. Claude said

    Excellent! Beautifully done.

    What were the other 6 songs?

    Any chance of a performance in the UK soon?
    Will there be a CD available?

    Keep up the good work!!

    Claude

  6. marcolenzi said

    grazie a voi, cari amici, è un onore per me avere di questi sostenitori.
    🙂

    @ claude

    What were the other 6 songs?
    LOVE YOU, NO MAN’S LAND, DARK GLOBE, IF IT’S IN YOU, IT IS OBVIOUS, WOLFPACK
    Any chance of a performance in the UK soon?
    HOPE SO… PERHAPS IN CARDIFF, NEXT AUTUMN
    Will there be a CD available?
    HOPE SO, I’LL LET YOU KNOW
    Keep up the good work!!
    Claude
    THANK YOU VERY MUCH, CLAUDE!

  7. zapruder said

    E tuttoduntratto: IL BOOTLEG !

    GRANDE!!

  8. marcolenzi said

    heilà, zap! bentornato e grazie del complimento!

  9. zapruder said

    😉

    Mi sono piaciute tutte !
    Comunque:
    peccato che non ci siano “late night”
    (una delle mie preferite insieme a “no man’s land”)
    e “golden hair”
    (non mi dirai che non l’hai arrangiata ? )

  10. marcolenzi said

    eh, è vero, ‘late night’ è bellissima… ‘golden hair’ l’avevo già arrangiata nel 1992 ma per un diverso ensemble (con gli ottoni, una cosa stranissima…), in questa occasione non l’ho ripresa. dovrei arrangiarle tutte, in realtà… (una che mi piacerebbe molto arrangiare e che è rimasta fuori per un pelo è ‘birdy hop’, non so se l’hai presente, è un outtake di ‘barrett’, un pezzo folle ma luminosissimo, splendente, tutto stirato sui toni acuti). barrett era un genio.

  11. Excellent performances! Very different to the originals but just as magical and haunting!

  12. marcolenzi said

    thank you very much, bard of ely! I’m very glad of your appreciation. sure, they’re very different to the originals: my intention here was to reveal the ‘classical’ nature and the pure beauty of barrett’s melodies: I’ve tried to translate them into a more classical vocabulary. best wishes from livorno, italy

  13. zapruder said

    No, non ho presente…
    Pero’,saltando di palo in frasca, io non ho mai capito bene la storia dei degli “outtake” , perlomeno per quanto riguarda “The Madcap Laughs”
    Infatti -lo ricordo ‘en passant’ per i non adepti ai lavori- la genesi del disco fu alquanto tormentata.
    La parte prodotta da Jones, presenta il lavoro di un musicista di grande talento e sensibilita’, di gusto intimista, e capace di soluzioni singolari; le sovrincisioni con i sessionmen, ancora approssimative, contribuiscono intelligentemente a creare quell’ atmosfera peculiare ‘sottotono’ che pervade il disco.
    Decisamente diversa, invece e’ la parte prodotta da Gilmour e Waters che, incompensibilmente, hanno scartato un piccolo capolavoro come ‘Opel’ e hanno mantenuto delle ‘false partenze’ -all’ ordine de giorno ogni session- contribuendo ingiustamente a creare un’ immagine (musicale) di un Barrett totalmente fuori controllo.
    Ora, in effetti, il ragazzo un po’ confuso lo era, ma sono convinto che con un ‘missaggio’ un po migliore sarebbe stato diverso.
    Il disco.

  14. marcolenzi said

    esiste un documento scritto da malcolm jones e intitolato ‘the making of the madcap laughs’ che racconta per filo e per segno tutta la tormentatissima esperienza che portò alla realizzazione del capolavoro di barrett. gli outtakes di quel disco sono comunque limitati, oltre a ‘opel’, a un paio di strumentali e a ‘swan lee’, un pezzo forse addirittura inciso negli ultimi giorni della formazione a cinque dei floyd. gilmour e waters pare siano subentrati all’ultimo momento per terminare un lavoro che non sembrava più aver fine e sotto le pressioni della emi che aveva perfino minacciato di ritirare il disco se non fosse stato ultimato nel giro di pochi giorni. così gilmour e waters fecerò per così dire ‘di necessità virtù’ facendo passare per una scelta estetica (cogliere nell’istante l’estro di barrett e lasciarlo intatto nella sua crudezza espressiva) ciò che in realtà era dettato da pressioni ‘commerciali’. a me personalmente non dispiacciono particolarmente quelle versioni così nude e crude, per quanto pensi che gilmour e waters abbiano fatto ben poco… (gilmour si è dato molto più da fare per il secondo disco, ‘barrett’, arrivando a suonare in un pezzo – ‘wined and dined’ – addirittura tutti gli strumenti a parte la chitarra solista!).

  15. gadilu said

    OT: Marco, è morto Gargani, come forse sai. Sarebbe bello un tuo ricordo.

  16. marcolenzi said

    sì, certo, ci avevo già pensato e l’ho appena pubblicato. grazie comunque per il suggerimento.

  17. trem said

    molto belli grazie per aver dato la possibilità di vederli

  18. marcolenzi said

    grazie a te trem.

  19. Sandro said

    Veramente ottimo lavoro, complimenti!
    Sono felicissimo che abbiate scelto roger keith barrett..la sua musica è poesia, andrebbe studiata a scuola! 😀

  20. marcolenzi said

    hai perfettamente ragione. io ho già cominciato con ‘bike’ e ‘the gnome’ in una terza elementare… 🙂
    grazie sandro e benvenuto nel mio blog. a presto!

  21. Sandro said

    Beh hai tutto il mio rispetto è una scelta più che sensata, chi ascolta barrett rimane giovane in eterno! ;)Sono sicuro che i tuoi alunni ricorderanno per sempre con immensa gioia queste splendide opere d’arte(è riduttivo chiamarle semplicemente canzoni)..secondo me stai rendendo un grande servigio all’umanita’, e te ne sono grato, nel mio piccolo. Per me sei un eroe! 🙂
    I migliori auguri…

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