A Theodor W. Adorno, con affetto

23 febbraio 2010

Stanotte mi sono sognato che Adorno era il produttore di Rod Stewart. Al risveglio ho pensato che è più probabile che domani al posto del sole sorga una scarpa. Eppure, che incontro meraviglioso sarebbe stato…
Pensate che meraviglia, p. es., se Rod si fosse presentato a casa di Adorno come appare al minuto 0′ 47” (o anche allo 0′ 58”, o al minuto 1′ 50”), con in mano la lacca di Do ya think I’m sexy?…

(e questa ovviamente è la faccia che avrebbe fatto Adorno appena aperta la porta)

 

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16 Risposte to “A Theodor W. Adorno, con affetto”

  1. zapruder said

    Meravigliosa ipotesi narrativa! Giuro che ci scrivo qualcosa (‘Teo & Rod’)
    anche se mi sfuggono i nessi con la lacca…

    Questo disco + il culo di Nadia Cassini + ‘Brut33′ hanno inciso l’ immaginario sessuale della mia prima adolescenza come coltelli nel burro.
    Piu’ tardi Adorno ha provato a correggermi; ovviamente senza grandi risultati.

    Comunque preferico pensare Adorno, (cosparso di ‘Brut33′) che si presenta all’ universita’ come appare Rod al minuto 0′ 47” !
    Pero’ se questi si fosse presentato a casa di Teo con quella passerina magari chissa’… 😉

  2. marcolenzi said

    😀
    (la lacca a cui faccio riferimento non è il fissatore per capelli ma l”anteprima di stampa’ dei dischi in vinile) 😉

    attendo con ansia il racconto.

  3. marcolenzi said

    PS confesso che fissare la faccia di adorno ascoltando ‘do ya think I’m sexy?’ è una delle esperienze estetiche più stupefacenti e devastanti che abbia fatto negli ultimi anni… 🙂

  4. gadilu said

    Vero. Ah, quanto è vero. Ma ormai stai superando te stesso (e dopo “fiorellini” pensavo fosse dura).

  5. marcolenzi said

    🙂 se poi si pensa allo spaurito silenzio che sigla l’incrocio degli sguardi (sempre con adorno sul pianerottolo), l’esperienza da stupefacente si fa addirittura sublime; sei d’accordo, carissimo?

  6. np said

    Adorno incontra Rod in una dark room. Buio, ti pesto.

  7. marcolenzi said

    ady gli pigia i pollici sugli occhi (“maledetto!”) e rod per tutta risposta gli rifila ‘na ginocchiata nei coglioni.

  8. np said

    Fili-berto laso.

  9. marcolenzi said

    🙂

  10. protociccius said

    “L’ho sempre lasciato intendere, io, che il neoclassicismo di certi ‘manichini’ avrebbe prima o poi dato alla testa alle nuove generazioni! Ma non hanno saputo ascoltarci, caro Marco.” (ibidem, p.1978)

  11. marcolenzi said

    caro proto,
    potresti chiarire un po’ meglio il senso del tuo commento? non sono sicuro di averlo preso al 100%… grazie, un abbraccio

  12. zapruder said

    Teo & Rod (3° puntata)

    A questo punto Rod, che e’ rientrato finalmente in possesso del nastro, si presenta, in eccentrico abbigliamento, a casa di Teo.
    Tra frasi di circostanza e sguardi taglienti il giovane mostra al professore il filmato in cui questi appare nudo, con una parrucca alla Roger Daltrey, mentre gioca scatenato a flipper nel proprio salotto col sottofondo degli Who a tutto volume.
    Teo non e’ disposto a cedere ad alcun ricatto, ma Rod sostiene di essere anche in possesso delle prove che egli e’ il mandante degli omicidi di Kaminsky e di Ulla.
    Il professore nega decisamente e, comunque spaventato, tenta di dissuadere Rod offrendogli un posto prima di bidello a Turku, poi di assistente a NewYork, quindi una cattedra in ‘fenomenologia degli stili giovanili’ a Francoforte.
    Ma Rod non e’ soddisfatto e, nel corso di un discussione sempre piu’ tesa, gli ricorda la propria infanzia, rovinata dallo zio sordo e balbuziente che lo sottoponeva ad interminabili ore di ascolto di A.Berg (flashback)
    Mentre Teo tenta di calmarlo Rod nasconde alcuni numeri de ‘il monello’ nella borsa del professore, quindi si mostra sempre piu’ deciso a portare avanti il ricatto;la produzione a fondo perduto del suo nuovo disco in cambio del silenzio.
    Teo si dice disposto a pensarci e gli chiede di richiamarlo dopo qualche giorno ma intanto, approfittando della concitazione di Rod, ha sostituito il nastro con quello di ‘violoncelliste calde’.
    Dopo che Rod e’ uscito Teo telefona a Mendez per dirgli che tutto va come previsto.
    Nel frattempo il misterioso personaggio col sigaro ha assistito a tutta la scena dai monitor del suo studio…

    3-(continua)

  13. marcolenzi said

    eh eh eh, che delirio… bene, zap!

  14. protociccius said

    Caro Marco,
    sapevo di non potermi fidare di protociccius nel commentare questo post. Come mi pare di averti già scritto (v. supra), qui nel girone dei pensatori irrisolti (dove mi relegarono dopo la mia morte prematura) non ci è concesso di intrattenere rapporti con il cosiddetto mondo dei vivi. E così sono costretto ogni volta ad affidare a un trascrittore terreno i miei messaggi a te, mio dieltto, cui voglio bene come al più caro dei miei allievi imperfetti, nonostante mi abbiano riferito delle tue cattive compagnie diatoniche. Questo protociccius mi era stato caldamente raccomandato, se non ricordo male, da un pronipote di Alban Berg a Francoforte dei Marmi, in occasione di una mia conferenza postuma sulla Demenza Senile della Musica Moderna. Ma ti dirò che avevo da tempo fin da allora il sospetto che si trattasse di un cattivo mediatore. Da quanto mi è dato di sapere sa pochissimo di filosofia e ancor meno di musica. Gli avevo detto letteralmente di farti sapere che, durante l’incontro con Rod Stewart, avevo esclamato: “E’ tutta colpa di quel manichino di Igor se siamo arrivati a questo punto!”. Ma protociccius, come al solito, si è messo a divagare (manco se avesse il talento narrativo di uno zapruder!) – e questo è il triste risultato: un commento ai limiti dell’imponderabile. Ti prometto, comunque, che la prossima volta che verrò a visitarti in sogno, per ricambiare il graditissimo incontro con Stewart, porterò con me Giovanni Allevi per un’allegra rimpatriata tra nemici.
    Ricambiando l’affetto, ti porgo i miei più cordali saluti.

    Alles Gute,
    tuo
    Theodor

  15. protociccius said

    N. B. “dieltto” e “avevo da tempo fin da allora” sono refusi e sviste da attribuire a protociccius e non a Theodor!

  16. GattoMur said

    Ehi, fondiamo (non nel senso di sciogliere…) una sezione virtuale dei Teddy Boys?

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