La musica mi fa impazzire

27 ottobre 2009

A me questo pezzo mi fa letteralmente impazzire. Lo potrei ascoltare duecento volte di seguito senza annoiarmi mai, senza che l’incanto venga meno per un solo istante.

Ma allora, come la mettiamo con Morton Feldman? Secondo me la musica di Feldman parla di questa musica qui, e questa musica qui parla della musica di Feldman. Ma questo evidentemente è un enigma, non chiedetemi di spiegarlo.

Annunci

23 Risposte to “La musica mi fa impazzire”

  1. gadilu said

    🙂

    Buffo. Passavo di qui per lasciarti questo:

    E tu mi fai trovare gli Abba.

    Saremo scemi?

  2. np said

    sono sempre fuori tema, ma in questo periodo sono sempre fuori tema. Comunque, il tuo nesso è arditissimo, quindi anche il fuori tema è in tema.

    ah, ma questa versione mancava del finale, che è la parte filosoficamente migliore del pezzo. Vi prego di seguirla qui:

  3. marcolenzi said

    🙂 carissimi amici miei…

  4. zapruder said

    ABBA? INCANTO?
    200 VOLTE DI SEGUITO??? (che siamo a Guantanamo?)

    questa cosa mi turba
    e mi sento di merda
    quasi quasi mi siedo
    ed ascolto un po meglio
    forse forse mi sbaglio
    forse ho preso un abbaglio
    forse forse un bel cazzo
    [fanno] cagare questa e’ la verita’

    🙂

  5. marcolenzi said

    al di là delle predilezioni personali, che presidiano tutt’altri territori, sono sempre stato affascinato da quella che definirei, oltre ogni stile, ‘canzone pop perfetta’ (bacharach, bee gees, abba e pochi altri). è più forte di me: ammiro enormemente quei pochi che sono in grado di confezionare canzoni pop perfette. e questa è una canzone pop perfetta, composta con lo stesso impegno, con la stessa acribia con la quale boulez e i suoi amici scrivevano musica seriale negli eroici anni cinquanta. per confezionare un pezzo del genere, contro ogni apparenza, ci vogliono almeno 100 ore di durissimo lavoro: fare, rifare, cambiare, disfare continuamente per raggiungere la quintessenza e, quel che è ancora più importante, per sublimarla in una dimensione totalmente astratta, senza ammicchi di sorta. sì, perché quello che mi sconvolge di più, alla fine, è proprio questa contraddizione: scrivere una banale canzone (in realtà perfetta) con un testo banalissimo senza lasciarvi alcuna traccia di volgarità. fare una cosa ‘popolare’ che non sia volgare: una sfida quasi impossibile. solo un genio può riuscirci. e gli abba sono dei geni. (per il resto lasciatemi delirare… ). un caro saluto

  6. Tiziano said

    E va bene… accetto la sfida. Potevo mettere, ad esempio, Space Oddity… e invece no! Becca ve’ vai:

  7. gadilu said

    Ma come, una sfida? Stiamo facendo una sfida? E che sfida stiamo facendo? No, perché se mi sfidate, io ci sto, chiaro?

  8. marcolenzi said

    bentornato tiziano! era un po’ che non ti si vedeva qui… o chi è feist? non la conoscevo. carino il pezzo, ma ancora lontano dagli abba. 😉
    quanto a ‘space oddity’, no, bowie è troppo ‘cultura’, io parlavo di un’altra cosa. e caro gadilu, anche ‘video killed the radio star’ (pezzo bellissimo peraltro, un vero capolavoro nel suo genere! lo adoro) è troppo… sofisticato. grazie comunque per i contributi.

  9. Tiziano said

    Feist, al secolo Leslie Feist, è una sorta di Zelig della scena pop canadese (lei è di Halifax), nel senso che scrive pezzi quasi perfetti nei diversi registri del pop.
    L’ho vista e sentita nell’estate del 2007 alla Danforth House a Toronto quando ancora era conosciuta solo nell’Annex (il quartiere di Neil Young e di Frank Gehry). Alla Women’s Library, parlando della musica che girava in città, una commessa mi aveva fatto ascoltare alcuni brani di “The Reminder” , appena uscito, predicendo il suo successo. E infatti successo è stato, soprattutto negli U.S.A., in Inghilterra e in Francia.

