Sigle

21 dicembre 2009

…ma cosa sono le sigle?!

 

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14 Risposte to “Sigle”

  1. zapruder said

    …qualcosa tra il ‘paratesto’ di G.Genette e il ritornello di Guattari
    http://it.wikipedia.org/wiki/Soglie
    http://www.libreriauniversitaria.it/ritornelli-guattari-felix-mimesis/libro/9788884837073
    – questo pero’ non l’ho letto –

    [no, per questa volta niente storie di messaggi subliminali e scienziati pazzi 🙂 ]

  2. np said

    Artisti sotto la tenda del circo: Perplessi.

  3. marcolenzi said

    curioso, curioso.
    buon natale.

  4. da said

    Buon Natale anche a Lei, esimio.

  5. cescocesto said

    “..ma cosa sono le sigle?” che domandona filosofica!
    se scavo nella memoria, mi ricordo le sigle delle storiche “serate film” di raiuno o dei “filmissimi” di canale5 (con cuccuruccuccù palomaa-a in sottofondo) o gli intermezzini con musica quando partiva la pubblicità sulla rai, e uscivano -mi pare- quadri di van gogh.
    però se devo dirti cosa sono le sigle, non saprei.

  6. marcolenzi said

    sì, è una domanda filosofica. le sigle sono qualcosa di più che semplici cornici o – peggio ancora – siparietti introduttivi e conclusivi… ci dicono invece qualcosa di essenziale rispetto a ciò di cui sono appunto sigla – non sono soltanto tituli, etichette, etc. che cos’è tg2 dossier ce lo dice la sigla, o meglio l’essenza del tg2 dossier è già tutta nella sigla (la bellissima ‘propiedad prohibida’ di battiato). esse sono dunque simboli che racchiudono e custodiscono l’essenza delle cose, asintoti, icone impenetrabili come il tetragramma divino: il senso del telegiornale è criptato nella linea melodica della celeberrima sigla di apertura; essa ci dice molto di più di che cosa significhi ‘aprire una finestra sul mondo’ che non tutte le notizie messe insieme, nel senso che ne rappresenta il contenuto inconscio. le sigle possiedono una forza misteriosa, difficile da capire e da spiegare… non so, hanno un che di sacro, come fossero momenti essenziali di una moderna liturgia laica… (tranquilli, eh, la roba la piglio da uno fidato…). io sono sempre stato ossesionato da tante sigle (p. es. quelle che ho messo qui); le aspettavo con ansia e le contemplavo incantato. e non c’è nessuno che mi faccia incazzare più di quello che quando si mette a guardare un telefilm salta la sigla…

    PS ah, e a proposito della (scontata) asemanticità della musica: la vecchia sigla di check-up ESPRIME PERFETTAMENTE il senso della salute e del benessere nell’italiano medio degli anni ’70. 😉

  7. da said

    soglie? intro a reverie?

  8. marcolenzi said

    anche, certo, perché no? ( 😉 le sigle, come avrete notato, sono un altro ottimo spunto per le mie periodiche impennate mistiche, eh eh eh…). ci sono ‘fissato’, si dice a livorno.

    PS o il nome degli improbabili autori della sigla di check-up, l’avete notato?! ATZETA GEMI’S… ah ah ah!!! pazzesco, meraviglioso!!! un nome ASSOLUTAMENTE PERFETTO. un nome che E’ la musica in questione. sì, è la musica della farmacia: pulitissima, ingenua eppure esperta, perita, come quell’ambiente farmaceutico in cui avresti voluto da sempre vivere ma per il quale non ti sei mai sentito sufficientemente all’altezza (io, da piccolo, ogni volta che entravo in una farmacia mi sentivo investito da questa severità, da questo ‘dover essere’ – “hanno ragione loro”, mi dicevo sempre…) 🙂

  9. zapruder said

    vedi sigla di ‘Mixer’ (‘jazz carnival’ degli Azimuth) che preparava all’arrembante Minoli evocando perfettamente un certo modo di fare informazione.
    (a me ricorda le prime tette al vento in rai e un gran fruscio di soldi tra fodere di giacche del psi )
    a proposito:
    per chi se lo fosse perso segnalo l’inarrivabile parodia di Guzzanti ‘un mixer di notizie’
    (non mi stanchero’ mai di rivederlo)

    Notevole anche il ‘mash-up’ di voci su musica di Rachmaninov de ‘La storia siamo noi’
    E” evidente: Minoli si spompina il creativo giusto
    🙂

  10. marcolenzi said

    sì, altra sigla storica. concordo pienamente con la tua analisi, zap.

  11. angelo41 said

    Le sigle musicali sono la colonna sonora della vita.
    Il tempo lo misuro a sigle cominciando da quella di radio Londra (un ripetuto ritmo di tamburo), che iniziai ad ascoltare quando un prete, che abitava al piano di sopra veniva a casa mia ed accendeva la radio a mobile, tenendo il volume bassissimo. Io arrivavo giusto all’altoparlante e mettevo l’orecchio
    sulla griglia. Poi ci fu quello dell’uccellino della RAI, che ho provveduto a mettere sul Deskop e che ascolto ogni tanto e poi…. ora vado a cenare.
    Continuo dopo.

  12. marcolenzi said

    l’uccellino della rai.
    bravissimo, angelo.

  13. angelo41 said

    Non so se hai memoria dell’uccellino; era lo stacco fra un programma radiofonico e l’altro e mi è rimasto nella memoria come un ricordo perenne.
    Probabilmente hai fatto in tempo a sentirlo, perchè fu in uso fino agli anni settanta.
    Prima di “Tutto il calcio minuto per minuto”, negli anni cinquanta, la RAI trasmetteva il secondo tempo di una partita di serie A, il cui cronista era il mitico Niccolò Carosio.
    Alla fine della partita venivano resi noti i risultati delle altre partite. La trasmissione era sponsorizzata dalla Stock 84 ed aveva una sigla che ho in testa ma non so chi l’abbia composta.
    La prima sigla televisiva che ricordo fu quella di
    “Lascia o raddoppia” insieme a quelle dell’inizio e della fine delle trasmissioni.
    Seguono poi quelle delle trasmissioni più famose, tipo “Portobello”.
    Ora da anni non seguo più nessuna trasmissione.

  14. marcolenzi said

    sì, me lo ricordo benissimo, l’uccellino. direi anzi che è rimasto attaccato alla mia testa come un molare alla gengiva. la musica di stock 84 credo fosse di ciaikovskij, se non mi sbaglio.

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