Women and music

29 agosto 2009

nina

Amo le donne, anche se ovviamente non tutte (e anche se mi fanno schifo le canzoni a loro dedicate da Zucchero e da Fiorella Mannoia). E in particolare amo le musiciste (strano, eh?). Credo fermamente che esse abbiano dato molto non solo alla musica ma all’arte in genere, per quanto la loro piena possibilità di creare e di esprimersi liberamente sia stata, per ovvie ragioni, una conquista recente. Certo nell’ambito della musica colta e del Jazz  si sono distinte soprattutto come interpreti, ma nel Pop sono state e sono tuttora protagoniste assolute. Janis Joplin, Joni Mitchell, Nico, Patti Smith, Kate Bush, Laurie Anderson, Diamanda Galas, Nina Hagen (per la quale ho un’autentica venerazione – il suo Nun sex monk rock del 1982 l’ho letteralmente consumato), Björk: sono soltanto i primi nomi che mi vengono in mente di un lunghissimo elenco senza il quale il Pop semplicemente non sarebbe quello che è. E tra le compositrici più ‘classiche’ le mie preferenze vanno alla jazzista Carla Bley (della quale adoro Fictitious sports, il disco che dedicò – anche se non ho mai capito perché – a Nick Mason dei Pink Floyd), a Meredith Monk e soprattutto alla russa Galina Ustvolskaja, allieva prediletta di Shostakovich, autentica fuoriclasse la cui misteriosa,  sconvolgente opera pongo ai vertici della musica del secondo Novecento accanto a quella dei miei idoli Feldman, Clementi e Wolff. Grandi donne, insomma: belle, brave, sorprendenti, originali, sensuali, enigmatiche, geniali. Le amo.

PS a riascoltare dopo tanto tempo la voce di Nina Hagen in Future is now, tratta appunto dall’album Nun sex monk rock, vado in estasi, ora come allora. Considero questa performance vocale una delle sue più strabilanti ed emozionanti. Meravigliosa Nina.

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13 Risposte to “Women and music”

  1. zapruder said

    “Oh, seddiovole un po di Topa”
    G.Deleuze

    Devo riconoscere che anch’io, in passato, ho nutrito simpatia per Nina Hagen. Pero’ l’idillio non fu’ cosi’ immediato, esso fu l’approdo di un percorso decisamente piu’ tortuoso.

    In una prima fase infatti ero attratto, diciamo cosi, dal ‘tragico’: il mio idolo musical-muliebre, o comunque il suo paradigma, era Patty Smith che avevo conosciuto grazie ad una ragazza piu’ grande; una delle ‘Grandi Iniziatrici’ (purtroppo solo musicale)
    La sacerdotessa del Rock condivideva allora i meandri del mio immaginario, confuso da note ed ormoni, con un’altra icona femminile ospite fissa dell’encefalo dalle 22.30 in poi: Ilona Staller.
    Scoprii solo molto piu’ tardi che anche quest’ ultima si dedicava -anche- alla musica e se cio’ fosse avvenuto allora non riesco ad immaginare che effetti avrebbe potuto sortire…
    cfr:
    http://rapidshare.com/files/273969887/Ilona_Staller__Cicciolina__-_Fottimi_Animale.mp3.html
    [parental advisory: explicit lyrics!!]

    Comunque: negli anni seguenti, dopo interminabili peripezie di ascolti, la ‘Sindrome Adolescenziale Rock Sbarbo’ (che acronimo…) anziche’ seguire il suo decorso clinico di ‘malattia-infantile-di-non-si-sa-cosa’ deve essere degenerata in una sorta di patologia reattiva.
    I miei gusti stavano inesorabilmente cambiando: se in precdenza subivo il fascino della densita’ ‘drammatica’, lentamente iniziavo ad indirizzarmi verso l’ ipersaturazione teatrale, la cosmetica cartoonistica di tipi come Nina; attratto dalla giocosita’ sottilmente distruttiva ed autoironica mi lanciavo inconsapevole e felice nei vortici del postmoderno.