    Per capire cosa voglio dire quando parlo pezzi quasi perfetti ecco altri due esempi:

  10. marcolenzi said

    no, no, tiziano… interessante questa feist, ma io volevo dire un’altra cosa. come spesso mi accade, però, quando cerco di forzare all’estremo il linguaggio per esprimere l’inesprimibile, non essendo io heidegger mi ritrovo nel pantano. 🙂 al solito, mi ci vuole un po’ di tempo per concentrarmi e cercare di spiegarmi meglio. ora però questo tempo non ce l’ho. spero presto, comunque (sapevo che questo non-post mi avrebbe creato qualche casino, eh eh eh…). a mia provvisioria discolpa, e per saltare subito al grado 2 della questione, dirò soltanto e per ora che questo pezzo degli abba non è legato ad alcun particolare momento della mia vita, quindi in esso non ho colto nulla di personale e di soggettivo, per così dire. ho semplicemente tentato di cogliere in esso un tratto oggettivo. ma ne riparliamo appena ho un po’ di tempo a disposizione. grazie dei tuoi contributi. un abbraccio

  11. Tiziano said

    🙂

    A presto!

  12. Lopo said

    Conosci gli Zombies, Marco? Gruppo inglese dei ’60, semidimenticati, ma alcuni loro pezzi sono davvero “pop perfetto” nel senso che intendi tu

  13. zapruder said

    Credo che non c’entri molto con quello che vuoi dire, ma ancora mi sfugge la ragione per cui io riesco ad attribuire dignita’ ai summenzionati Buggles di Video Killed the Radio Star e non ai palindromi Abba.

    Talk about, pop musik…

    Niente di personale: in questi qui sopra trovo ‘tratti oggettivi’di ineffabile squisitezza.
    ‘Shoobie doobie do wop’ a tutti
    😉

  14. marcolenzi said

    certo, zap, ‘pop muzik’, degli M: ce l’ho stampata indelebilmente in testa da allora. bellissima. ricordo bene anche la copertina dai colori accesissimi e con il bambino sorridente con il succhiotto in bocca… altri tempi.

    ***

    ma dunque, vediamo un po’ se riesco a dire meglio quello che voglio dire senza scrivere un trattato o citare duemila esempi.
    allora, il punto di partenza è questo: le canzoni pop ‘perfette’ mi hanno sempre affascinato. ma cosa sono le canzoni pop perfette? come potrebbero essere definite meglio? per tutta una serie di ragioni che non sto a spiegare – ma che comunque mi paiono abbastanza evidenti – l’aggettivo ‘perfetto’ non è qui inteso tanto come un indice di valore assoluto quanto piuttosto come un elemento caratterizzante una tipologia, un genere di canzone. ci sono canzoni che ‘hanno questo aspetto’, insomma, e altre no. per quanto consideri ‘heart and soul’ (per riprendere un esempio di cui ho già parlato qui [https://marcolenzi.wordpress.com/2009/02/05/che-cose-il-pop/]) una canzone meravigliosa e di valore altissimo, avrei qualche difficoltà a definirla una canzone pop ‘perfetta’, così come nessuna canzone di frank zappa o di captain beefheart (per citare altri due grandissimi) potrebbe a mio avviso essere definita canzone pop ‘perfetta’. canzoni pop perfette per me sono, oltre a ‘s.o.s.’ degli abba, ‘raindrops keep fallin’ in my head’ e ‘magic moments’ di burt bacharach, per esempio, o anche ‘how deep is your love’ e ‘too much heaven’ dei bee gees. ma queste canzoni – così immagino venga immediatamente da pensare a chi legge – si dovrebbero trascinare dietro una MAREA di altre canzoni che potrebbero essere definite perfette. NO. 🙂 ci sono delle sottilissime distinzioni che per me fanno una differenza enorme. per esempio, perché non aggiungervi, che so, ‘questo piccolo grande amore’ di baglioni? la distinzione riguarda ciò di cui queste canzoni sono espressione e soprattutto il MODO in cui questo quid è rappresentato. non si può a mio avviso parlare di perfezione quando la canzone appare TROPPO EVIDENTEMENTE legata al contesto al quale fa riferimento, e soprattutto quando esprime il SENSO di questo contesto attraverso ammiccamenti, stili vocali e testuali in cui si riconoscono – indipendentemente dal numero – soltanto gli appartenenti a un certo gruppo di persone. questa caratteristica così tipica della canzone (quella capacità cioè di rappresentare un determinato contesto culturale) tende a sovrapporsi e ad offuscare il suo valore strettamente musicale. il fatto che in ‘questo piccolo grande amore’ baglioni parli di un modo di concepire l’amore che io non ho mai vissuto e nel quale non mi riconosco, e soprattutto che lo canti con quella voce e con quello stile vocale (che mi fa capire come LUI e i suoi fans vivono l’amore e che mi rende se possibile ancora più estraneo alla cosa) mi porta a non considerarla una canzone pop perfetta, nonostante sia ormai ritenuta un classico. d’altra parte, mi rendo perfettamente conto che anche ‘love will tear us apart’, che rappresenta l’approccio diametralmente opposto alla cosa e nel quale mi riconosco di più, non può essere considerata, per le stesse ragioni, una canzone pop perfetta. la canzone pop perfetta è dunque quella canzone che, pur rappresentando necessariamente, almeno a un certo grado, un contesto di riferimento (è ovviamente impossibile che non ne rappresenti alcuno) lo fa per così dire trascendendolo in una dimensione che più sopra ho definito ‘astratta’. voglio dire: ‘s.o.s.’ degli abba, anche se oggettivamente parla di un amore finito, NON LO RAPPRESENTA MINIMAMENTE. quando agnetha o anni-frid cantano “when you’re gone how can I even try to go on?” si vede benissimo CHE NON GLIENE FREGA UN CAZZO CHE LUI SE NE SIA ANDATO E CHE ANDRANNO TRANQUILLAMENTE AVANTI ANCHE DA SOLE. è come se dicessero: “guarda, siccome devo di’ qualcosa e so che alla gente gli garbano l’amori finiti dico così, ma in realtà io GODO A BESTIA di questo passaggio si bemolle – re bemolle – mi bemolle – fa e m’importa ‘na sega di lui e chi è”… 🙂
    allo stesso modo, una canzone come ‘how deep is your love’ trascende completamente la misera vita di tony manero e la squallida relazione con la sua amica-partner (è più bella della sua vita, per così dire, è come se la sua vita non se la meritasse, insomma – non saprei spiegarmi meglio). ecco, questo è un po’ quello che intendo con l’espressione ‘canzone pop perfetta’; lo so, dovrei fare molti altri esempi per essere più chiaro ma, ancora una volta, non è questo il luogo più appropriato per simili approfondimenti e non posso perciò fare altro che limitarmi a queste poche e frammentarie considerazioni.

