Non riuscire a smettere di chiedersi perché

3 agosto 2009

Non sentitevi in dovere di lasciare commenti. Davvero, non me li aspetto, è già stato detto anche troppo su di lui. Ma godetevi ‘sto video, se ne avete voglia e non avete niente di meglio da fare…

 

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16 Risposte to “Non riuscire a smettere di chiedersi perché”

  1. Lopo said

    “Mi concedi di essere megalomane per un attimo?”

  2. np (non pervenuto) said

    RICCIOLI.
    Più che musica, tanti riccioli.
    Riccioli, occhiali e maglietta.

  3. NoiZeBoX said

    Và dato atto però che non è facilissimo sparar cazzate per 8 minuti e 14 secondi interrotti soltanto da domande a cazzo di ‘ane…

  4. marcolenzi said

    la ‘all stars orchestra’: un sogno visionario, un progetto IRRIVERENTE… perché irriverente? ma come parla?! ma come ride?! ma che facce e che gesti fa?!
    è un caso psichiatrico, veramente, questo e un mentecatto senza alcuna speranza. ma dove siamo finiti?
    ‘poi nel pomeriggio prima del concerto c’è il sound-check’… ‘mi sento di appartenere a questo pazzo mondo che ci circonda’… ‘c’è una tesi di laurea che riguarda il genio e… sono stato citato!’
    ‘io non ho bisogno di usare stupefacenti perché… sono già stupefacente io’ [che vis comica… incredibile, eh?]
    D ‘dai progetti reali ai sogni: giovanni, con chi sogni di duettare?’ R ‘con nessuno’ [?! caspita…] D ‘non ti piacerebbe proprio dividere il palco?’ R ‘no, perché la mia strega capricciosa sarebbe gelosa’ [capito? se duettasse, che ne so, con bjork, con steve reich, con robert wyatt o con keith jarrett la musica sarebbe gelosa…].

    auspico per questo verme una cremazione anticipata.

  5. NoiZeBoX said

    in realtà l’industria musicale ha investito tanto in lui e cerca di sbolognarlo come “classico contemporaneo” facendogli pubblicità e pagando fior di quattrini gli pseudo giornalisti che lo intervistano!
    La gente si sente musicalmente colta perchè ascolta allevi che suona uno strumento “classico”,
    come quelli che che si sentono vincenti e politicamente importanti perchè hanno votato il PedoNanoMafioso…
    E’l’andazzo di questa italia di merda da sempre!

  6. marcolenzi said

    🙂 eh, vabbe’… a me in effetti non dispiacerebbe trovarmi faccia a faccia più che con lui (non so perché ma ho la netta impressione che gli puzzi tantissimo il fiato – è una sensazione che provate anche voi, per caso?) con il suo manager o con l’intera troupe che gestisce la sua immagine.

  7. NoiZeBoX said

    Per il puzzo del fiato sono d’accordo…anche perchè è un boccalone e stà taNtissimo a bocca aperta!
    E anche questa caratteristica non è siNtomo di iNtellgenza…almeno secondo me! 😀

  8. gadilu said

    Sono riuscito a seguire solo i primi second, fin quando ha detto “… tutto me stesso”. Poi mi è franata addosso tanta tristezza.

  9. Fabio said

    Però ha i capelli, lui. Lutto ineluttabile.

  10. marcolenzi said

    sì, ma è quel tipo di capigliatura che non mi fa rimpiangere i capelli perduti.

  11. Come dice il signor Scotti “Ho molto riso”

  12. marcolenzi said

    😀
    ciao, bello…

  13. GuascognaDeLirii said

    Candido da Voltaire, certo fare da art attak e B-Movies

    Mi pare ottusamente ostinato a Credersi com’è la società. E spero che la Musica cattiva se lo mangi

  14. marcolenzi said

    davvero, speriamo. benvenuto, guascognadelirii 🙂

  15. Sbiliguda said

    D:”Tu so che non hai il pianoforte a casa, quindi cosa fai?”
    R:”La musica è tutta nella mia testa,la ripasso mentalmente in ogni singola nota”.
    Ecco, questo è uno dei tanti aspetti che mi irritano del “fenomeno” Allevi.
    Se c’è una cosa che un pianista deve fare, è l’esercizio quotidiano (essendo io riuscito a diplomarmi in pianoforte,e avendo una sorella, ben più promettente di me, in procinto di fare altrettanto, parlo per esperienza ;)).
    Dichiarazioni di tal genere mi danno proprio fastidio, perché so bene quante ore di pratica sulla tastiera richiede una qualsiasi opera pianistica di livello elevato (mi limito a parlare del pianoforte, ma ovviamente potrei citare molti altri strumenti altrettanto “totalizzanti”).
    Ben prima dell’aspetto interpretativo, viene la semplice pratica meccanica di “sciogliere le dita”, necessaria per non ritrovarsi incapaci di articolare decentemente anche semplici successioni di note: un classico esempio sono le vacanze estive, al ritorno dalle quali ho sempre trovato la mia mano “arrugginita” per il mancato esercizio.
    Sostenere che non si possiede un pianoforte, e che per essere pronti per l’esecuzione di composizioni di “musica classica contemporanea” basta il ripasso mentale, per me implica una cosa e una sola, cioè che i frutti del “genio” di Allevi sono talmente banali e semplici da suonare da far rigirare nella tomba artisti come Brahms e Beethoven, i quali si ritrovano in compagnia di un furbo (benché, me ne rendo conto, l’apparenza sia quella di un eterno bimbetto scemo) scribacchino.

  16. marcolenzi said

    dici il vero, mi sembra. non credo però che beethoven e brahms si ritroveranno mai in sua compagnia. 🙂
    grazie del contributo, sbiliguda, e benvenuto in questo blog.

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