Il senso della vita

21 ottobre 2010

Prima o poi farò fagotto, me ne andrò sull’Isola di Pasqua e come un piccolo buddha me ne starò lì immobile a fissare i moai per ore, giorni, mesi e anni senza dire una parola, finché non diventerò un albero, quindi un cespuglio, infine un inutilizzabile pennello da barba per uno di loro.

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11 Risposte to “Il senso della vita”

  1. protociccius said

    Dieci e lode 😉

  2. gadilu said

    Curioso davvero. Uno degli ultimi libri che ho letto (consigliato caldamente) è “Come imparare a essere niente” di Alessandro Banda.

  3. marcolenzi said

    @ proto
    😉 ciao carissimo

    @ gadilu
    il titolo indubbiamente attrae.

  4. da said

    saresti -temporaneamente- l’unico albero su tutta l’isola, destinato, come usa, ad essere abbattuto
    ciao Mà

  5. marcolenzi said

    già, è vero, avevo letto da qualche parte che in quel posto meraviglioso (io credo sia il posto più bello del mondo) non ci sono alberi… grazie per avermelo ricordato, da, vorrà dire che mi metterò un cartello al collo con la scritta “abbiate pietà di me”. 🙂

  6. gadilu said

    Io penso al caso. L’isola si chiama così perché fu avvistata il giorno di Pasqua ecc. Se fosse stata nominata dopo lo sbarco (e quindi dopo il ritrovamento di quelle sculture) sarebbe stata chiamata probabilmente Isola dei Grugni. O no?

  7. gadilu said

    Oh, Marco. Guarda qui. Ho fatto delle ricerche e ho visto che l’Isola di Pasqua è un’isola turistica come tante altre (quindi niente eremitaggio, mi dispiace per te). Però ho trovato tre casette belline belline:

    Sono tre. Una per me, una per te e una per Angelo 41. Come si starebbe bene! No? ‘un si starebbe proprio bene?

  8. marcolenzi said

    nooooo, che delusione! e io che pensavo fosse ancora allo stato selvaggio… gli esseri umani devono SEMPRE rompere i coglioni, ma come mai??!! tra le varie definizioni di essere umano che aristotele produsse per distinguerci dalle bestie (‘zoòn politikòn’, etc.) mi pare manchi proprio quella di ‘animale rompicazzo’ (non so come si dica in greco, ‘zoòn …boh!’). che palle, però…

    (PS comunque ok, vada per le tre casine 😉 )

  9. Tiziano said

    Io penso a una baia davanti a una vecchia baleniera arrugginita (Georgia australe? Terranova?), un luogo dove chiamare senza timore di ricevere risposte.

  10. zapruder said

    Io ho sempre avuto un’ altra immagine di eremitaggio: un posto come questo

    Ecco dove vorrei rinchiudermi un intero inverno, insieme ad una ragazzina a riscaldarci con sesso, fondute e pittura selvaggia.

    Aggiungerei:
    libreria fornita, dispensa piena, musica in abbondanza, una o piu’ piastrelle di ‘marocco’

    NB:
    Sono previste solo sporadiche brevi uscite
    – rigorosamente dopo le 18 – per eventuali urgenze tecniche (stracchino, cartine, bianco-titanio…)

  11. marcolenzi said

    @ tiziano
    il miglior bach. inarrivabile. grazie caro.

    @ zap
    sei decisamente più edonista di me, a quanto pare. 😉

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