La curiosa storia di John Cage a ‘Lascia o raddoppia’

9 settembre 2009

Reduce della storica partecipazione ai Ferienkurse di Darmstadt nell’estate del 1958, durante i quali con la sua musica aleatoria aveva mandato a gambero mondo l’universo compositivo coeso e coerente degli strutturalisti europei, John Cage trascorse l’autunno e parte dell’inverno successivi in Italia, a Milano, invitato da Luciano Berio a lavorare allo Studio di Fonologia della Rai. Lì il compositore americano produsse uno dei suoi pezzi più noti, Fontana mix per nastro magnetico, che realizzò andando in giro per la città lombarda a registrare rumori di ogni sorta che vennero poi rielaborati in studio secondo quel metodo di lavoro maniacale che aveva già caratterizzato gran parte della sua opera dalla Music of Changes (1951) in poi (un lavoro massacrante di ore, giorni e mesi che consisteva, in questo caso, nel ritagliare e incollare su porzioni di nastro vergine migliaia di piccolissimi pezzi di nastro, le cui caratteristiche – durata, collocazione, etc. –  erano rigorosamente determinate dal lancio delle monete dell’I Ching). Durante il soggiorno milanese Cage compose anche un’Aria per la stupefacente e versatile voce di Cathy Berberian, all’epoca moglie di Berio, e intraprese in compagnia del compositore ligure una serie di concerti in alcune città italiane. Ma se questi pezzi e questi concerti sono passati alla storia della musica moderna, la presenza di Cage in Italia è passata anche alla storia del costume per la sua partecipazione a Lascia o raddoppia, il quiz di Mike Bongiorno che non ha ovviamente bisogno di alcuna presentazione. La storia del come andarono le cose al riguardo è abbastanza buffa e ha dei curiosi retroscena, svelati per ovvie ragioni da poco tempo. Bisogna dunque sapere che a quel tempo Cage, nonostante fosse un compositore quarantaseienne già internazionalmente affermato, viveva praticamente in uno stato di semi-indigenza (fu solo a partire dal decennio successivo che cominciò ad avere qualche entrata che gli permettesse di vivere un po’ più dignitosamente, grazie soprattutto alla collaborazione con la compagnia di danza di Merce Cunningham); basti pensare che non aveva neanche un vestito con cui presentarsi in televisione (gli fu infatti prestato da Berio) e che la stessa Cathy Berberian dovette rammendargli in fretta e furia una manica scucita dieci minuti prima di entrare in trasmissione. Perciò a Berio e a Umberto Eco, che in quel periodo lavoravano alla Rai, venne l’idea di farlo partecipare al quiz per vedere se riusciva a vincere un po’ di denaro che gli permettesse almeno di tornare negli Stati Uniti  (e forse anche perché Berio si era un po’ rotto i coglioni di tenerselo in giro per casa). Ora, siccome Cage era un esperto di funghi (oltre che di scacchi, anche se a quale livello effettivo, in entrambi i campi, non l’ho mai capito) gli fu suggerito di presentarsi su quella materia, sulla quale in verità si mostrò abbastanza preparato da riuscire a passare le prime serate, durante le quali, tra l’altro, eseguì anche alcuni suoi pezzi aleatori come Water Walk e Sounds of Venice davanti a venticinque milioni di italiani e a un quantomeno perplesso Bongiorno. Giunto così in finale, a Berio e ad Eco venne probabilmente il terrore che Cage potesse cadere sulle domande più difficili, tanto che, senza farsi troppi scrupoli, pare (pare!) fossero riusciti chissà come a passargliele, facendogli vincere cinque milioni, una cifra ragguardevole per i tempi e con la quale sicuramente visse di rendita per una decina d’anni.*

La registrazione delle trasmissioni non l’ho mai vista e credo sia andata perduta o distrutta (anche perché altrimenti Ghezzi, immagino, l’avrebbe mandata in onda come tormentone per qualche centinaio di volte su Blob o su Fuori orario); esiste però una trascrizione integrale dell’audio dell’ultima serata che è stata pubblicata per la prima volta in un numero del 1975 della rivista “Gong” (v. post del 22 luglio 2012, su questo blog), quindi in un’antologia di scritti e di testimonianze sul compositore (Aa. Vv., John Cage. Dopo di me il silenzio, Emme Edizioni, Milano, 1978, pp. 51-55) e di cui vi riporto qui sotto le ultime, divertentissime parole:

