sassi

La musica non è un sistema chiuso. Non è una cassaforte la cui combinazione si trova soltanto nelle tasche dei musicisti. La musica è un sistema aperto, un oceano sconfinato. Non appartiene ai musicisti ma all’intera umanità, agli animali, alle piante, alle pietre, al vento. Non è esclusiva, classista, preziosa, sdegnosa. Si lascia penetrare dagli altri linguaggi, si lascia rifondare, rivoltare come un calzino. Non ha paura di perdere l’identità: le piace anzi trasfigurarsi, nascondersi, cambiare. Non ama soltanto i ‘professionisti’, non ha bisogno di custodi che la proteggano, di sacerdoti che ne custodiscano l’integrità. Ama ugualmente i bambini, gli ingenui, i virtuosi, i buffoni. Un pianoforte, per esempio (anche uno Steinway), è contento se qualcuno gli mette tra le corde pezzi di gomma, di legno, di metallo; e se qualcuno addirittura gli sega le gambe, ride. La musica è talmente generosa che si lascia frequentare anche dai cretini.
E soprattutto, alla musica non frega una cippa dei problemi che assillano i musicisti.

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