  15. np said

    CLAP CLAP CLAP!

    Eccellente.

  16. Tiziano said

    “guarda, siccome devo di’ qualcosa e so che alla gente gli garbano l’amori finiti dico così, ma in realtà io GODO A BESTIA di questo passaggio si bemolle – re bemolle – mi bemolle – fa e m’importa ‘na sega di lui e chi è”…

    Il concetto si poteva esprimere con un numero di parole compreso tra 44 e 397.912. Marco ha usato 44 parole. Chapeu.
    Se proprio dovessi trovare un difetto al post di Marco, dico che io avrei usato ‘ni’ al posto di ‘gli’. Così: “alla gente NI garbano l’amori finiti…”

  17. marcolenzi said

    😀

  18. Cesco said

    come mi piace leggere questi post. mi astengo ovviamente dall’intervenire essendo io ancora molto lontano dal poter esprimere un giudizio sensato in materia, ma mi piace un sacco leggerli.
    bravo marco. e quando con la chitarra riuscirò a fare qualcosa oltre la scala musicale, passerò a chiederti consigli.

  19. marcolenzi said

    grazie francesco, mi fa un sacco di piacere trovarti qui! e non farti alcun problema a lasciare un qualsiasi giudizio, che sarà sempre e comunque benvenuto. un abbraccio e a presto 🙂

  20. romolo said

    marco, innanzitutto ti faccio i complimenti per il tuo blog. venendo all’argomento penso che le considerazioni che tu fai sulla canzone siano riferibili agli abba tout court. ti confesso che fino ad ora pensavo di essere l’unico scemo capace , dopo aver ascoltato, che so, il Fidelio di Beethoven, di rimanere inebetito a fissare l’algida biondina mentre canta una delle delle hit del suo repertorio, pur non capendo un tubo di quello che dice. per me, che inquadro gli abba nel trash-pop, la cosa è alquanto misteriosa e meritevole di riflessioni in cui non mi sono mai avventurato. non vorrei esagerare, ma probabilmente i nostri vanno a toccare corde abbastanza profonde dalla nostra coscienza collettiva.

  21. marcolenzi said

    ciao romolo, benvenuto in questo blog! grazie per i complimenti. quanto agli abba non saprei risponderti, e con ciò intendo dire che non sarei in grado di dire se agnetha & co. arrivino a toccare le corde di cui parli… può darsi. quello che posso dire, o meglio ribadire, è che le canzoni pop che ho definito ‘perfette’ – e gli abba ne hanno scritte diverse – hanno un fascino tutto particolare che a me personalmente, più che smuovere emozioni profonde, incanta. mi scopro spesso ad ascoltare ammirato quel tipo di canzoni. un caro saluto.

  22. nosoli said

    si ma..come la mettiamo con la musica indie e i suoi diggèi!?

    scoprilo su http://www.cauntrifleg.wordpress.com

  23. marcolenzi said

    mah, mettila un po’ come ti pare, per me va bene tutto…
    benvenuto nosoli (not only) 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: