L’acumeno

25 novembre 2009

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15 Risposte to “L’acumeno”

  1. cescocesto said

    che bei ricordi. solitamente arrivava sempre alle otto di mattina dei giorni in cui facevamo festa a scuola.

  2. marcolenzi said

    è arrivato l’arrotino! arrota coltelli, forbici, forbicine, forbici da seta, coltelli da prosciutto. donne, è arrivato l’arrotino e l’ombrellaio! aggiustiamo gli ombrelli. l’ombrellaio, donne! ripariamo cucine a gas: abbiamo i pezzi di ricambio per le cucine a gas. se avete perdite di gas noi le aggiustiamo; se la cucina fa fumo noi togliamo il fumo della vostra cucina a gas.

  3. np said

    L’arrotino: echi di mantra nel suono del suo nome.

  4. marcolenzi said

    se la cucina fa fumo noi togliamo il fumo della vostra cucina a gas.

  5. np said

    da palermo a milano. E anche la nostra liguria.

  6. marcolenzi said

    vengono oggi stesso.

  7. np said

    l’arrotino che viene oggi stesso da palermo a milano nella nostra liguria. Ohi, sono nella sindrome di Stendhal.

  8. marcolenzi said

    aggiustiamo gli ombrelli.

  9. zapruder said

    A me, fin da bambino, ” l’ arrotino-ombrellaio ” faceva paura. Letteralmente.
    Forse una troppo precoce visione di alcuni film ha avuto effetti nefasti su la mia mente impressionabile pero’, anche in seguito a successive osservazioni piu’ ‘razionali’, non smetto di trovare in questo individuo elementi inquietanti.

    Primo fra tutti la convergenza di tre mestieri cosi’ dissimili: arrotare lame riparare ombrelli e accomodare cucine a gas. Pensateci un attimo: non hanno alcun comune denominatore. Neppure un attrezzo. Strano, no?
    Avrebbero potuto essere ‘ombrelli, macchine da cucire, e biciclette’ e ti saresti immaginato un modesto artigiano, del tutto rassicurante nella sua banale plausibilita’ alle prese con chiavi inglesi, pinze, eccetera.
    Al limite ‘macchine da cucire, ombrelli e tavoli anatomici’un simpatico citazionista di Lautréamont…)
    Ma l’effetto destabilizzante di questo incontro fortuito tra oggetti e mestieri cosi’ dissimili e’ sempre stato per me enorme fonte di angoscia.
    Un po’ come se il dentista, subito dopo l’anestesia locale, ti chiedesse se ti servono lezioni di tango o uno stock di copriwater che gli avanza.

    E poi l’ enunciazione.Non fa che amplificare l’effetto destabilizzante.
    Intanto questa pronuncia in senza alcuna inflessione dialettale -un ‘italiano astratto’- che stride con la natura stessa dei lavori, legati indissolubilmente ad una parlata ‘bassa’, altamente territoriale. Avete mai sentito parlare un VERO arrotino? (quello rassicurante, facilmente immaginabile, con la mola e tutto il resto)
    Per non parlare della morfologia, ostentatamente infantile (neanche uno che sbava si esprime cosi’ !) pronunciata con la correttezza di cui sopra.
    E poi perche’ sottolineare coltelli ‘da prosciutto’ e forbici ‘da seta’?
    C’e’ un senso di irrealta’…

    A questo punto si potrebbe obbiettare, non senza ragioni, che l’arrotino-ombrellaio nulla sa degli effetti di realta’ essendo probabilmente egli digiuno di linguistica; si e’ fatto registrare le prime frasi che aveva in mente in ‘buona pronuncia’ da un amico del figlio che studia a Padova e via.
    Puo darsi.
    E che forse, per i casi della vita, ha imparato questi tre mestieri incoerenti e prova a metterli a frutto tutti insieme, ha acquistato uno stock di pezzi dei ricambio della cucina e prova a venderli. Mica fa il dentista…
    Forse.

    Ma adesso prendete la frase conclusiva e pensateci bene:
    “se la cucina fa fumo noi togliamo il fumo della vostra cucina a gas”
    Le cucine a gas non fanno fumo. Nessuna !
    Cosa fa REALMENTE quest’uomo, da cui nessuno ha mai fatto arrotare neppure in temperino, che arriva e se ne va ?

    Io lo immagino, armato di coltelli da prosciutto,forbici, forbicine, forbici da seta aggirarsi tra cucine a gas ad eliminare per conto delle casalinghe i cadaveri (scomodi come da manuale) di amanti, mariti, vicine di casa…
    Dopo essere stato contattato con una telefonata muta si precipita sul posto, si annuncia ‘gergalmente’ nel quartiere, quindi la cliente lo contatta e con la scusa della cucina a gas…

    Come posso dormire sonni tranquilli sapendo che in giro c’e’ un individuo simile?

  10. marcolenzi said

    complimenti, zap, bellissima analisi! condivido pienamente le tue supposizioni, l’arrotino è davvero un individuo inquietante. io ho sempre pensato che il camion fosse vuoto. un puro acumeno, insomma: e quella voce registrata un mantra senza senso urlato dal tetto di un mezzo di trasporto che da quarant’anni gira in lungo e in largo senza andare da nessuna parte.

  11. zapruder said

    Grazie caro,
    adesso sono molto meno imbarazzato nel chiedertelo:
    che cazzo e’ un acumeno ?
    😉

    “ahi(‘ioboia), c’era un acumeno !
    “mettici un po d’antimetabole un ti c’abbia a veni’un’ aferesi”

  12. marcolenzi said

    ah ah ah ah!!!!! eh… è una di quelle parole stronze che inventano i filosofi, tipo ‘entelechia’, ‘teodicea’, ‘mondità-del-mondo’, ecc. ecc. la parola ‘acumeno’ è stata modellata sulle sue parenti più prossime e più note, ‘fenomeno’ e ‘noumeno’, concetti centrali della filosofia kantiana. e dunque, se il ‘fenomeno’ è ‘ciò che si dà ai sensi’ e il ‘noumeno’ ciò che si dà all’intelletto, allora l”acumeno’ dovrebbe essere ‘ciò che si dà all’ascolto’, l’essere sotto forma acustica, insomma. l’ho messo per puro vezzo: perché da un lato mi piace accostare cose contrarie e dall’altro volevo evidenziare il fatto che le frasi dette dall’arrotino, da quarant’anni sempre le stesse e per giunta, come tu ben sottolinei, anche un po’ prive di senso, sono finite per diventare puro suono di sottofondo, pura presenza acustica, appunto. come dice np, una sorta di ‘mantra’. un abbraccio
    🙂

  13. marcolenzi said

    meraviglioso. mi sono commosso. grazie np.

  14. Primo fra tutti la convergenza di tre mestieri cosi’ dissimili: arrotare lame riparare ombrelli e accomodare cucine a gas. Pensateci un attimo: non … ggascucine.wordpress.com

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