Proposta per un nuovo inno del Pdl

23 ottobre 2009

Raccolgo con entusiasmo il suggerimento, pervenutomi dal carissimo amico np, di postare qui questa bella canzone di Franco Battiato. Ringrazio anche Psycoberlusk, dalla cui pagina di Youtube è tratto il video, per aver per primo indirizzato ai dirigenti del Pdl la proposta di farne il loro nuovo inno.

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7 Risposte to “Proposta per un nuovo inno del Pdl”

  1. NoiZeBoX said

    Direi che il Grande Franco Battiato, abbia in qualche modo superato sè stesso…Purtroppo per una simile perla, abbiamo dovuto subire quasi 20 anni di soprusi alla nostra Morale, che per quanto libertina e atea che sia, è sempre rispettosa della libertà, del diritto altrui, e del suo rispetto…sempre che si attenga agli stessi valori. E comunque sia, è bello e liberatorio sapere che una delle Menti più geniali e musicali della storia della musica italiana, abbia qualche affinità con la nostra!
    Grande Franco, Grande Marco…è bello sapere che al mondo non ci sono solo esseri umani abietti, ma persone come Te! E, ovviamente per mia pura presunzione e vanto, è bello affermare che io, il Maestro Battiato, lo seguo sin da Fetus e Pollution, che rimangono tra le opere musicali più preziose della mia modesta collezione di dischi!

  2. marcolenzi said

    grazie caro NoiZe (anche se dobbiamo soprattutto ringraziare np) 🙂

  3. NoiZeBoX said

    E certo che sì… 🙂
    Grazie NP!

  4. gadilu said

    Grazie a tutti. Però come inno non se lo meritano.

  5. marcolenzi said

    certo, ma tanto non accoglieranno mai la proposta, no? 😉

  6. gadilu said

    Ho paura di no.

  7. protociccius said

    Nobile proposta a parte, questa canzone (annunciata come un capolavoro di indignazione civile e ‘politica’) mi sembra, alla fine, un pezzo molto fragile. E lo dico da battiatofilo storico e appassionato. Continuo a preferire il Battiato ‘disimpegnato’, ironico sperimentatore di linguaggi, capace di far convivere felicemente misticismo e nonsense, ai facili compitini delle ultime canzoni e alla verbosità spesso supponente degli ultimi testi di Sgalambro. Insomma, togliendo la citazione letterale di alcuni versi dal Satyricon di Petronio (“Quid faciant leges, ubi sola pecunia regnat, aut ubi paupertas vincere nulla potest? Ipsi qui Cynica traducunt tempora pera, non nuquam nummis vendere vera solent.
    Ergo iudicium nihil est nisi publica merces, atque eques in causa qui sedet, empta probat.”), nella prima parte del testo, ho l’impressione che sia tutto un po’ retorico e facilone…

    P.S. tutto questo non toglie, in ogni caso, che quelli del Pdl continuino a meritarsi, nei loro inni presenti e futuri, Apicella e Povia 😉

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