Per Francesco Orlando

24 giugno 2010

Ieri l’altro notte ci ha lasciati Francesco Orlando, uno dei più fini studiosi e intellettuali italiani. Non sta certo a me ricordare qui i suoi meriti di studioso, il suo rigore intellettuale, l’importanza e l’originalità del suo pensiero di critico e teorico della letteratura, di musicologo, nonché le sue rare doti di insegnante: i tanti lettori appassionati dei suoi libri e le migliaia di studenti che per cinquant’anni hanno affollato le sue memorabili lezioni universitarie (ne ricordo personalmente alcune straordinarie che frequentai con gli amici Simone Lenzi e Simone Marchesi nei primi anni Novanta) possono testimoniarle meglio di qualsiasi discorso commemorativo. Solo un caro, commosso e affettuoso saluto, dunque, unito alla profonda riconoscenza e all’immensa stima per la persona straordinaria che è stato.

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11 Risposte to “Per Francesco Orlando”

  1. np said

    Durante l’occupazione dell’Università nel 1989, una sera Francesco Orlando invitò a cena alcuni studenti occupandi, tra i quali chi scrive. Vedeva con simpatia quest’espressione di protesta, com’è evidente per chi lo ha conosciuto, e ci offrì una cena in un’osteria della zona del mercato, un locale che esiste ancora anche se diverso da allora. Io ricordo che, dopo le pietanze principali, quasi tutti noi commensali avevamo l’intenzione di fermarci lì, soprattutto, credo, per non approfittarne. Eppure fummo distolti da Francesco Orlando il quale dichiarò, con quella voce scolpita e stentorea che mi piace ricordare: “Esigo che tutti prendano il dolce!”.

    Caro Francesco, arrivederci.

  2. protociccius said

    Una scomparsa invisibile, quella di Francesco Orlando: non era un calciatore, una pop-star o uno dei tanti politici da avanspettacolo che animano la ribalta di televisioni e giornali. Soltanto un ritratto commosso di Laura Lepri sul “Sole24ore” che ricorda la sua attività di studioso e narratore esordiente a 75 anni (bellissimo romanzo, La doppia seduzione, uscito pochi mesi prima della sua morte) e un coro di tributi spontanei da parte di tutti coloro i quali ne hanno conosciuto personalmente il carisma didattico. Io non ho avuto questo privilegio, ma auguro una lunghissima memoria futura alla ‘lezione’ di questo siciliano eccellente…

  3. marcolenzi said

    caro proto,
    ti consiglio la visione di questa bella intervista che gli è stata fatta l’anno scorso; ti dà l’idea dell’incredibile potere fascinatorio che esercitava questa davvero straordinaria persona. un caro saluto

    @ np
    non so se te l’avevo raccontato, ma è venuto a casa mia una mattina di due anni fa. aveva bisogno di qualcuno che lo aiutasse per sistemare alcuni frammenti audio da fare ascoltare a una conferenza su wagner che doveva tenere al maggio fiorentino. fu incredibilmente squisito e simpatico (era infatti una persona sempre attenta a valorizzare le specificità di ognuno e curiosa di fare conoscenze nuove – insomma, uno che ascoltava con attenzione chiunque gli rivolgesse la parola). si scusò immediatamente con antonella per essersi presentato in casa a quell’ora mattutina “vestito come un beccamorto” (aveva un completo scuro) e giustificò quella sua piccola ‘impertinenza’ con dovizia di dettagli. poi ci spostammo al computer e gli feci un lavoro di semplicissima messa a punto dei frammenti (tagli al punto giusto, fade in e fade out, il tutto raccolto poi ovviamente in un cd): ebbene, lo riaccompagnai a casa che era raggiante, felicissimo per questo lavoro che gli aveva evitato di dover chiedere la collaborazione di un tecnico del maggio. tornato a casa ricevetti subito una sua telefonata. “marco, meraviglia: non c’è un solo errore!!!” (‘erròre’, con quel vago accento palermitano che gli era rimasto). ci risi du’ ore. bel tesoro, ci mancherà… (detto per inciso e forse inutilmente: lui e gargani sono state per me, e non credo solo per me, le due personalità in assoluto di maggior spicco di tutta la facoltà di lettere e filosofia dell’ateneo pisano, le più geniali e umanamente insostituibili e incomparabili).

  4. np said

    Ricordo benissimo questo episodio, me l’hai raccontato sei o sette volte 😉

    Ne avrei, di nanetti da raccontare, ne avrei.

    Gargani e Orlando hanno fatto parte di una straordinaria generazione di studiosi cresciuti nella Pisa degli anni ’70, come Ginzburg, Lepschy, Bodei, il matematico De Giorgi e anche altri. Bel periodo.

  5. marcolenzi said

    te l’ho raccontato sei o sette volte?! ecco, vedi, sto allegramente rincoglionendo (avevo già avuto, in effetti, qualche avvisaglia al riguardo) 🙂

    raccontaci dunque qualche nanetto, se ti va, ché questo è luogo più adatto a nanetti che a speculazioni teoretiche spinte. un abbraccio

  6. è stato un grandissimo, c’è poco da fare. per chi scrive il migliore, ma altri di noi avevano come maestro Gargani. Insomma: tra la scomparsa di tutti e due stiamo passando proprio degli anni tristi

  7. per me che ho assistito agli ultimi anni di insegnamento di Orlando è stata una rivelazione, e la cosa più bella che si potesse incontrare all’Università di Pisa. dopo aver finito l’esame, invece di prendere e buttare libri e appunti del corso (come si fa dopo la liberazione), mi sono messo (per mesi) a ricopiare al computer gli appunti, perché volevo conservarli per bene, perché volevo sfruttare ancora i suoi consigli di lettura, perché non volevo chiudere con quell’esame, con quell’esperienza. continuo a riprendere in mano quegli appunti, periodicamente. non mi è successo mai più con nessun altro.

  8. marcolenzi said

    grazie della testimonianza, viarigattieri, e benvenuto nel blog.

  9. leggo questo blog e questo ricordo su suggerimento di un amico.

    @ np: a quel pranzo ero presente anch’io. si svolse alla trattoria sant’omobono dopo la conferenza che tenne in aula a di palazzo ricci. ricordo ‘acusticamente’ quella battuta sul dolce come ricordo che, affettuosamente, pagò lui metà del conto.

    Non aggiungo altro se non un link ad un intervento di un carissimo amico su di lui.

    a presto
    Emilio Raimondi

    http://www.millepiani.net/translucid/index.php?NodeID=731

  10. marcolenzi said

    ciao emilio, grazie e benvenuto anche a te.

  11. np said

    @emilio:

    bene Emilio, sono molto contento che tu ricordassi bene come me quella battuta! Io ricordo benissimo di te, anche se non mi ricordavo che fossi presente alla cena (eravamo una dozzina circa, credo). Però, nella mia mente l’osteria di quella cena è La mescita, non Sant’omobono… 🙂

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