    Adesso mi accorgo di essere entrato in una nuova fase, piu’ complessa ed articolata i cui prevedibili sviluppi pero’ non lasciano presagire niente di buono.
    Conclusasi anche la parabola del nichilismo effimero sto vivendo -forse- una deriva kitch, un ritorno all’ ‘autentico’ tuttavia contrassegnato dalla consapevolezza della sua stessa impossibilita’ (non riesco a verbalizzare meglio, scusatemi)
    Insomma: mi sono accorto, non senza stupore, che mi piace Kim Gordon.
    E non parlo di un interesse relativo al suo contributo artistico-musicale nei SonicYouth (che pure amo): la mia e’ attrazione fisica.
    E’ bruttina, canta male, si muove anche peggio, e penso che si compri i vestiti ad occhi chiusi sul postalmarket; eppure…
    Qui ad esempio e’ veramente qualcosa di penoso:

    Si: credo proprio di aver bisogno di una psicologa…

  2. gadilu said

    Molto bene la citazione di Deleuze. E poi dicono che la filosofia non serve. Tze.

  3. protociccius said

    E’ fin troppo ovvio che ognuno di noi – specie sul versante pop e dintorni – potrebbe stilare la sua personalissima lista di donne in musica. Ma credo che questo piccolo post meriti un commento meno coatto. Mi limito a citare i nomi di Cathy Berberian (che – nonostante fosse stata la moglie di Berio – ha sempre brillato di voce propria) e quello di Sofia Gubaidulina (libera traslitterazione, ndr) di cui ho ascoltato lavori molto interessanti – almeno per le mie modeste orecchie. (Naturalmente potrei fare qualche altra decina di nomi, ma alla fine si sa che de gustigus etc., e comunque il dibattito si farebbe interessante solo se mi piacesse Anna Tatangelo…)

    Ma veniamo alle due piccole questioni che il tuo omaggio alle donne (forse involontariamente) solleva. Premesso che sono un nemico giurato di ogni visione per così ‘sessista’ dell’arte (ogni connotazione identitaria, quando diventa categoria, rischia di essere più un limite che un valore aggiunto), mi sono tuttavia sempre chiesto come mai la storia della musica (occidentale) è così povera di figure femminili. C’è un esercito di pittrici e poetesse (non amo in genere definirle così), le interpreti non si contano, ma sono pochissime – per quanto ne sappia – le compositrici riconosciute. Il solito alibi del maschilismo (più o meno mascherato) non mi sembra una spiegazione plausibile. Negli anni Ottanta, se non ricordo male, l’unico nome che passava nei circuiti della musica cosiddetta contemporanea era quello di Ada Gentile.

    E poi – anche se potrebbe apparire in contraddizione con la mia premessa – un’altra oziosa domanda potrebbe essere: esiste uno specimen, un ‘canone’ (o più banalmente uno stile più o meno riconoscibile), in termini puramente estetici, nella produzione musicale al femminile?

    N.B. Per il suo percorso irregolare, l’affascinate e misteriosa biografia, la misconosciuta Galina Ustolskaia (v. avvertenza precedente) meriterebbe un post a parte. (Io l’ho scoperta qualche tempo fa soltanto perché alcuni critici hanno assimilato – non so quanto a ragione – la sua figura a quella di un altro esule in patria come Giacinto Scelsi. Altrimenti avrei continuato a vivere nell’ignoranza – almeno fino al giorno in cui non si fossero aperte le porte del blog di Marco Lenzi.)

    (P.S. Non ho capito perché dovrei trovare “strano” il fatto che ti piacciano le musiciste.)

  4. protociccius said

    errata corrige: “per così dire sessista”

    nonostante ci sia un’illusione di principio d’autunno, il caldo accumulato nella mia testa mi rende talvolta monco dei verbi 😀

  5. marcolenzi said

    @ zap
    grazie per il link su ilona, quel pezzo mi mancava… 🙂
    non preoccuparti più di tanto, pensa che l’altro lenzi (simone, cantante dei virginiana miller) è stato per anni innamorato della cantante degli everything but the girl (vedere qui: http://www.discogs.com/image/A-4115-1197582552.jpeg). ti capisco perfettamente…

    @ proto
    sì, la ustvolskaja meriterebbe un post a sé; lo scriverò. e mi sembra molto azzeccato sotto diversi aspetti l’accostamento a scelsi. grande ovviamente anche la gubaidulina, ma preferisco galina…
    quanto alla scarsità di figure femminili ‘colte’: non è che non ve ne siano (basta chiedere a renzo cresti, nei suoi libri tra i tanti elenchi di nomi non mancano certo quelli femminili – oltre alla gentile la ravinale, sonia bo, la mandanici ecc). ma nessuna di queste a mio avviso ha mai raggiunto livelli di particolare distinzione… una molto brava è olga neuwirth, compositrice austriaca lanciatissima da diversi anni (la conobbi a darmstadt nel ’94). altre compositrici ‘storiche’ molto interessanti sono ruth crawford seeger e johanna beyer, della quale è invaghito un altro assiduo del blog, tiziano.
    interessantissima la questione dello specimen femminile, che richiederebbe però uno studio comparativo davvero approfondito… per dirla così, in due parole, secondo me le donne artiste hanno raggiunto il massimo quando si sono infilate in un qualche terreno misterioso e ineffabile, come appunto la ustvolskaja e, nella poesia, la dickinson, poetessa INFINITA. la femminilità sembra dare frutti assolutamente imprevedibili ogni volta che si scontra con qualche elemento mistico o comunque religioso (già le melodie di hildegard von bingen hanno qualcosa di magico rispetto alle più ‘convenzionali’ melodie trovadoriche o trovieriche coeve). ma è un terreno molto scivoloso…

    ps quello ‘strano, eh?’ è ironia retorica, molto tipica dell’umorismo toscano (come a dire ‘ma guarda un po”, ‘ma chissà perché’…) 🙂

  6. zapruder said

    @ gadilu
    Infatti:
    si inizia con rockerilla, si passa per l’universita’ e quindi si ‘va per blog(s)’
    chissa’ che riserva il futuro per noi ‘ascoltatori desideranti e inquieti’…
    😉

  7. np said

    Ah, posso dirlo?
    A me Nina Hagen mi fa vomitare.
    🙂

  8. marcolenzi said

    nooo, davvero?! boia, io la straadoro!!! mi garba tantissimo!
    ma pensa te…
    (ma anche la sua musica ti fa vomitare?!)

  9. np said

    sì, mi fa caa, ma forse solo perché mi fa schifo esteticamente e perché è tedesca.
    (sono davvero un pensatore raffinato, eh?)

  10. marcolenzi said

    ma senti… io pensavo che qualcosa del punk ti piacesse. cioè, voglio dire, la hagen non ha niente a che fare con i vari sex pistols, clash, ramones etc. per i quali anch’io non è che sia mai andato matto… in realtà è una musicista MOOOLTO raffinata, figlia di una ottima cantante d’opera… mah… che ti devo di’, cercherò di convincerti con ascolti mirati, eh eh 😉

    ps anche a me esteticamente non mi piace tantissimo, ma in alcune foto la trovo BELLISSIMA.

  11. np said

    no, a me fa schifo. Anche in quei video dove sbraita, sembra un cane; vuoi mettere con l’eleganza, chessò, di un CB? quella tedeschitudine mi repelle, che devo farci, sono un cretino. Il mio ideale di donna cantante e autrice è questo:

  12. zapruder said

    Intrigante Galina Ustvolskaja
    I preludi sono ispirati di vibrante espressione, la sonata n.6 sembra scritta in un’acciaieria da un funzionario del partito a cui hanno tolto la tessera
    Intrigante
    Attendo un post su di lei, questo sta scivoland

  13. marcolenzi said

    ah ah ah! bella l’immagine che ti sei fatto sulla sesta sonata! sì, la galina era effettivamente tutt’altro che una gallina! lo scriverò il post su di lei, lo scriverò…

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