Memorie di Adriano

5 dicembre 2010

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25 Risposte to “Memorie di Adriano”

  1. pappalardo ministro alla cultura: nomen est homen

  2. np said

    il post del secolo.

  3. marcolenzi said

    @ np
    🙂 grazie
    (ora sento einaudi se mette questa foto nella prossima ristampa del libro della yourcenar…)

    @ giuseppe
    farebbe molto meglio di sandro bondi, su questo non ci piove. 🙂

  4. gadilu said

    Io mi inchino.

  5. Tiziano said

    Meglio di Sandro Bondi anche Maurizio Lucarelli (il babbo di Cristiano) o Cinzia la nuora di Annabella, quella del banco carni al mercato.

  6. Bella mole, Adriano.
    A Roma lavoravo a Palazzo Venezia, dieci mesi fa mi hanno trasferito a Palazzo Barberini. Riguardo Bondi, Resca, i vari sottopanza dal dandissimo Mario Augusto Lolli Ghetti e la tremebonda dr.ssa Vodret all’ex soprintendente prof. Strinati, per finire con gli appaltatori delle ditte legate ad Anemone, provo uno scoramento infinito.

  7. marcolenzi said

    lo credo bene.

  8. angelo41 said

    Non date addosso a Bondi che è persona sensibile, molto gentile e non ha colpe se un muro millenario crolla.
    Che io ricordi tanti muri sono crollati a Roma e nessuno ha chiesto la testa del Ministro o dell’Assessore alle Antichità.
    Ricordatevi che abbiamo avuto Ministro in quel Dicastero un tale che si chiama Veltroni, poi una certa Melandri e, prima ancora, la Bono Parrino.
    Ed ho detto tutto.

  9. giuseppe gavazza said

    Bondi non ha colpe se un muro crolla: vero. Ha responsabilità certo, ma non si chiede la sfiducia per questo. Solo un’informazione da rotocalco pensa che i danni fatti alla cultura e al patrimonio culturale siano li. Ma davvero crede che la richiesta di sfiducia sia dovuta al crollo del muro di Pompei? Ormai il potere è talmente arroccato su posizioni sensibili alla audience che un premier ladro, colluso con la mafia, corrotto, corruttore, bugiardo (non ha mantenuto una delle famose promesse del Contratto con gli italiani: si ricorda?) cadrà perché uscirà su qualche giornale qualche foto che lo ritrae mentre fa sesso con minorenni. Bondi che sta demolendo la cultura e l’arte cadrà perché è crollato un vecchio muro. Fin troppo facile il paragone con Al Capone che finì in galera per evasione fiscale. Il gioco di dire che altri hanno fatto peggio, intanto è da dimostrare (difficile non criticare Veltroni e Melandri, ma Bondi è indifendibile) e poi è uno sciocco gioco a farsi del male. D’accordo, i precedenti ministri alla cultura erano degli incapaci: allora dobbiamo continuare? Dopo 40 anni di monocrazia DC allora non dovremmo lamentarci più di nulla ? Mi pare che qualcuno faccia proprio così. Auguri. Non ho voluto fare figli e vivo sempre più all’estero, per fortuna. Sono sempre meno problemi miei.

  10. angelo41 said

    Dall’estero dovresti avere una propettiva diversa dei nostri problemi, che sono tanti e non percepibili per uno straniero, tanto sono assurdi.
    Cominciamo col dire dove sta scritto che lo Stato debba finanziare gli spettacoli in genere ed il cinema in particolare?
    Se l’attore o il regista non vanno e non hanno successo, devono cambiare mestiere, non essere assistiti continumente. Diventano impiegati statali e
    scivolano sempre più verso la mancanza di idee.
    Lo sai quanto costano allo Stato i teatri, lirici e di prosa? Gli spettatori non mancano e chi resta al palo significa che non sa esprimere idee geniali.

    Tutto qui, ma il discorso è complesso e delicato, Bondi ha cercato di risparmiare sulle spese inutili
    e si è inimicato i sindacati ed i partiti che più lucravano sui finanziamenti.
    Il Genio e l’Arte non hanno bisogno di finanziamenti,
    si evidenziano con i risultati.

  11. giuseppe gavazza said

    non concordo per nulla: arte e genio sono sempre esistiti grazie ai finanziamenti. Nel passato si chiamava mecenatismo: e a pagare erano aristocrazie e chiesa. Senza finanziatori non sarebbero esistiti Michelangelo, Bernini, Mozart, Bach, …. non sarebbero esistite e non esisterebbero le biblioteche, i musei, gli archivi storici.
    Il finanziamento italiano per teatri lirici e di prosa è molto inferiore a quello di nazioni come Germania, Francia, paesi Scandinavi, Olanda, Spagna,… che io considero più civili. Chi sarebbero oggi i Geni dell’Arte in Italia che vivono (o vivrebbero) senza finanziamenti? Solo una decina di nomi per cortesia in campi diversi come musica, lirica, teatro, arti visive. Grazie

  12. marcolenzi said

    pur riconoscendo la delicatezza del discorso, a me par proprio che dica bene il gavazza. sarebbe un discorso da approfondire, comunque. vedrò di proporlo nei prossimi post (ma quando cazzo lo trovo il tempo? 🙂 ). ciao amici

  13. giuseppe gavazza said

    a proposito: non sono uno straniero, sono un italiano che si ritrova sempre più spesso a fare l’emigrante per poter vivere l’arte e la cultura.

  14. angelo41 said

    Dici bene tu, Marco. Dove cazzo trovo il tempo di seguire decine di blog, senza contare attività personali che mi prendono altro tempo. Alla fine mi scordo dove ed a chi ho scritto.
    Ho una rubrica dove segno tutte le discussioni, per ricordarmi di rispondere, ma molte restano senza.
    Per restare al Gavazza, insisto con la mia tesi: il Genio e l’Arte non hanno bisogno di sovvenzioni.
    Michelangelo, Bernini, Mozart, Bach, non avevano bisogno di legarsi al “Signore” di turno. Dietro la loro porta c’era la fila dei committenti e non riuscivano ad accontentare tutti.
    Il fenomeno riguardò gli artisti “minori” (che al confronto di quelli di oggi erano giganti), i quali
    preferivano lavorare per uno e nello steso posto, piuttosto che viaggiare ed affrontare le incognite di rapporti che non garantivano il pagamento ed il conforto di un alloggio.
    Il mecenatismo nacque col fiorire delle arti, quando
    la richiesta era forte ed un bravo artigiano o un bravo artista si legavano ad un padrone assicurandosi vitto e benevolenza, restando in esclusiva al loro servizio.
    Oggi ci sono le mezze tacche che strappano la vita con i denti, non conoscendo un mestiere sono buoni a tutto e si buttano nel cinema, nella pittura e nel teatro così detto di “avanguardia”, fanno politica e servono un partito o un’idea e campando con piccole commissioni pubbliche, ricevute da amministratori da loro votati.
    Non esiste l’artista isolato che viene finanziato dallo Stato. Appartiene sempre ad un gruppo politico o sindacale.
    Posso capire l’aiuto iniziale per un giovane dalle idee fertili, ma poi deve dimostrare di camminare da solo, altrimenti non è tagliato per quel mestiere.
    Mi pare che una volta c’era il prestito d’onore per aiutare a mettere su un’attività artigianale, ma si rivelò un fallimento perchè nessuno riusciva a decollare.
    Per tornare al discorso iniziale non esiste il finanziamento perpetuo con sperpero di soldi, specie in un momento di crisi. Conosco guitti e “artisti”
    che non vendono o nessuno va a vedere, ma sono mantenuti di Stato.

  15. giuseppe gavazza said

    il concetto di arte fatta solo da pochi geni non è realistico. E cosa c’entra “legarsi al signore di turno”? Non ho difeso il clientelismo delle sovvenzioni, certo esiste, ma andrebbe risolto non azzerando.
    Non sarebbe esistito Mozart senza i compositori minori ormai dimenticati, senza i musicisti mediocri che lo eseguivano: in ogni caso mi confermi che anche Mozart visse di sovvenzioni. Che poi ci fosse la fila tra gli aspiranti mecenati non cambia. Intanto vai a leggerti le lettere di Bach, umili e supplicanti il suo mecenate; Bach non era un genio perché doveva chiedere umilmente danaro? L’arte è un bene di tutti e per me un bene di tutti è qualcosa di attivo, qualcosa che si fa non qualcosa che si subisce e si consuma. Detesto il divismo e le parole con la maiuscola retorica. Il Genio: certo, serve a vendere, come l’Arte. I grandi eventi si autofinanziano ma non tanto per la qualità della proposta ma per il marketing che li regole, vendono così come vende la Coca Cola. Ci sono bibite migliori sconosciute, che ne so, il Chinotto.
    Sovvenzioni spese male non significa che le sovvenzioni sono inutili. Intanto alla mia domanda di indicarmi chi sarebbero i geni di oggi che non hanno bisogno di sovvenzioni non hai risposto, così come non so cosa pensi delle sovvenzioni in Germania e Scandinavia, ad esempio. O del sistema di sovvenzione pubblica che Abreu ha costruito in Venezuela per le orchestre giovanili. Tutti soldi sprecati, certo.
    Le orchestre che suonano Mozart e Verdi, i teatri che mettono i scena Shakespeare e Pirandello vivono di sovvenzioni, senza chiuderebbero. Le sovvenzioni non andrebbero sprecate: questo dovrebbe essere l’obbiettivo, non quello di compiacersi di orchestre che vengono chiuse. ma certo è più facile tagliare che riorganizzare un sistema di sovvenzioni non clientelari efficiente.

  16. giuseppe gavazza said

    Per me la storia sono donne e uomini che lavorano e si impegnano con
    determinazione: scrivono romanzi e novelle, dipingono quadri, compongono musica.
    Questa é la storia: il lavoro,il sacrificio, l’energia, apprendere e fare l’arte
    con la dedizione della mistica dei secoli passati. E che cosa é la civiltà: o uno
    inventa o muore. (M.FELDMAN, intervista su Musica Realtà n.19 aprile 1986, p.57)
    Questa è l’arte: il lavoro,il sacrificio, l’energia, la dedizione. Anche senza Genio.

  17. angelo41 said

    Vedi caro, c’è genio e Genio ed arte e Arte.
    Forse non azzecchi il concetto. Un Genio di oggi è Morricone, per esempio, poi l’arte è di tutti una volta compiuta; prima occorre comporla e per farla ci vuole, appunto, un genio che lavori per ispirazione a prescindere da quando gli renderà in quattrini.
    Mi rendo conto che la mia è una concezione romantica dell’arte ed il tuo discorso non è del tutto sbagliato. Il fatto è che in Italia non c’è nulla di regolare e tutto si risolve in favori, ottenuti e dati, appecoronamenti, voltagabbana e ladri.
    Dove ci sono soldi da distribuire si creano affari che nulla hanno a che fare con la legge che ne prevede l’elargizione.
    Purtroppo è così, il banco è saltato e non si capisce più nulla di dove vanno a finire i nostri soldi.

  18. giuseppe gavazza said

    angelo anonimo, non ho bisogno dei tuoi paternalismi affettuosi. Il concetto l’ho azzecato, sei tu che arrocchi e cerchi di depistare. Morricone, certo. Allora anche il Nobel per la letteratura a Dan Brown? E quello per la fisica a Piero Angela ?

  19. marcolenzi said

    in una società (per me) ideale l’arte non sarebbe un lavoro né l’artista un ‘professionista’. in un merdajo come questo tutto è inevitabilmente incasinato e impaludato.
    comunque, angelo, suvvia, il ‘Genio’ e l”Arte’ con le maiuscole… oltretutto correlandoli con le ‘vendite’ e i riconoscimenti del ‘pubblico’. se contano le copie vendute, allora ‘grease’ dovrebbe valere mille ‘unknown pleasures’ e morricone diecimila webern. è ridicolo.

    ps a morricone gli abbiamo voluto tutti bene, però ora potrebbe anche levarsi di ‘ulo e lascia’ spazio ai giovani, invece di continua’ a scrivere orribili, scialbissime musiche per orribili, scialbissime fiction di una orribile, scialbissima tv. e poi, presentarlo come modello di Genio Musicale Italiano… mah, mi sembra un po’ esagerato.

  20. angelo41 said

    Tu, maestro di musica, mi insegni che la versatilità
    dell’artista è indice di ottima preparazione e di genialità intrinseca.
    Tutti i compositori hanno un loro stile, riconoscibile fin dalle prime battute. Per esempio Rota è allegro e triste insieme, alla maniera dei clown; Trovaioli è musicale e scanzonato; Zacarias, ricordi? elaborato e pieno di violini; Mancini, sentimentale. Morricone invece ha spaziato su tutti gli stili ed ha usato gli strumenti più disparati.
    Il flauto di Pan in C’era una volta in America è un’innovazione, semplice e geniale, i fischi e le trombe nei film Western, una trovata efficace nel contesto delle sequenze sceniche, senza contare lo struggente motivo di Nuovo cinema Paradiso.
    Ti ricordo pure la originale composizione ispirata all’11 Settembre, poco conosciuta ma sentitissima per chi conosce i fatti.
    Come vedi una carriera prestigiosa al top dell’espressione musicale ed è ingiusto da parte tua
    scrivere che si deve tolgliere dai ‘oglioni.
    Caro Marco, il Genio non ha età, nè patria, nè partito politico. Per sua stessa ammissione Morricone si è dichiarato comunista; per me è un limite dell’uomo e non inficia tutta la sua meravigliosa produzione artistica.

  21. marcolenzi said

    angelo,
    la versatilità è indubbiamente indice di ottima preparazione, non so se anche di ‘genialità’. mi citi tutti compositori di colonne sonore: la musica è anche qualcos’altro. ma poi, davvero, non ha senso fare una classifica, se non di gusti e predilezioni personali… non c’è bisogno che mi ricordi delle belle cose fatte da morricone, le conosco bene e ne apprezzo tante, figurati. è davvero difficile parlare male del morricone cinematografico (l’altro morricone, secondo me, è invece di gran lunga meno interessante). per quanto riguarda l’essere comunisti, poi, è per me tutt’altro che un limite, anzi. la cultura italiana sarebbe stata di qualità di gran lunga inferiore senza l’apporto di artisti di sinistra. una cosa, spero ammetterai data la sua chiara evidenza, inconfutabile. (ti prego però, nel caso tu non lo ammettessi, di non imbarcarmi in questo tema sul quale ho già scritto fiumi di inchiostro virtuale qui ma soprattutto altrove). grazie, un caro saluto.

  22. angelo41 said

    Ho scritto di getto e non ho avuto più modo di correggermi.
    Il limite dell’uomo non è l’appartenenza al P.C.I. ma, per un genio, l’aderire a qualsiasi partito.
    Un grande artista appartiene alla comunità ed è riduttivo, secondo me, dichiarare la propria fede politica.
    Ho citato solo le colonne sonore perchè, appunto, sono il meglio di Morricone. Mi pare di capire che per te c’è un livellamento per gli artisti musicisti.
    Probabilmente dipende dal fatto che conosci la musica e per te è “normale” comporre ad un certo livello. Io, invece, non conosco la musica anche se ascolto ed apprezzo di tutto (classica, canzonette ed operistica) e, da orecchiante, mi entusiasmo di più per certi motivi o certe trovate musicali.
    Devi modificare il blog per consentire la correzione
    di un commento; la finestra di scrittura è piccola e non consente agevolmente la rilettura. Ciao.

  23. marcolenzi said

    perché sarebbe un limite aderire a un partito? non capisco. si è tutti di parte, e per fortuna. l’artista appartiene alla comunità? forse volevi dire la sua arte più che lui. lui sarà pur sempre uno che la penserà in un modo o in un altro e non è mai disdicevole, da parte di chicchessia, esplicitare in quale.

    PS se riesco a capire come si fa modificherò la finestra di scrittura.

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