To Roger Waters wherever you are

13 giugno 2010

Tratto dall’album As he stands del 1973, è uno dei pezzi di Ron Geesin che amo di più.
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5 Risposte to “To Roger Waters wherever you are”

  1. Mago Afono said

    Caro Marco, guarda cos’ho trovato:

    E in fondo c’è il link per vedere tutto il concerto.

    Mago

  2. marcolenzi said

    grazie caro.

  3. protociccius said

    Se fossimo su feisbuc cliccherei “Mi piace”.

  4. np said

    mm, non è mica un pezzo facile… 🙂

  5. marcolenzi said

    visto che siamo in tema, mi piace pensare che questo pezzo racconti una storia ben precisa, e cioè questa:

    dopo che mr. geesin ebbe concluso il lavoro di orchestrazione di ‘atom heart mother’, roger waters, resosi perfettamente conto che le parti migliori del pezzo erano proprio quelle sulle quali aveva messo mano il folle scozzese, cominciò a rodersi d’invidia, un’invidia accresciuta dalla consapevolezza che ‘music from the body’, il disco che i due avevano fatto insieme precedentemente, era in realtà un disco al quale il bassista dei pink floyd aveva contribuito pochissimo. così, in vista dell’imminente inizio delle registrazioni per ‘meddle’, per le quali si prevedeva l’uso del suono del vento, waters propose a geesin di accompagnarlo in riva a una spiaggia scozzese in pieno inverno e lo mollò lì. il povero ron rimase così solo su questa enorme e ventosissima spiaggia e, dato che stava per calare il sole, cercò di accendere un fuoco; la (comprensibilissima) arrabbiatura che lo accompagnava venne però mitigata improvvisamente e quindi volta in entusiasmo dall’arrivo di un lunghissimo corteo di bagpipers fosforescenti e impasticcati che scesero dalle colline e attraversarono il tratto più a valle della spiaggia.
    registrato il tutto, ron lo tenne in un cassetto per un paio d’anni (nessuno sa come fosse tornato a casa) finquando waters, con ‘dark side of the moon’, non ascese al cielo della stardomship divenendo ricco e famoso. a quel punto, non avendolo più visto né sentito, ron decise di tirare fuori dal cassetto il pezzo e di ‘spedirglielo’ come cartolina musicale.

    chissà se a waters è mai arrivato… (credo di no) 🙂

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