Canzoncine

27 luglio 2009

 

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Che cosa sono le canzoncine? A pensarci bene, sono una cosa un po’ strana… sì, perché se si escludono le filastrocche e le canzoni di tradizione popolare che da secoli si imparano all’asilo (da Girotondo a Fra’ Martino, da Madamadorè a La pecora è nel bosco a Il mio bel castello), si può tranquillamente dire che esse siano state un’invenzione dell’Antoniano. Infatti, se di musica per bambini se ne è sempre scritta nel corso della storia, da Bach a Debussy a Stravinsky, si è sempre trattato di musica strumentale: di esercizi didattici (dai più semplici minuetti di Bach a Les cinq doigts di Stravinsky) oppure di composizioni semplicemente ispirate al mondo dell’infanzia (dalle Kinderszenen di Schumann al Children’s corner di Debussy, da Pierino e il lupo di Prokofiev al Babar di Poulenc). Ma di canzoni espressamente composte per l’infanzia (a parte appunto i più semplici canti popolari), canzoni cioè che ‘parlino’ dell’infanzia e siano cantate dai bambini, non mi risulta ne siano mai state scritte – mi corregga ovviamente chi ne sapesse più di me – prima di quelle dello Zecchino d’Oro, le quali dunque costituiscono, a tutt’oggi in Italia, il grosso del repertorio di questo ‘strano’ genere. Sì, ‘strano’ perché, mentre la letteratura strumentale per l’infanzia riposa sull’autoevidenza della sua natura didattica e propedeutica, non dobbiamo dimenticare che le canzoncine dello Zecchino d’Oro sono state scritte da adulti che si sono dovuti necessariamente fare un’immagine dell’infanzia, costringendo i veri protagonisti di essa – i bambini, appunto – a interpretare per così dire il ruolo di sé stessi. Voglio dire che non sono canzoni scritte dai bambini stessi, come sarebbe accaduto se invece di canzoni fossero stati disegni o poesie, e mancano quindi di quella freschezza che è propria dei disegni, delle poesie o dei movimenti spontanei di danza fatti dai bambini… Ed è per questo motivo che quelle canzoncine risultano spesso mielose, retoriche, talvolta addirittura vagamente perverse; insomma, sembrano cose scritte più per far commuovere le mamme e le zie che per far emergere i tratti più autentici ed essenziali dell’infanzia… Detto questo, non vorrei ovviamente far torto ad alcune delle meglio riuscite tra esse, a quelle poche eccezioni che si sono distinte nell’agone del fanciullino: da Il valzer del moscerino a Quarantaquattro gatti a E… ciunfete nel pozzo (la mia preferita, scritta da Gorni Kramer).

Ora, su questo mare di retorica svetta quel capolavoro assoluto, quell’unicum in tutti i sensi irripetibile che è stato l’album Ci vuole un fiore del 1974, frutto della collaborazione di tre grandi autori: Sergio Endrigo, Gianni Rodari e Luis Bacalov. Ecco, qui siamo lontani anni luce dalla retorica parrocchial-mocciosa dell’Antoniano; qui ci troviamo di fronte a canzoni, peraltro bellissime, scritte non solo per far divertire ma anche per fare riflettere i bambini, sull’onda di quel rinnovamento pedagogico della scuola italiana che proprio in quegli anni si andava profilando e che raccoglieva l’eredità, bella fra tutte, dell’opera inestimabile di Rodari. Napoleone, Un signore di Scandicci, Le parole, Ho visto un prato, Non piangere: piccoli gioielli sempre freschi e attuali che vanno a congiungersi alle altre canzoni dedicate da Endrigo ai bambini in quel periodo (La casa, La marcia dei fiori, etc.). Una stella splendente, insomma, che ancora oggi brilla di luce propria in un settore che, specialmente negli ultimi anni, è andato sempre più inaridendosi e scompaginandosi in una irreversibile deriva.

PS Dimenticavo: anche le sigle dei cartoni animati rientrano bene o male in questa categoria… ma di questo parleremo in un altro post.

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3 Risposte to “Canzoncine”

  1. […] Continued here:  Canzoncine « RIFIUTANDO IL METODO BONA […]

  2. protociccius said

    “Il piccolo spazzacamino” di Britten potrebbe rientrare nella categoria delle opere scritte espressamente per l’infanzia e con parti cantate da bambini(?)

  3. marcolenzi said

    sì, anche se quella è una sorta di piccola ‘opera’, una cosa un po’ diversa dalle canzoncine. comunque sì, potrebbe rientrare benissimo tra le eccezioni alla regola.

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