M. B. Bravissimo, bravo bravo bravo bravo. Bravo bravissimo, bravo Cage. Be’, il signor Cage ci ha dimostrato indubbiamente che se ne intendeva di funghi, perché con le domande che gli abbiamo fatto questa sera c’era di che sudare. Quindi non è stato semplicemente un personaggio che è venuto su questo palcoscenico per fare delle esibizioni più o meno strambe di musica strambissima, quindi è veramente un personaggio preparato. Lo sapevo perché mi ricordo che il signor Cage ci aveva detto che abitava nei boschetti nelle vicinanze di New York e tutti i giorni andava a fare le sue passeggiate e a raccogliere funghi, ed ecco dove ha imparato la sua materia.
J. C. Un ringraziamento… a funghi, e ringraziamento alla Rai, e ringraziamento a tutti genti d’Italia…
M. B. A tutta la gente d’Italia. [applausi ] Bravo signor Cage, arrivederci e buon viaggio, torna in America adesso o resta qui? Do you go back to United States or you stay here? Ah! Ritorna di nuovo, ho capito.
J. C. …mia musica resta.
M. B. Ah! Lei va via e la sua musica resta qui, ma era meglio che la sua musica andasse via e lei restasse qui. [risate e applausi ] Arrivederci signor Cage, arrivederci e buona fortuna a tutti con Lascia o raddoppia.

* Tengo a precisare che si tratta solo e soltanto di un’ipotesi, non avendo a disposizione alcuna prova documentale. I nomi di Berio e di Eco li ho ‘dedotti’ da uno scritto di Alessandro Carrera (Parabola per chi crede nel caso, in: Aa. Vv., John Cage, Milano, Marcos y Marcos, 1998, pp. 34-40) nel quale si dice testualmente che un’impiegata della Rai “aveva sentito dire che un famoso compositore e un importante musicologo, che nel 1958 erano ancora giovani, lavoravano alla Rai e volevano che John Cage continuasse a collaborare con loro allo Studio di Fonologia, erano entrati di nascosto negli uffici di Lascia o raddoppia, avevano copiato le risposte delle domande sui funghi e le avevano passate a John Cage” (ivi, p. 39).

Annunci

62 Risposte to “La curiosa storia di John Cage a ‘Lascia o raddoppia’”

  1. Lopo said

    Cercando un po’ in rete, c’è qualcuno su un forum che afferma di aver visto uno spezzone della puntata all’interno del “coccodrillo” mandato da qualche TG quando morì Cage. Ovviamente siamo al livello di leggenda metropolitana (nello stesso forum si afferma che fu contattato il figlio di Bongiorno per sapere se il padre aveva qualcosa, ma con esito negativo).

    E forse ciò aggiunge fascino alla leggenda, un po’ come la foto di Iwo Jima che fu scattata due volte (e quindi quella passata alla storia è di fatto una messa in scena), o come l’errore di Tito Stagno per cui tutta l’Italia salutò lo sbarco sulla luna con qualche minuto d’anticipo.

  2. Lopo said

    Mi balena un’altra gaffe a tema musicale, anche se imparagonabile: nel presentare gli Yardbirds, credo ospiti al Festival di sanremo, non so se nel periodo Clapton o quello Beck/Page, si riferì a loro con l’impietosa traduzione “gallinacci da cortile”.
    E in effetti, a rileggere Eco (non solo la “Fenomenologia”, ma anche un po’ il passo del “Pendolo di Foucault” in cui si diveide l’umanità in stupidi, imbecilli, cretini e matti), l’idea che danno questi aneddoti su Mike Bongiorno è che sia stato uno incapace di accorgersi della Storia anche quando stava lì a due metri.

    È uno che si è fatto la Resistenza, persino il carcere, persino il campo di Mathausen, e invece di Bocca, Biagi, Pertini, ecc. in quel periodo lui avrebbe potuto essere in qualunque altro luogo, e sarebbe stato la medesima persona.

  3. […] e la trascrizione della conversazione tra mike e john cage. la vicenda viene ben raccontata in questo blog. consiglio comunque la visione del divertente video che ho messo a fine post: si tratta di […]

  4. marcolenzi said

    grazie lopo, sei una miniera inesauribile (e sei stato te, più che la scomparsa di bongiorno, a darmi lo stimolo per scrivere questo post attraverso facebook). un abbraccio 😉

  5. Claudio said

    Blog interessantissimo, temo di trascorrere tutta la notte a leggere i vecchi post.

  6. marcolenzi said

    grazie claudio, benvenuto!
    (vedi di non affaticarti troppo, però… 😉 )

  7. vanamonde said

    Credo che all’epoca Eco fosse tra gli esperti che preparavano le domande di Lascia o Raddoppia, quindi non credo avesse difficoltà a passarle a un concorrente.

