Ciao Mike, salutaci John

8 settembre 2009

 

Mike Bongiorno e John Cage a Lascia o raddoppia nel 1959: l’incontro del secolo.

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18 Risposte to “Ciao Mike, salutaci John”

  1. protociccius said

    🙂
    Mi piacerebbe leggere presto il post ‘Ciao Silvio, salutaci Mariano’… Ah già, dimenticavo che loro sono immortali. ALLEGRIA!

  2. da said

    sono cresciuto con rischiatutto, e Mike mi stava sulle palle. mi è sempre sembrato uno con cui sarei stato molto molto a disagio. non sono capace di giocare

  3. marcolenzi said

    ma rischiatutto era una sorta di mito televisivo, no? specialmente per noi bambini. io non vedevo l’ora di guardarlo ogni giovedì sera. in particolare l’edizione 1972-73, la cui sigla finale, la canzone ‘una musica’ composta da mario migliardi e cantata dai ricchi e poveri, era quanto di più struggente vi fosse per un congedo notturno prima della nanna… 🙂

  4. np said

    Sì, caro amico. Però abbi pazienza: Mike Bongiorno era uno stronzo, uno che non si è fatto mai pregare nell’abbassare il culetto per applaudire un prosciutto o un materasso, tutto per il profitto. Ora, la beatificazione anche di Mike Bongiorno, no! Non ci sto. Era BRAVO? Ma scherziamo? Bravo DE CHE? era uno che siccome era nato in USA, si era trovato a fare il partigiano e a pensare di essere dalla parte dei buoni. Poi, appena ha capito come funzionava, ci ha messo un nanosecondo a approfittarne. E poi, ancora a 85 anni, volere APPARIRE, incazzarsi perché non gli facevano fare più televisione! A 85 anni. E questo dovrebbe essere un mito, uno da ricordare? Suvvia.

  5. marcolenzi said

    Ma sì, ma certo, ma chi se ne frega della persona di Mike? Quale beatificazione, figurati! A me faceva semplicemente ridere e mi piacevano molto i suoi quiz quando ero bimbetto (non solo lui, ma tutto l’apparato, dalla ciuffini al signor no, dai concorrenti alle sigle, etc.)… tutto qui.

    (un po’ come il carosello, no? in realtà era una STRONZATA, però…)

  6. np said

    D’accordo. Però Mike Bongiorno ERA – E RESTERA’, ANCHE TRA GLI ANGIOLETTI – UNO STRONZO BERLUSCONIANO, IMMAGINE DELLA PEGGIORE ITALIETTA OPPORTUNISTICA CHE PUR DI FARE I SOLDINI PER ANDARE A MORIRE A MONTECARLO VENDEREBBE ANCHE LE ENCICLOPEDIE AI CIECHI.
    Si può dire? 🙂

  7. marcolenzi said

    ah ah ah ah! certo che si può dire, specialmente qui. però stavolta te lo chiedo io: perche ti arrabbi? non mi sembra di aver osannato la persona di mike bongiorno, qui… 😉

  8. np said

    no, non mi arrabbio, ma siccome ti voglio bene, tengo a bada la tua inguaribile Nostalghia, che rischia di fare di tutta l’erba un fascio a contrario… 😉

  9. marcolenzi said

    ho capito e ti ringrazio per la premura, ma come si fa a non essere nostalgici di questi tempi, specialmente per chi lo è già di suo? (comunque voglio sottolineare che condivido in pieno il tuo giudizio su mike e che non mi è mai passato per la testa che uno stronzo possa trasformarsi in una brava persona solo perché ci ricorda un’infanzia felice…)

  10. np said

    E siamo arrivati ai funerali di stato per il Bongiorno del Villaggio. Trovo questa operazione dello stesso livello dell’accordo Berlusconi-Gheddafi, e in perfetta coerenza.

  11. marcolenzi said

    sì. e non tanto per lui, in quanto potrebbero anche farli passare come funerali del tutto eccezionali in quanto funerali per, che ne so, ‘l’uomo più importante della televisione italiana’ (essendo ormai la televisione etc. etc…). no, il mio timore è che possa costituire un ‘precedente’ e che sia il primo di una lunga serie di funerali di stato per conduttori televisivi, cantanti, calciatori, veline etc. etc. sempre più a scapito di artisti, filosofi e scienziati eminenti. (ricordo che quando nel 2003 morì petrassi, p. es. – il più grande compositore italiano, insieme a dallapiccola, della prima generazione del novecento – trovai a stento un trafiletto di DUE RIGHE DUE sul televideo). idem per molti altri grandi artisti e intellettuali.

  12. np said

    Scusami Marco, ma a me pare lampante:
    i funerali di stato questo stato li fa per gli UOMINI DI POTERE. E Lello Bongiorno è stato un uomo di potere, e dei poteri forti. Magari non si è mai affiliato alla P2 (forse non l’hanno voluto, chissà…), ma cambia poco.
    Infatti, le categorie che tu citi sopra, prevedendo i funerali di stato, rappresentano appunto le categorie del potere (vero o presunto, in tanti casi più presunto che vero: piccole pedine spesso decerebrate, miliardari a venticinque anni, senatori a quaranta, commentatori DE CHE a cinquanta/sessanta).
    Ora, Mr Magoo, ha detto l’ineffabile Signor B., ha avuto il torto di non vedersi realizzato il suo grande sogno: SENATORE A VITA. Ehhh, sì… peccato, eh? Uno che ha fatto passare tante belle serate a tanta gente negli anni sessanta, settanta, ottanta (ma già erano diventati pomeriggi, l’orario della massaia), novanta (con quello strazio dei PICCOLI GENIETTI, ricordi? Scimmiette ammaestrate, tra un rovagnati e un materasso, già pronti a otto anni a dare il culetto – dei genitori – in cambio di una probabile-fama-fametta…).
    E poi, il torto assoluto: a 85 – dico OTTANTACINQUE – anni, non lo voleva più nessuno. Che ingiustizia la vita, eh? I vecchietti, quando non servono più, dimenticati… Ah… meno male che c’è Fiorello, lui si che è uno buono (ora che non si fa più di coca), lui sì che si ricordava di Mike. Se l’infarto monegasco non l’avesse colto nel FIOR FIORE DEGLI ANNI (il FIOCCO DI PROSCIUTTO, ricordate), Fiorello l’avrebbe tenuto fino a 100, 110 anni, eccome no. Un monumento nazionale. Già. Ma DE CHE?
    Lascia la moglie Daniela, i figli michelino e pallino o principino non ricordo, e una quantità imprecisata di proprietà e beni.

