Best of Septober

31 ottobre 2010

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  • i cuccioli di paola massari
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  • differenza tra bona e bella
  • come si dice pittore in astratto
  • non piangere sergio endrigo e bach
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  • eugenio bennato serra pedate
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drupi

25 ottobre 2010

Il senso della vita

21 ottobre 2010

Prima o poi farò fagotto, me ne andrò sull’Isola di Pasqua e come un piccolo buddha me ne starò lì immobile a fissare i moai per ore, giorni, mesi e anni senza dire una parola, finché non diventerò un albero, quindi un cespuglio, infine un inutilizzabile pennello da barba per uno di loro.

Ho sempre pensato che il successo – inteso come pura esposizione mediatica e non ovviamente come riconoscimento pubblico della bontà di ciò che uno fa – renda l’essere umano più brutto, più stronzo e più stupido. L’uomo di successo tende infatti  generalmente a pensare che esso – il successo – costituisca di per sé un certificato del proprio valore e un salvacondotto per esercitare una certa forma di potere e di plagio sugli altri. “Se sono arrivato fin qui, ci sarà un motivo”, egli si dice fra sé, confortato dall’entusiasmo suo, del suo entourage e del suo pubblico e dimenticando (o rimuovendo deliberatamente) il vero motivo per cui appunto si trova ‘lì’, motivo che nella stragrande maggioranza dei casi è puramente accidentale e fortuito e non dipende minimamente dal suo effettivo valore di persona più intelligente, dotata e talentuosa di altri. Tale delirio di entusiasmo e di onnipotenza porta spesso gli uomini di successo a negare la realtà e financo l’evidenza delle cose, a mancare di rispetto e a non riconoscere i diritti di chiunque si trovi un gradino al di sotto di loro nei cosiddetti ‘indici di gradimento’ del pubblico.

Nello specifico, di recente i Negramaro (gruppo pop italiano di successo, che io però considero insulso, cialtronesco e di nessun valore) si sono distinti per aver dichiarato di essere stati i primi a realizzare un video in 3D (“il primo video in 3D nella storia della musica” – così l’hanno definito); invece questo primato spetta al gruppo livornese degli Hollowblue, i quali hanno realizzato appunto prima dei Negramaro un video in 3D, diretto dai registi Francesco Rotunno e Alessandra Vinotto, che loro però hanno presentato, in quanto persone un po’ più oneste e rispettose della verità, come “il primo video in 3d fatto in Italia”. Ora, nonostante questo video (degli Hollowblue) abbia vinto il primo premio a un importante festival di Hollywood e nonostante i Negramaro abbiano dichiarato di essere a conoscenza di tale fatto, l’ufficio stampa del gruppo pugliese si è rifiutato di rettificare il proprio comunicato a favore dei secondi adducendo spudoratamente come motivo la “ben più ampia attenzione di pubblico di cui godono i Negramaro”. Che senso avrebbe infatti, secondo questa logica aberrante, smentire una notizia che riguarda un gruppo così noto a  favore di un gruppo molto meno conosciuto? Che tale notizia sia vera o no, ovviamente, non ha alcuna importanza di fronte alla ghiotta opportunità di impreziosire il proprio curriculum con un tale primato, per non dire della cocente delusione che subirebbero i fans del gruppo in seguito alla ‘indecorosa’ rettifica. Invece da quell’ufficio stampa, mosso evidentemente da pietà e commiserazione, è stata fatta una straordinaria controproposta: i Negramaro avrebbero scritto una lettera che gli Hollowblue avrebbero dovuto leggere alla prima occasione di premiazione pubblica e nella quale il grandissimo gruppo (i Negramaro, signori! Voglio dire, mica i Pink Floyd…) esprime tutta la sua ammirazione e incoraggiamento per il piccolo gruppetto provinciale che con scarse risorse e mezzi primitivi (cosa assolutamente falsa, dato che tra i motivi della premiazione americana vi era l’alto livello tecnico della realizzazione) si è dato così tanto da fare per seguire la scia dei campionissimi…

Insomma, per farla breve: nei fatti i Negramaro contano di più degli Hollowblue, e quindi hanno tutto il diritto di usurpare un primato che spetta ai secondi. È il diritto del più forte, no? cioè del più brutto, del più stronzo, del più stupido.

Una delle più belle sequenze della storia del cinema, tratta dal film che amo di più.

Vom Himmel hoch

3 ottobre 2010


Vom Himmel hoch (1993) per tre voci femminili. Registrazione dal vivo effettuata da Nicola Buso al Museo di Santa Caterina di Treviso, in occasione della rassegna ‘L’arsenale 2009 recercare_bach’, il 12 novembre 2009. Pubblicato nel cd ‘report #00 l’arsenale 2005-2009’, con musiche di Nildo Sanvido, Nicola Buso, Eric Maestri, Filippo Perocco, Federico Costanza, Lorenzo Tomio, Marco Lenzi, Alessio Rossato, Riccardo Vaglini, Stefano Trevisi (http://www.larsenale.com). A Livia Rado, Silvia Toffano e Francesca Poropat, straordinarie interpreti, e a Filippo Perocco, direttore dell’ensemble L’arsenale, vada il mio ringraziamento più affettuoso e sincero.