  8. marcolenzi said

    ah, non sapevo che eco avesse queste mansioni. tengo a ribadire che ovviamente si tratta di una supposizione (ho usato infatti il verbo ‘pare’). non vorrei certo prendermi una denuncia… 🙂
    ho semplicemente ‘integrato’ un’ipotesi formulata nello scritto di alessandro carrera ‘parabola per chi crede nel caso’ (in: aa. vv. john cage, milano, marcos y marcos, 1998, pp. 34-40) nel quale si afferma che un’impiegata che allora lavorava alla rai, anche se non ne era sicura [quote] “aveva sentito dire che un famoso compositore e un importante musicologo, che nel 1958 erano ancora giovani, lavoravano alla rai e volevano che john cage continuasse a collaborare con loro allo studio di fonologia, erano entrati di nascosto negli uffici di ‘lascia o raddoppia’, avevano copiato le risposte delle domande sui funghi e le avevano passate a john cage” (p. 39).

  9. protociccius said

    Sì, Umberto Eco era tra gli autori ‘occulti’ di Lascia o raddoppia. Ed è stato lo stesso Mike Bongiorno a renderlo noto, parecchi anni dopo, forse per vendicarsi di quanto avesse scritto su di lui nella celeberrima “Fenomenologia” (e di tutta l’intellighenzia nazionale che lo aveva da sempre ridicolizzato).

    Eco, comunque, ricostruisce in questo modo la permanenza di Cage in Italia (e la sua partecipazione al quiz): “Al Laboratorio di Fonologia era arrivato anche John Cage, le cui partiture (a metà tra arte visiva e insulto alla musica) erano state pubblicate sull’Almanacco Bompiani 1962, decicato alle applicazioni dei calcolatori elettronici alle arti – e vi appariva la prima poesia composta da un computer, il ‘Tape Mark I’ di Nanni Balestrini. Cage aveva
    composto a Milano il suo ‘Fontana Mix’, ma nessuno ricorda perché si chiamasse così.
    Cage era stato messo a pensione presso una signora Fontana, era un bellissimo uomo, la signora Fontana era molto più matura di lui e cercava dei pretesti per possederlo in fondo al corridoio. Cage, che notoriamente aveva tutt’altre tendenze, resisteva
    stoicamente. Alla fine aveva intitolato la sua composizione alla signora Fontana. Poi, rimasto senza un soldo, via Berio e Roberto Leydi, era approdato a Lascia e raddoppia come esperto sui funghi, eseguendo sul palcoscenico improbabili concerti per frullino, radio e altri elettrodomestici, mentre Mike Buongiorno domandava se quello era futurismo. Si stavano creando misteriose connessioni tra avanguardia e comunicazioni di massa, e molto prima della Pop Art.” (per il preciso riferimento bibliografico dovrei andare a cercare il volume che riunisce gli atti del convegno “il Gruppo ’63, quarant’anni dopo”, tenutosi a Bologna nel 2003. Ma sono troppo pigro per farlo: la fonte cui attingo è comunque su Internet).

  10. marcolenzi said

    aaaaaaahhhhhh, proto!!!! interessantissimo!!!! allora quel ‘musicologo’ potrebbe essere leydi e non eco… potrebbero essere stati berio e leydi a copiare le risposte… già, però chi avrebbe loro aperta la porta dello studio di ‘lascia o raddoppia’? chi, se non eco?
    insomma bellissimo, sta diventando un giallo… ci si potrebbe scrivere una sceneggiatura o chiedere a carlo lucarelli di dedicarci una puntata di ‘blu notte’ 😀 😀

    ps sì, sapevo della signora fontana, ma forse, anche per le ragioni che adduce eco, ci sarà stato poco da questa signora, perché ho letto da più parti che berio se lo tenne in casa per un bel po’ (in fondo ci stette quattro mesi a milano…)
    ps2 ora, che cage fosse un bellissimo uomo dubito fortemente… è molto più probabile che la signora fontana non trombasse da venticinque anni 🙂 certo poveraccia, le andò proprio male…

  11. Stefano said

    Ciao a tutti ho scoperto l’interessante post tramite un contatto di Facebook… complimenti!
    Ho frequentato le lezioni di Roberto Leydi che amava raccontare l’episodio di Cage a “Lascia o Raddoppia” dicendo che lui stesso era un autore della trasmissione e che insieme a Berio hanno aiutato Cage nel quiz…

  12. marcolenzi said

    ciao stefano, benvenuto nel blog. grazie per la testimonianza diretta. sì, dev’essere proprio stato un complotto ordito dalla ‘banda bassotti’ berio-eco-leydi. 🙂 un caro saluto da livorno

  13. Fabio said

    Veramente Eco ha sempre smentito di essere stato uno degli autori delle domande dei quiz di Bongiorno. In ogni caso, Eco non è un musicologo, per cui è alquanto improbabile che possa essere lui il personaggio citato nell’aneddoto.
    Grazie per il bell’articolo, comunque. 🙂

  14. marcolenzi said

    @ fabio
    non sapevo di queste smentite. e certo, eco non è propriamente un musicologo, ma da fine estetologo non solo si è interessato di musica, ma in quegli anni lavorava a stretto contatto con berio, collaborava fattivamente con la rai (anche se non so di preciso quali mansioni avesse) ed ebbe comunque un qualche ruolo nell’ ‘affare cage’. il musicologo a cui fa cenno l’articolo da me citato, come ho sottolineato in un commento più sopra, è dunque molto probabilmente leydi. è una storia comunque curiosa e interessante e sarebbe carino se qualcuno di loro – e chi se non eco, ormai? – la raccontasse nei dettagli (a meno, ovviamente, che non l’abbia già fatto e io non lo sappia).
    benvenuto nel blog, un caro saluto

  15. Fabio said

    Eco ne ha scritto ancora poco tempo fa sull’Espresso, purtroppo non sono riuscito a ritrovare l’articolo. Ma insomma il tono del commento era piuttosto seccato. Del genere: “ho scritto più volte che non è vero, ma periodicamente qualcuno torna a scrivere che ero l’autore delle domande dei quiz di Bongiorno”. Poi, quanto tutto ciò sia vero, solo Eco lo sa. 🙂
    Per quanto riguarda l’altra questione: “musicologo” è un termine che indica un tipo di lavoro ben preciso. Eco ha delle discrete conoscenze di musica (so che suona il flauto dolce), ma certamente non lo si può definire “musicologo”. Per spiegarmi meglio: io mangio pane quasi tutti i giorni, ma ciò non fa di me un panettiere. 🙂
    Ciao

  16. marcolenzi said

    be’, se dice così sarà vero, per quanto mi riguarda non c’è ragione per non credergli – e comunque non l’ho detto io che scriveva le domande per ‘lascia o raddoppia’. sulla questione del ‘musicologo’ ho versato fiumi di inchiostro (virtuale) in questo blog. non ho nessun problema a togliere di mezzo questo termine. diciamo ‘musicofilo’ o più semplicemente appassionato di musica, per me va benissimo, anzi meglio. penso però che quello che eco ‘sa’ di musica (tanto o poco che sia) non l’abbia imparato dal flauto dolce 🙂 un saluto a te

  17. Fabio said

    Perché no? “L’isola del giorno” prima è zeppo di riferimenti espliciti (o più spesso nascosti) all’opera di Jacob van Eyck che fu il più grande flautista e compositore del Seicento. Tutta la musica di van Eyck è scritta per flauto dolce e, da quello che traspare dalla lettura del romanzo, Eco la conosce bene.

  18. marcolenzi said

    sì, certo. però, abbi pazienza fabio, pur con tutto il rispetto per van eyck e per il flauto dolce, stiamo parlando di uno dei protagonisti della cultura italiana degli ultimi cinquant’anni, che ha conosciuto e in alcuni casi lavorato a stretto contatto (vedi berio, con ‘thema: omaggio a joyce’, da molti considerato il capolavoro della musica elettronica italiana, etc.) con i più grandi musicisti, scrittori, filosofi e in genere intellettuali del secondo novecento, scritto libri fondamentali (‘opera aperta’ su tutti) su quella grande stagione del radicalismo d’avanguardia (per quanto riguarda la musica: cage, stockhausen, etc.). ora, mi dico: forse per ‘capire’ la musica gli è servito di più tutto questo che lo studio del flauto dolce, ti pare? (io infatti NON credo che lo studio di uno strumento sia una conditio sine qua non per l’apprezzamento consapevole e approfondito della musica, ma UNA – seppur s’intende importante – delle tante strade per arrivare ad essa).

  19. arco said

    ahah

  20. M.V. said

    Confermo la storia della signora Fontana cui ha fatto riferimento protociccius. Aggiungo che alla fine Cage cedette alle avance della Fontana, la quale, mentre essi praticavano la posizione detta “69”, offriva a Cage una prospettiva ribaltata che – in associazione al cognome della signora – lo indusse a rimembrare il famoso ready-made duchampiano: “Fountain” (1917). E’, in effetti, sulla scorta di questa esperienza erotica che John Cage decise, in futuro, di dedicare al grande artista francese la propria “Music for Marcel Duchamp”.