    No, mi spiace, non c’è nulla di commovente. Tutti si muore, prima, durante e dopo. A me le soap opera della morte non sono mai interessate.

  13. Tiziano said

    Per fare solo un esmpio: non credo proprio che negli USA, nazione televisiva per eccellenza, Dave Letterman (si tocchi pure le palle)avrà mai un funerale di stato. E televisivamente parlando tra Letterman e Bongiorno ci ‘orre come tra il mi’ figliolo e Einstein in fisica delle particelle.
    Per Bongiorno mi viene in mente la frase con cui gli inquisitori un tempo ‘perdonavano’ certi eretici: nihil malus sed amens.

  14. Gustavo said

    Per NP: Bongiorno non era uno stinco di santo e probabilmente fu un grosso opportunista ma non condivido affatto ciò che hai scritto. Pubblicizzare prosciutti per guadagnare non è cosa malvagia, specie in una società dove gente che rincorre un pallone dentro un campo viene OSANNATA e letteralmente ricoperta d’oro, o che premia nullità assolute come Belen o altre pari suo….in quanto a voler ancora apparire ad 85 anni….beh? Uno a quell’età che dovrebbe fare, darsi fuoco? Se un vecchio sta bene, ha energia, voglia di fare e di dare, per quale motivo dovrebbe tirarsi indietro, per far posto a giovani stupidi e irritanti come DJ Francesco o Fabio Volo? Cioè quando uno supera una certa soglia d’età secondo te deve chiudersi nella bara necessariamente? Guarda che si può essere “nel fiore degli anni” più ad 80 anni che a 20, e lo dico osservando tanti ventenni di merda che ci sono in giro….

  15. Nicola Perullo said

    Condivido, Gustavo, tutta l’analisi. Tranne il fatto che secondo me non si applica a Mike Bongiorno, che non era meglio di Belen e Fabio Volo e Dj Francesco, ma il preciso archetipo.

  16. Gustavo said

    Nicola, non si può negare a Bongiorno il merito di aver condotto trasmissioni che hanno letteralmente segnato indelebilmente la storia della televisione italiana…cosa che a quelle della DeFilippi penso proprio non capiterà mai….guarda che durante le puntate di “Rischiatutto” l’Italia intera rimaneva incollata al televisore, era come se si fermasse, in un certo qual senso…questa “palma” non va solo a Bongiorno ovviamente, anche a Corrado, Tortora, Riva, i grandi “signori” del teleschermo che proponevano trasmissioni all’insegna del buon gusto e del rispetto per il telespettatore, che se non altro guardandole viveva emozioni vere, non di plastica, come succede oggi….ormai ci abbiamo fatto l’abitudine ma ogni volta che accendiamo il televisore veniamo insultati da un oceano di volgarità che ci viene sparato addosso, impera il trash, cosa che non avveniva di certo durante “il regno” di Bongiorno e compagnia…

  17. Nicola Perullo said

    Sì, Gustavo, ma non avveniva perché erano epoche diverse. Ma da Rischiatutto Bongiorno passò a Mediaset e a quelle trasmissioni coi bambini-geni di 8 anni che suonano il violino (una cosa, per me, raccapricciante), poi passò a dire che Berlusconi era un dio vivente, ecc. ecc. Ma non parlo delle idee politiche come tali: parlo di un modello. Secondo me, Bongiorno non era un uomo molto intelligente, e aveva poco spirito critico: si adattava e stava bene con chi comandava, chiunque fosse. In questo senso, secondo me è l’ispiratore inconsapevole dei personaggi che citavi prima. Ciò non toglie, ovviamente, che avesse un talento come intrattenitore popolare, come comunicatore ecc.. E neanche che fosse (anche se questo non lo so, non l’ho conosciuto di persona) una brava persona.

  18. Gustavo said

    Ma certamente, Bongiorno fece i suoi errori, soprattutto le sue scelte, in buona parte, giustificarono la “Fenomenologia” che Eco gli cucì addosso. Carattere spigoloso, tendenza ad essere acido con coloro che considerava “persone comuni” e abbastanza leccoso con coloro dai quali poteva trarre profitto, dispotico con i collaboratori, compiaciuto del proprio successo etc. Il passaggio a Mediaset ridusse effettivamente drasticamente la “bontà” dei programmi da lui condotti, nonostante in quegli stessi anni pure in RAI iniziasse a calare vertiginosamente la qualità delle cose trasmesse. No, beh, personalmente ricordo con piacere “Bravo, Bravissimo”, in parte forse perchè fu trasmessa dal Teatro della mia città….ricordo come mi divertisse vedere quei bambinetti talentuosi, chi nella musica, chi nel canto, chi nella recitazione, chi nella giocoleria etc…..ecco, posso casomai convenire in relazione a “Genius” che tovai fin da subito noioso e scadente.

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