Sublime complessità

6 dicembre 2009

Questa (tutta la Sonata, ovviamente, ma in particolare questo suo ultimo, straordinario movimento) è una delle cose musicali che più mi hanno ossessionato nel corso degli anni. Essa si mostra come qualcosa di irriducibile e di inanalizzabile, un perpetuum mobile sciorinato tutto d’un fiato in un profluvio di note che quasi perdono il proprio valore individuale per annullarsi nel vortice senza respiro che le anima: permeata di un carattere sperimentale di inaudita radicalità, questa musica anticipa di quasi un secolo e mezzo la cosiddetta Gruppen-technik  di Stockhausen e la micropolifonia di Ligeti, tecniche che privilegiano appunto l’effetto globale, ‘massivo’ del fenomeno sonoro a discapito della funzione strutturale della singola nota o del singolo accordo. Com’è noto, tale radicalità lasciò sgomento persino il capofila dei romantici e grande ammiratore e sostenitore di Chopin, Robert Schumann, che in una recensione alla Sonata così si espresse riguardo al Presto finale: “Quello che appare nell’ultimo tempo sotto il nome di Finale è simile ad un’ironia piuttosto che a una musica qualsiasi. Eppure, bisogna confessarlo, anche da questa parte senza melodia e senza gioia soffia uno strano, orribile spirito che annienterebbe con un pesantissimo pugno qualsiasi cosa volesse ribellarsi a lui, cosicché ascoltiamo come affascinati e senza protestare fino alla fine – ma anche però senza lodare: perché questa non è musica”.

PS Quando poi un sublime delirio come questo è articolato dalle dita del dio del suono… eh, allora, cari amici miei, il miracolo è compiuto. Immenso, inarrivabile Arturo.

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2 Risposte to “Sublime complessità”

  1. Tiziano said

    Forse è una leggenda, ma si dice che Arturo Benedetti Michelangeli si facesse ‘preparare’ il pianoforte per ‘sussurrare’ a dovere il presto della seconda sonata (l’op. 35 appunto). Esecuzione indicibile, davvero divina. Il pezzo appare (è) un monolite che si ascolta come si ascolta un unico accordo. La tonalità di si bem. minore si afferma dalla battuta 24 alla 30 e nel finale. Il resto è schiuma quantistica.

  2. marcolenzi said

    esatto.

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