  21. marcolenzi said

    @ M.V.
    eh eh eh… o dove l’hai letto, su ‘frigidaire’?! 😀

  22. zapruder said

    “Cage aveva trovato un fungo che proiettava la sua mente nel futuro, per questo sapeva le risposte in anticipo !”
    (Otto Martini: ‘Il delitto Alinovi ed altre storie amene’ Parma 2009)

  23. ohilà, cito modestamente e rimando.

  24. marcolenzi said

    bene, mi fa piacere. ciao e benvenuto, produzionintuitive.

  25. […] lavorò al suo Scambi, nel 1957, filtrando semplice rumore bianco, negli stessi studi. Lo stesso John Cage, che era interessato alle combinazioni aleatorie derivate dal taglio dei nastri secondo metri […]

  26. marcolenzi said

    alfredobaldinetti.
    ALFREDOBALDINETTI.
    A-L-F-R-E-D-O-B-A-L-D-I-N-E-T-T-I.
    A
    L
    F
    R
    E
    D
    O
    B
    A
    L
    D
    I
    N
    E
    T
    T
    I

  27. marcolenzi said

    cipiacibaldinetti

  28. Giorgia Gaber said

    Guardate che io mi ricordo di aver visto qualche scena della puntata, c’era lui che suonava una sorta di Xilofono e Bongiorno che lo guardava sconcertato, credo su youtube, ma il titolo era in inglese qualcosa tipo “John Cage on Italian tv”

  29. marcolenzi said

    no, giorgia, penso che ti sbagli. l’unica cosa che circola in rete è il video che ho postato qui. sarebbe meraviglioso se fosse come tu dici, ma mi sembra impossibile. un saluto e benvenuta nel blog.

  30. Giorgia Gaber said

    Nn ci scommetterei la vita, pero’ mi pare di ricordare proprio le scene e ti dico di piu, era prima del 2007 conobbi un filosofo che mi disse di aver intervistato John Cage, allora io feci una ricerca per controllare e su qualche sito era linkato

  31. marcolenzi said

    cara giorgia, cosa posso dirti? certo, se insisti mi fai tornare speranzoso e alimenti la curiosità che tutti noi abbiamo per questa storia. torno dunque a uno dei miei commenti qui sopra e rilancio l’idea di farne un ‘giallo’: ‘il giallo di john cage a lascia o raddoppia’, eh eh eh. vediamo dunque di ricapitolare l’essenziale: ci sono delle foto delle puntate (come quella che ho messo qui in apertura del post) e si vede benissimo che sono fotografie scattate al televisore, non dunque foto scattate nello studio della rai dove si faceva ‘lascia o raddoppia’ (che non ho mai visto). poi abbiamo l’audio dell’ultima puntata, interamente trascritto (quello pubblicato nel 1978 su ‘dopo di me il silenzio’): ciò significa che qualcuno ha registrato l’ultima puntata nel 1959 su un magnetofono e di questa registrazione saranno sicuramente in giro copie e copie di copie. rimane il video. io, ripeto, non l’ho mai visto, e nessuno dei miei amici, esperti o meno di musica contemporanea, l’ha mai visto. d’altra parte, come sappiamo bene, alcune puntate di ‘lascia o raddoppia’ sono state registrate (ma non tutte! all’epoca ancora la rai archiviava pochissimo delle sue produzioni e tanto è andato perduto). certo, sappiamo anche che gli archivi della rai almeno fino a non molto tempo fa erano alquanto disordinati. quindi: o che davvero si trovi ancora lì negli archivi, qualcuno l’abbia trasmessa una volta (e qualcuno registrata a sua volta) e poi l’abbia ricollocata nel posto sbagliato; o che qualcuno l’abbia filmata dal televisore (ipotesi semifantascientifica) all’epoca e poi, per motivi imperscrutabili, non l’abbia diffusa e proposta ai tanti che potevano esserne interessati. in ogni caso la vedo dura dura. comunque, come si dice, la speranza è l’ultima a morire. un caro saluto.

    ah, il forum cui fa riferimento lopo, molto ricco di informazioni interessanti anche se di qualche anno fa, dovrebbe essere questo:
    http://www.musica-classica.it/forum/index.php?showtopic=6774

  32. marcolenzi said

    PS ça va sans dire, se ci trovi il video ti facciamo un monumento, eh 😉

  33. zapruder said

    Io seguirei la traccia dei funghi…
    Ma, per al momento, mi sento piu’ attratto dall’ epigrafico ed enigmatico
    ALFREDOBALDINETTI

    Te, badando il Feltri,
    badando fletti il Re !

    barando D. fletti lei
    debellata di tronfi

    No flirt ! (le addebita…)
    addebita nel filtro !
    badiate del no-flirt

    le rifletti badando
    badando tele filtri

    …e poi coi funghi e’meglio andarci piano…
    🙂

  34. marcolenzi said

    ah ah ah ah! sì, è curioso il baldinetti. complimenti per il balletto anagrammatico, ci starebbe bene una coreografia di merce cunningham. ciao zap

  35. Giorgia Gaber said

    Allora è probabile che mi sia confusa con il filmato dello show americano, anche se girellando in rete ho visto di nn essere l’unica ad aver avuto questa allucinazione, sara’ qualcosa alla Roswell.
    Ma a parte cio’, si cerca alla rai ok, ma è possibile che qualcuno abbia conservato LA registrazione NON negli archivi
    magari portandola altrove???
    Come dici tu il materiale era poco considerato e quindi facilmente cedibile.
    Io dico di riaprire l’inchiesta nonostante la teste nn sia attendibile.

  36. […] La prima è notevole. John Cage, squattrinato dopo aver comprato il furgone per la compagnia di Merce Cunningham, arriva in Italia a Lascia e Raddoppia presentandosi a Mike Buongiorno su un argomento che conosce molto bene: i funghi. Cage, arriverà fino in fondo alla competizione, vincendo tutto.  Ma la cosa più interessante è che alla fine del quiz, Cage si esibisce in un suo brano. Leggete la trascrizione della puntata televisiva e i commenti di Buongiorno sulla musica di Cage! QUI […]

  37. http://johncagetrust.blogspot.it/2011/04/lascia-o-raddoppia-milan-1959.html

    forse noto, qui pero’ c’e’ qualcosa in piu’ almeno come reperto iconografico.

    saluti !

  38. marcolenzi said

    sì, l’avevo visto. grazie comunque, luca!

  39. […] Leggi anche La curiosa storia di John Cage a ‘Lascia o raddoppia’ […]

  40. […] episodio. Abbiamo però una trascrizione del dialogo finale tra Cage e Bongiorno, riportata dal blog di Marco Lenzi, che sembra confermare quanto appena […]

  41. carmine frenda said

    vorrei dare il mio contributo alla questione sperando possa essere utile.
    nella pagina web indicata da Luca Mollica nel suo intervento del 25 marzo 2012 si intravvede pagina 19 del mensile Gong dell’ ottobre 1975. L’ estensore dell’ articolo ” Il profeta e il burattinaio” era Carlo Bertocci il quale racconta di aver ascoltato la registrazione da un nastro prestatogli dal suo amico Mario Leone e di aver poi fatto la trascrizione che poi verrà utilizzata sui vari testi anche da voi citati.
    La prefazione di Bertocci peraltro era estremamente interessante e all epoca offrì molti spunti di riflessione :purtroppo ho notato che ingrandendo l’ immagine è impossibile leggerne il contenuto.

    L’ unico che può dire se quel nastro esiste ancora è probabilmente Bertocci (presumo che sia il pittore nato in provincia di Grosseto).

    Io posseggo la stessa pagina in originale. Saluti.

    errennepi

  42. marcolenzi said

    grazie per il contributo, carmine, e benvenuto nel blog. di questo tizio (carlo bertocci) mi parlava a lucca circa un mesetto fa stefano pocci della rivista ‘diaforia’, lo conosci? anche lui è da tempo sulle tracce del famigerato video. 🙂
    se non ho capito male hai la pagina del numero di ‘gong’. sarebbe possibile scannerizzarla e pubblicarla? un caro saluto,
    marco

  43. carmine frenda said

    ho scannerizzato la pagina del numero di Gong, l ho trasformata in jpg ed ingrandendo si legge comodamente ma non so come inserilrla in questo blog. help. thank’s.
    errennepi

  44. marcolenzi said

    ah, no, qui non si può inserire, pensavo tu avessi un blog tuo o comunque un sito web dove inserirla e a cui rimandare attraverso un link…

    PS se ti va, puoi madarmela per e-mail e io la pubblico qui, ovviamente citandoti e ringraziandoti. come vuoi, insomma. grazie comunque e un caro saluto.

  45. carmine frenda said

    d’accordo. dove devo inviare il file? puoi darmi l’ indirizzo di posta elettronica? il mio indirizzo è cafrend@tin.it
    saluti
    carmine ( errennepi)

  46. marcolenzi said

    eccola, qui:

    https://marcolenzi.wordpress.com/2012/07/22/ecco-la-mitica-pagina-di-gong/

    grazie infinite, carmine.

    (nel sito del john cage trust non ero riuscito a leggerla).

  47. Dal sito ufficiale di John Cage:
    “Lascia o Raddoppia” (Milan, 1959)

    25 Apr 2011

    It’s been rumored over the years that John Cage was a contestant specializing in mushroom identification on “Lascia o Raddoppia” (“Double or Nothing”), Italy’s famous quiz show hosted by Mike Bongiorno. Cage was in Milan in the late 1950s as a guest of the composer Luciano Berio, who was then working at the Studio di Fonologia, RAI’s experimental studio for audio research. Sylvano Bussotti, Umberto Eco, Bruno Maderna, Roberto Leydi, Marino Zuccheri, Peggy Guggenheim, and Berio’s wife, Cathy Berberian, were all close to Cage during this period. According to unconfirmed rumors, due to the tight relation of some of these individuals to RAI, Cage not only garnered a much-coveted spot on the game show as a contestant, but he may have been provided with at least some of the answers to the questions about mushrooms he would be asked en route to winning the final 5 million Lire prize.

    (Photo caption: “John Cage is mostly known for his love of ‘concrete’ music rather than mycology. Such music makes a symphony out of bells or the sound of a train passing by. For the ‘daily noises’ program, John Cage constructed an orchestra consisting of a piano, two radios, a blender, a watering can, a whistle, a gong, and a kettle.”)

    During his five appearances on the show, Cage entertained the audience with his unusual compositions. The audience was constantly reminded that he was a composer from Stony Point, New York, and Bongiorno often made fun of his strange musical efforts. No footage has survived, although various people over the years have claimed to have seen it.

    There apparently is at least an audio tape in existence, however, since the final episode’s dialogue between Cage and Bongiorno has been transcribed and published. This transcription, which appeared for the first time in the October 1975 issue of Gong, an Italian music magazine of the 1970s, includes both the mushroom Q & A as well as a funny closing exchange between game show host and contestant wherein Cage is encouraged to spend more time in Italy without his music.

    According to Carlo Bertocci, its contributor (whose ironic title is “The Prophet and the Puppetmaster,” referring to Cage and Bongiorno, respectively), the tape was handed to him a couple of years earlier by his friend, Mario Leone. Bertocci’s transcription was later reprinted in a series of essays about Cage in an Italian publication entitled “John Cage. Dopo di me il silenzio” (Emme Edizioni, December 1978), and still later in “Sonora’s John Cage” (Materiali Sonori, 1993), an Italian/English collection of articles celebrating the composer that was published shortly after his death. It was most recently republished in a new collection of essays simply titled “John Cage” (Edizioni Mudima, 2009).

    Click here for an English translation of this dialogue, which features the final questions about mushrooms posed to Cage that led to his winning the final 5 million Lire prize. This prize, incidentally, which amounted to roughly $8,000, was used to purchase a piano for Cage’s Stony Point home as well as a Volkswagen bus for the fledgling Merce Cunningham Dance Company’s use while touring the United States.

    Very few photos of Cage’s appearances on “Lascia o Raddoppia” have survived, including this screenshot, likely captured from the still-missing video footage:

    But several new images are now available, thanks to Turin’s newspaper, La Stampa, which published brief, intermittent reports about the show (with photographic illustrations) and whose archives have recently become available online.

    Like this one, a slightly different shot than the one above of Cage and Bongiorno perusing Cage’s Water Walk set up (from La Stampa, February 6, 1959, Issue No. 32, page 6).

    And this one of Cage at the microphone, with headphones on his ears (from La Stampa, Friday, February 13, 1959, No. 38, page 4):

    And yet another, this one a close-up of Cage in the sound booth (from La Stampa, Friday, February 13, 1959, No. 38, page 6).

    Lastly, a little-known photo of John Cage and Peggy Guggenheim, taken in Venice (from La Stampa, Thursday, February 19, 1959, No. 43, page 6).

    La Stampa’s newly-available archives provide access to not only these little-known images, but to concrete evidence of Cage’s appearances on “Lascia o Raddoppia”: the first taking place on Thursday, January 29, 1959, continuing weekly on Thursday nights throughout February, with the final episode taking place on Thursday, February 26, 1959. Click here for English translations of chronologically-ordered excerpts from the most significant of the La Stampa articles.

    *
    “Lascia o Raddioppia” (Milan, 1959) is the first of what I hope will be many “guest” blogs, this one the work of our remarkable Italian Cage foreign correspondent, Stefano Pocci. Thank you, Stefano, for your persistent research and a beautiful piece, and do forgive any transgressions that have occurred in the adaptation of your work for Kuhn’s Blog.

    Laura Kuhn

  48. marcolenzi said

    grazie tullio visioli e benvenuto nel blog.
    sì, avevo già letto questa pagina del john cage trust, che fornisce ulteriori, preziosi dettagli sul soggiorno italiano di cage del 1958-59. un caro saluto e a presto.

  49. Caro Marco, John Cage era comunque un buon esperto di funghi, sistematico come la gran parte dei compositori e credo che abbia anche collaborato ad articolo scientifici e pubblicazioni sull’argomento. Il mio maestro di composizione Giorgio Branchi (ad es.) è un valente entomologo e la sua competenza va ben oltre l’amatorialità e il suo quasi omonimo Walter Branchi (non c’è rapporto di parentela tra i due) è un qualificato esperto e coltivatore di rose. Ciò non toglie che per vincere 5 milioni in quell’epoca le difficoltà da superare fossero notevoli. In ogni caso la storia c’insegna che il mestiere del compositore (forse in Italia più che altrove) richiede sempre di fare qualcos’altro…

  50. carmine frenda said

    eh già….
    a proposito di compositori che facevano altro…
    esempio tipico…
    borodin
    fu un celebre chimico
    saluti a tutti
    carmine frenda

  51. […] partecipava al programma in qualità di esperto micofilo (sul perché e il per come vi rimando a un post di Marco Lenzi che si è occupato più volte della vicenda e a un post del 2003 di Ventura) ma c’è anche […]

  52. marcolenzi said

    @ tullio e carmine
    grazie per le precisazioni. è vero: i compositori coltivano spesso altri interessi, che però sono quasi sempre (così mi sembra) in qualche modo legati allo stile e alla poetica delle loro composizioni. aldo clementi p. es. collezionava orologi ed era un esperto scacchista. io, nel mio piccolo, sono un grande appassionato di televisione italiana degli anni settanta, in particolare di sceneggiati e originali televisivi (ma anche di pubblicità e di sottocultura trash del periodo). 😀 😀 😀
    un caro saluto

  53. Segnalo qui un omaggio a John Cage che unitamente all’amico e compositore elettroacustico Luca Spagnoletti ci vedrà coinvolti in questa manifestazione al Planetario Eur di Roma:
    http://www.eventolight.it/roma.html

  54. Carla said

    Scopro adesso questo interessantissimo blog e me lo sono letto con gioia. Insieme a Michele Mannucci siamo stati a Parigi alla festa dei 70 anni di John Cage (e scartabellando dovremmo forse trovare anche le foto, chissà…) della sua mitica torta di compleanno offerta dal Sindaco di panna, strati di pasta sfoglia e…funghetti di meringa! Racconto sempre che per non fare quelli che si gettavano sulla torta aspettammo che la folla si diradasse per prendere una porzione di torta (che era enorme)… scoprendo che i primi strati erano di polistirolo ricoperto di panna!
    Segnalo che Eco ha parlato molto di recente dell’esperienza milanese in Rai e di Cage – mi pare in una sua Bustina di Minerva, ma non l’ho conservata perché ancora non conoscevo questo blog. Ho cercato adesso nell’archivio dell’Espresso manon trovo nulla.
    Ciao e grazie della lettura, appassionante come un giallo
    Carla

  55. marcolenzi said

    grazie a te, carla!

  56. sgtnausea said

    Anche in questo contributo di Eco c’è riferimento al fatto. Pagina 6

    http://www.umbertoeco.it/CV/Il%20Gruppo%2063,%20quarant'annin%20dopo.pdf

  57. marcolenzi said

    grazie, sgtnausea, l’avevo già visto. rimangono comunque diversi punti ‘oscuri’ su tutta la vicenda. un saluto.

  58. […] per quei tempi -, la sua materia: i funghi. Il fatto è molto documentato, ma in particolare in questo articolo sul blog di Marco Lenzi c’è un ampio resoconto della vicenda, dove tra l’altro si […]

  59. […] Ross mentions that Cage was on an Italian game show as well. What he doesn’t say is that he was on (in 1958) not just as a performer but as a competitor and won a lot of money answering questions on mushrooms. If you can understand Italian here is an account. […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: