Chi sono Non è che sia particolarmente bravo a parlare di me, né amo farlo. Ma poiché credo sia doveroso presentarmi ai frequentatori di questo blog, cercherò di farlo meglio possibile e soprattutto brevemente. Mi chiamo Marco Lenzi, sono nato a Livorno il 16 luglio 1967 e vivo tuttora nella città del porto toscano. Ho compiuto studi musicali all’Istituto Musicale Pareggiato ‘P. Mascagni’ della mia città, dove ho conseguito il diploma di chitarra classica sotto la guida di Flavio Cucchi, e umanistici all’Università di Pisa, dove mi sono laureato in filosofia con Aldo Gargani. Insegno nelle scuole pubbliche dal 1992: per tre anni ho insegnato chitarra classica in una Scuola Media a Indirizzo Musicale, poi sono entrato di ruolo nella Scuola Elementare. Da cinque anni insegno anche in alcune classi a indirizzo musicale del Liceo Classico di Livorno e da due presso il Biennio di Specializzazione dell’Istituto ‘Mascagni’, dove tengo un corso di ‘Composizione per la Popular Music’. Oltre all’insegnamento, che è la mia professione in senso stretto, mi dedico da molti anni alla composizione e alla ricerca musicologica; ho all’attivo circa una quarantina di composizioni di musica vocale e strumentale, molte delle quali sono state pubblicate ed eseguite in varie città italiane e straniere, e diversi saggi, perlopiù dedicati alla musica del Novecento, pubblicati su alcune riviste specializzate. È inoltre uscito nella collana Le Sfere di Ricordi-Lim il mio primo libro, una monografia sul compositore americano Morton Feldman. Tengo regolarmente conferenze e seminari di argomento musicale.

Bene, penso che su di me possa bastare. Chi invece volesse sapere qualcosa di più dettagliato sul mio curricolo o vedere l’elenco completo delle mie composizioni e ascoltarne alcune, può visitare la mia pagina reverbnation a questo indirizzo:

https://www.reverbnation.com/marcolenzi

Per chi invece volesse contattarmi, questa è la mia e-mail:

lenzilenzi@alice.it

Perché questo blog Un blog, così io credo, dovrebbe essere una sorta di diario aperto nel quale si annotano pensieri, riflessioni, considerazioni varie che chiunque può commentare. In questo senso esso possiede un intrinseco carattere libero e democratico: non si deve rendere conto a nessuno di ciò che vi si scrive, né vi sono filtri o censure che possano condizionare o stravolgere il proprio pensiero. Ma ha anche dei limiti ovvi: non può e non deve sostituire i rapporti umani, il contatto diretto con gli altri. Nessuno scritto potrà mai valere lo sguardo, la voce, la mimica, l’odore, in una parola la presenza di un essere umano. Un blog dovrebbe quindi essere considerato, a mio parere, nient’altro che un’occasione di confronto su argomenti di interesse comune. Ho dunque aperto questo blog, spronato dal fraterno amico Gabriele Di Luca, per confrontarmi con tutti coloro ai quali stia a cuore l’avvenire della musica in questo paese e non solo in questo paese. Credo infatti che mai come oggi siano a rischio di estinzione interi settori dell’arte musicale, primo fra tutti quello della sperimentazione e della ricerca sonora. La forza cieca e perversa del pensiero unico e omologante sta assumendo profili e dimensioni sempre più inquietanti, che riflettono perfettamente la sempre più ampia forbice tra un’enorme ricchezza concentrata in pochissime mani e una dilagante povertà culturale e materiale che investe strati ogni giorno più larghi della popolazione mondiale. Un blog, dunque, polemico per vocazione, schierato anche politicamente contro il mainstream in difesa di ogni forma di differenza espressiva e di minoranza culturale. Dunque un blog dalla parte di chi osa, di chi si espone, di chi ha coraggio. Perché, come disse Edgar Varèse, “comporre è facile, aver coraggio è difficile”. Vi aspetto.

Due parole sul titolo Il titolo di questo blog si riferisce, come (quasi) tutti i musicisti sanno, al più celebre e diffuso metodo di solfeggio, da centoquarant’anni sorta di abbecedario musicale universale dell’Italia post-unitaria. Lungi da me screditare l’onestissimo autore, il buon Pasquale Bona (1808-1878): il rifiuto, bonario, è sempre e solo per l’uso nefasto che se ne è fatto e che ancora purtroppo se ne fa, espressione di un atteggiamento accademico sterile e idiosincratico, lontano anni luce dal paesaggio sonoro in cui siamo immersi da oltre un secolo ormai. La musica è altrove.

Un’ultima nota Sono livornese e se questo significa qualcosa, significa che non posso prendermi troppo sul serio. Credo sia l’unica cosa davvero ‘ganza’ che abbiamo noi livornesi: questa irresistibile tendenza a ironizzare su tutto, l’irresistibile coazione a distruggere – sia pur bonariamente – comunque tutto e tutti, alla fine. Nessuno a Livorno può parlare seriamente per più di un’ora di Spinoza o di Nietzsche. Può, ovviamente, parlare seriamente di Spinoza o di Nietzsche (anche, anzi soprattutto, quando non gli riesce), ma poi dopo un po’ bisogna che in qualche modo li mandi allegramente affanculo entrambi, magari pensando alla disumana capacità di dominare le passioni propria di Spinoza o all’entusiasmo che Nietzsche nutriva per l’insulsa musica del suo amico Peter Gast. Se un livornese non fa così, se si congeda dal suo interlocutore senza aver detto che Leonardo da Vinci era una testa di ‘azzo, rimane con la sensazione che qualcosa non torni. Perciò perdonatemi se spesso vi imbatterete in divagazioni che non sembrano aver niente a che fare con la musica, o se ogni due o tre post ‘troppo’ seri ne arriverà uno frivolo o espressamente idiota. Non voglio dimostrare nulla né tantomeno offendere qualcuno.* Per me, è semplice fisiologia culturale.

* a parte Al Bano e Allevi, ovviamente.

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53 Risposte to “Chi sono e perché ho aperto questo blog”

  1. barbara said

    Caro Marco,
    colgo l’occasione per salutarti con tanto affetto.
    MI accingo a cominciare un progetto di animazione musicale nelle scuole materne ed elementari della zona: non userò il Bona, ma tante suggestioni datemi da corsi, seminari e letture, in particolare il metodo Orff, che ritengo illuminato rispetto alle tradizionali impostazioni, perchè prima di tutto la musica la fa FARE fin da subito, con il corpo, con il movimento, con la voce, e poi perchè valorizza il repertorio popolare di tutto il mondo, non ultimo il nostro, ricchissimo di filastrocche, giochi, conte, melodie di struggente bellezza.
    Poi includo metodologie educative di “ampio spettro”, in particolare le tecniche del rinforzo positivo, dell’apprendimento cooperativo e le recenti acquisizioni nel campo delle neuroscienze sull’influenza delle emozioni nei processi di apprendimento.
    Trovo che sia doveroso allargare le proprie conoscenze dalla didattica nuda e cruda (ti insegno cos’è una semiminima e ti faccio fare esercizi noiosi che ti faranno passare la voglia di suonare) alle nuove prospettive sull’apprendimento in termini neurochimici, psicologici e sociali.
    Per finire, io quando insegno mi devo divertire.
    DIvento una bambina tra i bambini e il mio entusiasmo (sincero) diventa coinvolgente.
    Spero così di contribuire nel mio piccolo a far si che i bambini diventino via via più esigenti e imparino a selezionare meglio i loro ascolti, alla ricerca di emozioni e bellezza, contro la ripetitività statica dei modelli commerciali.

    In bocca al lupo per il NOSTRO lavoro!
    Un caro abbraccio,
    Barbara

  2. marcolenzi said

    cara barbara,
    grazie per la solidarietà e auguri tanti anche te per il (davvero) NOSTRO lavoro. un abbraccio
    🙂

  3. Ebe Panella Ianniello said

    Ciao Marco, che bellezza aprire la posta e trovare il tuo scritto!Nonostante io non sia più giovanissima e nella scuola pubblica da un trentennio, sento da tempo il bisogno di UUURLAAAAAREEE al mondo tutti i miei disagi nel campo culturale/sociale/musicale…senza trovare mai la chiave giusta per rimboccarmi le maniche a fianco di qualcuno e cominciare a cercare di rivoluzionare o almeno smuovere qualcosa in questa melma cimiteriale schifosa che ci circonda;spero di poterlo fare con te!Ma, mi raccomando, con spirito battagliero sì, ma COSTRUTTIVO, VOLITIVO, POSITIVO:il futuro è nostro, dài, forza!!Un abbraccio, buon anno,Ebe

  4. marcolenzi said

    cara ebe,
    grazie per l’incoraggiamento, che accolgo e ricambio volentierissimo! speriamo, davvero, che qualcosa si smuova. certo, “al peggio non c’è mai fine”, come si suol dire, ma riuscire a fare peggio di così la vedo dura… per quello che posso vedere, ho una certa fiducia nei giovani. grazie per l’adesione, a presto. ti abbraccio

  5. Marta Mariani said

    Quando si tratta di camminare in “direzione ostinata e contraria” io ci sono!
    In bocca al lupo per il blog, che da oggi continuerò a frequentare!
    a presto

  6. Rossana Chiti said

    OK, Marco! Buon anno e a presto.
    Rossana

  7. gabran said

    Allora posso seguirti anch’io, visto che condivido?
    Ciao Marco!
    gabriele

  8. marcolenzi said

    ciao gabriele, benvenuto nel mio blog. che piacere!

  9. riccardo biadene said

    Caro Marco,
    salgo sul tuo veliero qualunque sia la meta, le premesse per un viaggio degno di tal nome ci sono tutte e da lungo tempo, l’urgenza del momento chiede di salpare sull’abbrivio ed il vento che le tue note soffiano.

    un abbraccio
    Riccardo

  10. marcolenzi said

    grazie caro riccardo, non potrei desiderare parole più belle. ti abbraccio anch’io.

  11. alessandro salvadori said

    ciao marco,
    lunedì scorso ho cominciato una serie di incontri in una scuola media di Genova che ci porterà, spero, a mettere in scena un particolarissimo Rigoletto con i bambini come attori e numerose contaminazioni critico-ironiche nel testo.
    Spero e credo di poterlo affrontare nello spirito del “rifiuto del Bona”…
    Chi meglio dei bambini può darci una mano a cambiare lo sguardo?
    un abbraccio.
    Alessandro

  12. marcolenzi said

    carissimo,
    che piacere trovarti qui! sei già automaticamente promosso membro onorario del blog. spero di rileggerti ancora, dunque. un abbraccio anche a te e buon lavoro!

  13. gabriella brizzi said

    Caro Marco, i miei più sentiti apprezzamenti per l’iniziativa alla quale offro il mio sostegno incondizionato. Leggendo il tuo blog ho avvertito l’aprirsi di uno spiraglio di vitalità culturale destinato a lasciare una bella impronta.Pur essendo un’insegnante ormai veterana, non ho perso nè amore per la musica nè la passione per l’insegnamento, e ritengo proprio ora che , per ordinamento, si cerca di distruggere le valenze formative dell’educazione pubblica sia necessario opporsi all’invio delle giovani menti dei giovani alla disfatta. Cercherò ti impegnarmi mandoti periodicamente un diario documentato su come si cerca di disfare la scuola e come difendere l’importanza dello studio della musica… rifiutando il Bona!. Vedrai tu come e se utilizzarlo. Grazie Gabriella Brizzi

  14. marcolenzi said

    MEGLIO TARDI CHE MAI

    oops, mi accorgo solo ora di aver risposto a tutti tranne che a marta, rossana e gabriella: perdonatemi la prolungata distrazione, un grazie di cuore per l’incoraggiamento va ovviamente anche a voi!

