Il nuovo disco dei Virginiana Miller

13 aprile 2010

Conosco i Virginiana Miller da tempo immemorabile, da molto tempo prima che si formassero (Simone Lenzi da più di trent’anni, gli altri da più di venti): amici carissimi, insomma, verso i quali provo qualcosa più del semplice affetto o della semplice stima. Ho avuto il privilegio di seguirli fin dai loro primi passi, testimone dunque diretto della nascita e degli sviluppi di molte loro canzoni, e addirittura l’onore di condividere la produzione artistica del loro penultimo lavoro, Fuochi fatui d’artificio, uscito quattro anni fa. All’ascolto di questa ultima loro fatica appena pubblicata, intitolata Il primo lunedì del mondo, la mia stima si conferma intatta, anzi si rafforza: il quinto album in studio del gruppo livornese è infatti una gemma musicale sapientemente intagliata, nella quale si raggiunge un perfetto equilibrio tra parole e musica. Le preziose soluzioni timbriche, gli insoliti collegamenti armonici, la perfezione dello stile vocale e strumentale (che tocca qui vertici espressivi in canzoni come La risposta e La carezza del papa), in una parola l’originalità della proposta musicale, consegneranno così i Virginiana alla storia della canzone italiana, indipendentemente dalla lunghezza dei tempi ‘burocratici’ che saranno necessari all’effettiva registrazione, ché al valore della loro musica non corrisponde ancora un successo che ne renda pienamente giustizia, nonostante il loro pubblico sia in costante crescita. Ma questo, si sa, è il destino di molti tra coloro che viaggiano “in direzione ostinata e contraria” rispetto allo standard del gusto, alle mode e alle tendenze più corrive di un’epoca. Certo, in altri tempi e in altri contesti i Virginiana avrebbero forse trovato un pubblico più maturo e più pronto ad accoglierli, una cultura musicale di massa che, pur con il cospicuo quoziente di kitsch che le è da sempre connaturato, avrebbe concesso poco o nessuno spazio agli amici di Maria De Filippi; è infatti nella caduta vertiginosa del gusto medio, più che nel diradamento o nell’estinzione di un afflato creativo autentico nei singoli artisti, che credo vada individuato il segno più evidente della deriva culturale attuale. E i Virginiana Miller appartengono a quella categoria di artisti e di persone che pensano debbano parlare soltanto coloro che hanno qualcosa da dire e per i quali il lavoro di ricerca e di perfezionamento continuo sul suono e sulla parola è più importante di un qualunque ammiccamento volto soltanto a blandire l’ascoltatore e ad accattivarsi la sua simpatia; un atteggiamento, questo, al quale deve corrispondere nell’ascoltatore uno sforzo di concentrazione e di attenzione che lo costringa a muoversi a sua volta verso le canzoni, per un incontro a metà strada nel luogo in cui si svela il senso più autentico della comunicazione, che non è mai unilaterale e univoca ma sempre reciproca e problematica, conquistata solo se sofferta, solo se frutto di una messa in discussione di tutte quelle abitudini e quei clichés emotivi codificati dall’industria culturale. Sono musicisti, insomma, che non ti prendono per il culo, per usare un’espressione colorita e a loro cara che è diventata un po’ uno slogan del gruppo e che rende ben conto del senso del loro operato. Ed è dunque e infine dal profondo del cuore che auguro a questi cari amici non tanto il successo (che per sua natura è sempre effimero e alla fine anche indecoroso per ogni spirito nobile) ma la fama e il riconoscimento di un numero sempre più ampio di ascoltatori e di estimatori, l’amore di un pubblico esigente che sappia e voglia chiedere a una canzone qualcosa di più del semplice intrattenimento ricreativo. Che è poi quello che ho sempre chiesto anch’io a una canzone e che ho trovato in tante canzoni dei Virginiana Miller. Grazie ragazzi.

Annunci

12 Risposte to “Il nuovo disco dei Virginiana Miller”

  1. gadilu said

    Bravo. Bravi.

  2. rino said

    mi piacerebbe una tua analisi approfondita di qualcuno dei pezzi…

  3. il fatto è che i Virginiana hanno davvero sempre avuto qualcosa da dire, in un mondo dove “ognuno ha qualcosa da dire” ma perlopiù si tratta di cazzate.
    E’ per questo che a me piacciono. Perché i loro dischi sono una conversazione e non un jingle.
    Bella recensione, bravo Marco 🙂

  4. marcolenzi said

    grazie alessandro, e benvenuto nel blog!

    @ rino
    be’, volentieri; questo non è proprio il luogo adatto per un’analisi approfondita, specialmente per un’analisi tecnica, ma vedrò di soddisfazre la tua richiesta appena avrò un po’ di tempo. un abbraccio.

  5. NoiZeBoX said

    Grande Musica…

  6. […] Virginiana Miller Conosco i Virginiana Miller da tempo immemorabile, da molto tempo prima che si formassero (Simone Lenzi da più di trent’anni, gli altri da più di venti): amici carissimi, insomma, verso i quali provo qualcosa più del semplice affetto o della semplice stima. blog: rifiutando il metodo bona | leggi l'articolo […]

  7. […] Virginiana Miller Conosco i Virginiana Miller da tempo immemorabile, da molto tempo prima che si formassero (Simone Lenzi da più di trent’anni, gli altri da più di venti): amici carissimi, insomma, verso i quali provo qualcosa più del semplice affetto o della semplice stima. blog: rifiutando il metodo bona | leggi l'articolo […]

  8. […] Virginiana Miller Conosco i Virginiana Miller da tempo immemorabile, da molto tempo prima che si formassero (Simone Lenzi da più di trent’anni, gli altri da più di venti): amici carissimi, insomma, verso i quali provo qualcosa più del semplice affetto o della semplice stima. blog: rifiutando il metodo bona | leggi l'articolo […]

  9. Paolo said

    Non li conoscevo e mi sento felice di poter scrivere che mi piacciono, mi capita molto di rado. Ultimamente, però, sto cominciando a dubitare delle mie capacità di giudizio…avrò bisogno di una dritta musicologica, di uno psicologo, o di un pattone?

  10. Paolo said

    p.s.

    Last but not least, ringrazio per la segnalazione!

  11. […] Virginiana Miller Conosco i Virginiana Miller da tempo immemorabile, da molto tempo prima che si formassero (Simone Lenzi da più di trent’anni, gli altri da più di venti): amici carissimi, insomma, verso i quali provo qualcosa più del semplice affetto o della semplice stima. blog: rifiutando il metodo bona | leggi l'articolo […]

  12. […] The busiest day of the year was April 14th with 380 views. The most popular post that day was Il nuovo disco dei Virginiana Miller. […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: