I bambini atei

30 settembre 2013

simbolo ateismo

I bambini atei sostituiscono la Chiesa con la casa e Dio col nonno. Per me almeno è stato così. La religiosità – intesa etimologicamente come ‘legame’, come senso di appartenenza a qualcosa di più grande di noi, sia esso un ordine divino o naturale – non è appannaggio esclusivo delle religioni, anzi è una componente essenziale della vita umana. La differenza consiste nel fatto che, mentre ai bambini religiosi viene insegnato che il senso della vita si trova fuori della vita stessa, altrove e oltre, a quelli atei viene insegnato ad amare le cose del mondo in sé stesse, senza la necessità che trovino una collocazione nel quadro di un disegno divino. Credo che tutto ciò abbia un’incidenza sulla vita di ciascuno di noi e segni indelebilmente il modo in cui ci rapportiamo al mondo e agli altri.
Così, nei momenti in cui torna a scuotermi la domanda fondamentale sul senso della vita io non penso mai a quel che succederà dopo la morte, non mi prefiguro alcuno scenario paradisiaco o infernale, ma rivedo gli oggetti della mia infanzia e i gesti delle persone che ho amato, come se il senso della vita consistesse semplicemente nel piacere di averla vissuta, o tutt’al più nella speranza di riviverla, e non nella sua trasformazione in forme di vita ulteriori.

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