  15. Gualtiero said

    Caro Marco,

    un saluto cloroso.
    Ho scoperto il tuo blog girellando nel web, cercavo -pensa un po’- qualcosa su Jhonny Semedimela!
    Condivido assai quello che scrivi sulla musica nel nostro paese.
    Io la vivo e la sento da ascoltatore e appassionato, oltre che amico di molti musicisti; di mio non so nè comporre nè suonare.
    Mi sono esibito per parecchi anni con dei musicisti, come contastorie (ho scritto storie in rima per circa un quindicennio, e le ho recitate in giro soprattutto negli anni ’95-2001).
    Ho conosciuto anche un grande cantastorie della tua regione, Mauro Chechi (anche improvvisatore in ottava rima).
    Ti mando un mio testo di un paio di anni fa.

    Ah, in una cosa siamo colleghi proprio: anch’io insegno, italiano e storia nei professionali, a Bologna.
    Un caro saluto, allora.
    Gualtiero

    [segue la storia in rima]

    In quel di Roma…

    Un grande, uno dei tanti un poco obliati
    ricorda con affetto Cardarelli.
    In quel di Roma
    ormai vecchio e malato, molto solo
    che passa le giornate in libreria
    sempre quella, seduto in un cantuccio
    (e c’è qualche avventore, si intuisce
    che chiedesi se è un povero, o alienato
    o forse -vuoi- un congiunto del libraio?…)
    Lui parla assai di rado, ma ogni tanto
    commenta qualche acquisto d’un cliente
    a volte una ristampa, o un esordiente
    e spesso sono uscite folgoranti
    ma candide (malevole, per niente).

    Insomma, un dì un amico va e lo trova
    perché gli deve fare un’ambasciata
    e questa qui è la nuova:
    gli vogliono assegnare, è cosa certa
    un noto assai e gran premio, letterario.
    Lui, zitto
    solleva un po’ lo sguardo
    quasi che se ne uscisse da un suo sonno
    e poi, se n’esce calmo calmo calmo:
    “Be’, grazie”.
    “Cosa dire?… Son confuso”.
    L’amico, fra contento e sollevato,
    si vuole rallegrare e sta per dare
    qualche altro in più dettaglio,
    ma il vecchio:
    “…Ma adesso che ci penso, ho una preghiera;
    se proprio han da premiarmi, non obietto:
    t’ho detto, anzi, son grato, per davvero!”
    “…Ma, già che tutti gli anni ‘sti signori
    si prendono la briga di riunirsi
    per dire chi è che è bravo e va premiato,
    perché, gli devi chiedere, ti prego
    non fan lo stesso verso chi è somaro,
    per dargli la patente
    ed anche, -perché no?- due o tre legnate?”

    Non dice, quel diarista, la reazione.
    E’ storia, che decadde la proposta:
    non fu nemmeno -credo- mai discussa!
    Avremmo meno premi? …Probabile
    (ma forse, avremmo meno spazzatura
    e meno anche somari laureati).

    (Vincenzo Cardarelli
    nel ricordo di Ennio Flaiano)

  16. marcolenzi said

    gualtiero, che bella sorpresa! grazie per la solidarietà, mi fa davvero molto piacere trovare in questo blog persone come te che provengono da ambienti musicali solo apparentemente lontani dal mio, in realtà vicini nella lotta per la sopravvivenza in un mondo sempre più biecamente cinico e gretto… davvero una bella sorpresa. spero di rileggerti ancora. buona fortuna per le tue cose e per il tuo lavoro e a presto!
    marco

  17. federicocapitoni said

    Bene. Il tuo libro è molto ben fatto. Dovevo recensirlo (non è mai troppo tardi in realtà) ma prima è saltata una segnalazione che volevo farne su Repubblica e poi continua a essermi difficile (anzi la situazione peggiora) piazzare questo genere di cose in qualche dove. Comunque complimenti. ciao

  18. marcolenzi said

    caro federico,
    ti ringrazio molto per i complimenti e soprattutto per il tuo interessamento a promuovere il mio libro; indipendentemente dagli esiti è per me un onore e motivo di orgoglio. grazie.

  19. superciuk said

    Luigi Nono. quelli erano tempi,.,

  20. marcolenzi said

    non capisco se ti riferisci a luigi nono il compositore o al re luigi nono d’orleans (o era un capetingio? boh…)

    ps comunque benvenuto nel mio blog, spero tu non lo devasti come hai fatto con quello di gabriele… 🙂

  21. Simona said

    Complimenti (non so se li gradisci) per il tuo blog, la tua cultura musicale, le tue parole mai insulse e pregne di senso.
    Scusa l’ignoranza cosìè il Metodo BONA?
    Grazie
    simona

  22. marcolenzi said

    ciao simonaaa!!! che piacere leggerti qui! figurati se non mi fanno piacere i complimenti, specialmente da parte tua! ti abbraccio forte e spero di rileggerti (ma soprattutto di rivederti) presto. 🙂

    PS cosa sia il metodo bona lo spiego qui sopra (al capoverso intitolato appunto ‘due parole sul titolo’)… comunque è il primo e più conosciuto manuale di solfeggio.

  23. federico said

    Grande Lenzi, bel curriculum e poi condivido quasi totalmente il “sono livornese” perchü se cosi bastasse mi ci continuerei a sentir dentro appieno, alla livornesità, invece la sopracitata ha una serie di altri difetti (che traspaiono anche dalle tue parole) per cui son molto contento d’esser livornese al 50%(solo da parte materna) e di non risiederci piu dal ’99.
    Un abrazo

  24. marcolenzi said

    ciao federico! grazie per le belle parole, spero di rivederti presto. buon lavoro.

  25. […] Una giuria popolare e una giuria di esperti: Niki Mazziotta, la talent scout del pop, Marco Lenzi, il filosofo del pop, ed infine la quadratura del pop, Giovanna Maina  decreteranno il vincitore che si […]

  26. Fabio said

    Per ogni post che leggo faccio almeno una SONORA risata davanti al computer. Questa sì che è musica!

  27. marcolenzi said

    🙂

  28. Marco Ricci said

    Marco
    nella ricerca web che stavo effettuando per reperire materiale sulla Popular Music mi imbatto in questo Blog.
    Ci sono anch’io eh?

    un saluto e a prestissimo

  29. marcolenzi said

    un saluto a te caro marco e benvenuto in questo blog!

  30. marcolenzi said

    🙂 ciao giuseppe.

  31. con il tuo permesso ti linko sul mio (modesto) blog!

    ciao

    massimiliano viel

  32. marcolenzi said

    è un grande piacere e un onore per me, massimiliano! grazie tante, auguri per le tue attività e a presto. un abbraccio.

  33. mauro lupone said

    ..ci siamo incrociati qualche volta tra le derive di un sistema musicaldidatticoistituzionale, e ho sempre avuto la sensazione di avere davanti a me una rara, caustica, preparata, etica e consapevole personalità, fuori dalle solite logiche narcisistiche ed opportunistiche.
    Ti auguro il meglio..
    Sono sicuro che lo meriti.

  34. marcolenzi said

    accidenti, mauro, grazie infinite per le tue belle parole! spero proprio di meritarle. un abbraccio.
    marco

  35. Bruno said

    ciao Marco, girovagando a caso ho trovato il tuo blog. Lo trovo interessante anche se per me ci sono cose difficili da comprendere non essendo io un musicista e avendo studiato assai poco. Mi piace il tuo pensiero. Io sono un grande appassionato di de Andrè. Un saluto

  36. marcolenzi said

    ciao bruno, benvenuto. mi fa molto piacere conoscerti. anch’io amo molto de andré. un caro saluto anche a te. torna presto a trovarmi, ciao!

  37. […] chi sono e perché ho aperto questo blog […]

  38. elgara said

    peccato non esser livornese, anche se mi sento d’adozione per la frequentazione, il non prendersi sul serio e per il vaffanculo facile!
    gran bel blog per forma e contenuto e ti scriverò presto per l’incontro su Roberto Lupi
    Grazie e buone feste
    Elgara

  39. marcolenzi said

    grazie, elgara, buone feste anche a te (e grazie anche del complimento, per quanto, come ho detto, quelli sono forse gli UNICI aspetti positivi della ‘livornesità’ – ce ne sono tanti altri, purtroppo, che non sono granché positivi 😉 ). ti aspetto.

  40. Silverio said

    Tu qui sei per rifutare questo metodo? per me e il unico in el mondo veramente estructurado.

  41. marcolenzi said

    ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah!

    (bimbi, ma sarà meraviglioso, internet? ci può far venire a sapere che c’è qualcuno a buenos aires che s’incazza perché abbiamo rifiutato il metodo bona… questa è arte, c’è po’o da fa’… 😉 ).

  42. n_p said

    Stra or di na rio.

  43. marcolenzi said

    😀

  44. Trovo con piacere questo blog dopo aver terminato il suo libro.
    L’ho trovato coinvolgente ed interessante, un libro piacevole e dalle ampie prospettive, ricco di approfondimenti e passione. Se prima Feldman mi piaceva, ora lo amo. Quel libro è l’unico strumento in grado di dare una chiave di lettura esauriente della sua musica.
    Sinceri complimenti e soprattutto grazie!

  45. marcolenzi said

    ma grazie a te, caro davide! leggere parole come le tue è la soddisfazione più grande che può avere chi ha scritto un libro. grazie di cuore e benvenuto nel blog!

  46. nicbos said

    Giunto solo adesso su questo blog, che dire? Bravo, complimenti. Bellissimo stile di scrittura, contenuti intelligenti e pieni di buon senso. Un caro saluto 🙂

  47. marcolenzi said

    ma grazie, nicola! mi fa un grande piacere… come vedi purtroppo ormai ci scrivo pochissimo. facebook ha assorbito (e quindi annichilito) un sacco di blog in questi ultimi anni. ti mando un caro saluto e un grosso in bocca al lupo per tutte le tue cose.

  48. selma1967 said

    Ciao Marco, quanto mi trovi d’accordo (ed anche affranto, immagino, quanto te). Pure io avevo un blog musicale personale, che ho “spostato” sui social perché il pubblico frequenta sempre meno i blog e spende sempre più tempo sui social… è il tempo che cambia, e con esso le abitudini, temo non ci sia nulla da fare. Per fortuna i contenuti utili, belli, approfonditi, tematizzati, ci sono, eccome se ci sono, e quindi meno male che ci sono ancora blog come questo. Saluti 🙂

  49. marcolenzi said

    grazie selma, un caro saluto anche a te!

  50. personalmente credo che sia salutare un riflusso verso angoli più riservati e tranquilli come questi dei blog. Mi sono assentato molto da FB e ne sono soddisfatto: passare da FB ad un blog mi fa un effetto simile a quello di uscire dal bar sport affollato per continuare una conversazione con un paio di amici passeggiando calmi sotto un portico silenzioso.

  51. marcolenzi said

    🙂 è vero, hai ragione caro giuseppe. un saluto e un abbraccio.

  52. scelte personali, certo. e stagioni personali. auguri e che il 2017 sia meno peggio di quello che ci attendiamo

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